La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 822/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di maltrattamenti in famiglia. La Corte ha stabilito che, per configurare tale delitto, non è necessaria una serie ininterrotta di violenze, ma è sufficiente che episodi aggressivi, anche se intervallati, creino un clima di paura e un regime di vita vessatorio e insostenibile per le vittime. La decisione si fonda sull'impatto complessivo della condotta sulla vita quotidiana dei familiari, piuttosto che sul mero conteggio degli atti lesivi.
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