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Reato Sub Iudice

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'sotto il giudice'. Indica il reato per il quale è in corso il procedimento giudiziario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Evasione e recidiva: quando i precedenti penali prevalgono sulle attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione di un Lavoratore, già gravato da precedenti penali. Il caso verteva sul riconoscimento della recidiva e sul suo bilanciamento con le attenuanti generiche. Il Lavoratore aveva violato una misura di restrizione poco dopo essergli stata concessa, dimostrando una persistente inclinazione al crimine. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione della recidiva non può basarsi solo sui precedenti, ma deve considerare la concreta pericolosità sociale del reo e il legame tra i fatti. Ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di merito che hanno dato prevalenza alla recidiva, giudicando inammissibile il ricorso.
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Recidiva: confermata per uno, annullata per l’altra. La Cassazione chiarisce l’applicazione della recidiva.
Due imputati sono stati condannati per possesso di carta di credito rubata. Hanno contestato l'applicazione della recidiva (aggravamento di pena per chi ha precedenti). La Cassazione ha confermato la recidiva per l'Uomo, data la sua lunga storia criminale. Ha invece annullato la sentenza per la Donna, perché la motivazione sulla sua recidiva era insufficiente, richiedendo un nuovo giudizio. Il caso evidenzia l'importanza di una motivazione specifica per l'applicazione della recidiva, non bastando la mera esistenza di precedenti.
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Valutazione della Recidiva: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata
Un individuo è stato condannato per vari reati, tra cui violazioni delle norme sull'immigrazione e resistenza a pubblico ufficiale. Ha presentato ricorso contro la sentenza d'appello, contestando la valutazione della recidiva applicata dai giudici. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno correttamente valutato la recidiva, non basandosi solo sulla gravità dei fatti, ma analizzando il legame tra i reati attuali e le condanne precedenti. Questo ha dimostrato una persistente inclinazione al delitto dell'imputato. L'individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Applicazione della recidiva: carriera criminale blocca lo sconto
Un uomo con numerosi precedenti penali viene condannato per un reato legato agli stupefacenti. I giudici confermano l'applicazione della recidiva, ritenendo il nuovo delitto l'ultimo tassello di una consolidata 'carriera criminale'. L'imputato ricorre in Cassazione, contestando questa decisione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: l'applicazione della recidiva è corretta quando il nuovo reato dimostra una persistente inclinazione a delinquere. Questa valutazione può essere motivata dal giudice anche in modo sintetico, se emerge chiaramente la pericolosità sociale del soggetto e la sua maggiore capacità criminale. L'imputato perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali.
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Ricorso inammissibile: furto aggravato e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto aggravato e uso indebito di carte di credito. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a ripetere argomenti già disattesi in appello. La Corte ha confermato la corretta applicazione dell'aggravante legata all'uso delle carte per conseguire il profitto del furto e ha ribadito che la valutazione della recidiva deve basarsi su un'analisi concreta dell'inclinazione a delinquere del reo, non solo sulla gravità dei reati precedenti.
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Valutazione recidiva: i criteri della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, ribadendo i principi per una corretta valutazione della recidiva. La Corte sottolinea che non è sufficiente considerare la gravità dei fatti o il tempo trascorso, ma è necessaria un'analisi concreta del legame tra i reati passati e quello attuale, basata sui criteri dell'art. 133 c.p., per accertare una reale e perdurante inclinazione al delitto.
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