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Recidiva Reiterata

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1008 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Abitualità reato: quando non si applica il 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.). La Corte ha confermato che l'abitualità del reato, desunta da una recidiva reiterata e da precedenti condanne per reati della stessa indole, costituisce un ostacolo insuperabile all'applicazione del beneficio, rendendo generica e infondata la critica mossa alla sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Concorso in resistenza: la Cassazione chiarisce i ruoli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone condannate per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che la condotta di una donna, che si è interposta tra le forze dell'ordine e il suo compagno urlando e impedendo l'arresto, integra pienamente il concorso nel reato, in quanto ha istigato e rafforzato l'azione del compagno, il quale ha poi minacciato gli agenti con un coltello. È stato inoltre confermato che le attenuanti generiche non possono prevalere sulla recidiva reiterata, come previsto dalla legge.
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Inammissibilità del ricorso: motivi e conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. I motivi sono la natura fattuale delle censure sulla tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la mera reiterazione dei motivi d'appello sulla pena. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché il ricorrente ha sollevato un motivo di doglianza per la prima volta in sede di legittimità, senza averlo mai dedotto nel precedente grado di appello. La Corte ha ribadito il principio secondo cui non è possibile introdurre 'nova', ovvero nuove questioni, in Cassazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per truffa, poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello. La Corte ha chiarito che la recidiva reiterata aveva esteso il termine di prescrizione e che la contestazione della valutazione delle prove, senza nuove e specifiche critiche giuridiche, non è ammissibile in sede di legittimità.
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Recidiva reiterata: come aggrava usura ed estorsione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per usura ed estorsione. La Corte ha confermato la validità delle testimonianze delle vittime e la corretta applicazione della recidiva reiterata, che ha inciso sull'aumento della pena e sul calcolo della prescrizione, impedendone l'estinzione.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per danneggiamento seguito da incendio. Il motivo del ricorso, incentrato sulla contestazione della recidiva reiterata, è stato giudicato manifestamente infondato e generico, poiché non specificava le ragioni per cui la recidiva dovesse essere esclusa. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito sulla spiccata inclinazione a delinquere dell'imputato, basata sui suoi precedenti penali.
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Ricorso inammissibile: motivazioni generiche
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto. I motivi sono due: il calcolo errato della prescrizione, che non teneva conto dell'aumento per la recidiva reiterata, e la genericità dei motivi di appello, che si limitavano a ripetere doglianze già respinte in secondo grado senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Recidiva reiterata: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La decisione si fonda sulla condizione di recidiva reiterata della ricorrente, che, secondo i giudici, impedisce sia la decorrenza della prescrizione nei termini auspicati dalla difesa, sia la possibilità di far prevalere le circostanze attenuanti generiche sulle aggravanti, come previsto dall'art. 69 c.p. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e generico.
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Recidiva reiterata: come cambia la prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione. Il giudice di merito aveva omesso di considerare l'impatto della recidiva reiterata, un'aggravante che estende significativamente i termini per l'estinzione del reato. La Corte ha chiarito che tale recidiva, essendo una circostanza a effetto speciale, porta il termine di prescrizione a dieci anni, non ancora decorsi nel caso di specie, rinviando gli atti alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la valutazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'appello era generico e non si confrontava adeguatamente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva giustamente considerato la continuità dei reati commessi contro la persona e il patrimonio come un ostacolo all'esclusione della recidiva e alla prevalenza delle attenuanti generiche.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva reiterata. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del motivo, poiché il ricorrente non si è confrontato adeguatamente con la motivazione della Corte d'Appello, la quale aveva correttamente valutato la sua perdurante inclinazione a delinquere secondo i criteri di legge.
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Occultamento scritture contabili: quando si prescrive?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per occultamento scritture contabili. La Corte ha ribadito che tale reato è di natura permanente e il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento della distruzione dei documenti, ma dalla conclusione dell'accertamento fiscale, confermando così la condanna inflitta in appello.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato in merito al bilanciamento delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che la valutazione di tali circostanze è discrezionale e che, per legge, non possono prevalere sulla recidiva reiterata. Il ricorso è stato giudicato generico e manifestamente infondato.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente da durata, distanza o motivazioni, integra il reato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Sanzione sostitutiva: recidiva e indigenza la negano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva l'applicazione di una sanzione sostitutiva. La decisione è stata motivata dalla recidiva reiterata del ricorrente e dalla prognosi negativa sulla sua capacità di pagare una sanzione pecuniaria a causa della sua presunta indigenza, confermando così il corretto esercizio del potere discrezionale del giudice di merito.
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Recidiva reiterata: stop a nuovi benefici penitenziari
Un soggetto, già condannato con l'aggravante della recidiva reiterata e che aveva già usufruito di misure alternative, ha presentato una nuova istanza per benefici simili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la preclusione prevista dalla legge. La sentenza chiarisce che il divieto opera quando il nuovo reato, anch'esso aggravato da recidiva reiterata, viene commesso dopo aver già sperimentato una precedente misura alternativa. La richiesta di semilibertà è stata inoltre respinta per mancanza di un progetto lavorativo.
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Violazione sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione sorveglianza speciale, consistita nel rientrare a casa oltre l'orario consentito. La Corte ha ritenuto le censure infondate, confermando la sussistenza del reato e la correttezza della valutazione sulla recidiva e sul diniego delle attenuanti generiche.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
Un individuo condannato per furto ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione della recidiva reiterata e sollevando l'incostituzionalità del divieto di prevalenza delle attenuanti generiche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sostenendo che il giudice di merito aveva adeguatamente motivato la pericolosità sociale attuale dell'imputato. Ha inoltre ribadito la legittimità costituzionale della norma che impedisce alle attenuanti generiche di prevalere sulla recidiva reiterata, in quanto non crea una manifesta sproporzione della pena.
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Aumento pena reato continuato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che ricalcolava una pena in sede esecutiva. Il caso riguarda l'errata applicazione dell'aumento pena reato continuato in presenza di recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che l'aumento minimo di un terzo si applica al cumulo totale delle pene per i reati satellite, non a ciascuna singolarmente. Tale errore aveva inoltre violato il divieto di 'reformatio in peius', avendo comportato una pena superiore a quella inflitta in sede di cognizione.
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