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Recidiva Pluriaggravata

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione giuridica in cui un soggetto, già condannato per un reato, ne commette altri in circostanze che aggravano la sua posizione. Incide sulla pena e sul calcolo della prescrizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentato furto aggravato: ricorso inammissibile e condanna
L'Imputato è stato condannato per il reato di tentato furto aggravato sia in primo grado sia in appello. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata prevalenza delle circostanze attenuanti generiche rispetto alla recidiva pluriaggravata e contestando l'applicazione della recidiva stessa. I Giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso: la valutazione tra circostanze attenuanti e aggravanti appartiene alla discrezionalità del giudice di merito e la contestazione della recidiva è stata sollevata per la prima volta solo davanti alla Cassazione, violando le regole procedurali. L'Imputato deve pagare le spese e una sanzione.
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Prescrizione del reato e recidiva: stop ai calcoli di favore
L'Imputata ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per ricettazione e uso illecito di strumenti di pagamento. La difesa sosteneva l'avvenuta estinzione dei reati per decorso del tempo, ritenendo che il bilanciamento favorevole tra attenuanti e aggravanti dovesse accorciare i termini di legge. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il tema centrale riguarda la prescrizione del reato e recidiva qualificata. I giudici hanno chiarito che le circostanze aggravanti a effetto speciale, inclusa la recidiva pluriaggravata, aumentano la pena massima e allungano i tempi di prescrizione. Tale aumento opera anche se il giudice ritiene prevalenti o equivalenti le circostanze attenuanti. L'Imputata perde la causa, la condanna diventa definitiva ed e tenuta a versare tremila euro alla Cassa delle Ammende oltre alle spese legali.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi non dedotti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. La decisione si fonda sul principio processuale che vieta di presentare in Cassazione motivi di doglianza, come quelli sulla recidiva, non sollevati precedentemente in sede di appello. L'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi non dedotti in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano in parte una ripetizione di tesi già respinte e in parte introducevano questioni nuove, non sollevate nel precedente grado di giudizio. La Corte chiarisce che non si possono dedurre in Cassazione argomenti sui quali il giudice d'appello non si è pronunciato perché non gli erano stati sottoposti. Viene inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, sottolineando come la recidiva pluriaggravata incida sul calcolo del termine, anche se neutralizzata nel bilanciamento con le attenuanti.
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Inammissibilità ricorso per espulsione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un cittadino straniero contro la sentenza d'appello che confermava la sua colpevolezza per la violazione di un ordine di espulsione. La Corte ha ritenuto le censure infondate, confermando la corretta identificazione dell'imputato, la sua pericolosità sociale e la legittimità della recidiva pluriaggravata, data la sua manifesta indifferenza verso le decisioni giudiziarie.
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Graduazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'eccessività della pena inflitta dalla Corte d'Appello. La decisione ribadisce che la graduazione della pena rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. Inoltre, la Corte ha confermato la correttezza nel non ritenere le attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva pluriaggravata, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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