LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Reato Di Evento

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un tipo di reato che si considera completato solo quando si verifica una conseguenza dannosa concreta. In questo caso, l'evento è l'effettivo e rilevante ostacolo creato all'attività di vigilanza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Divieto di bis in idem: lesioni e sicurezza restano reati distinti
Il Tribunale dichiarava il non doversi procedere verso un datore di lavoro per violazioni sulla sicurezza, ritenendolo già giudicato per lesioni colpose. Il Pubblico Ministero impugnava la decisione per violazione di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza con rinvio. I giudici hanno chiarito che il divieto di bis in idem non opera se la precedente decisione non è definitiva. Inoltre, la violazione antinfortunistica costituisce un reato di pericolo e di condotta, mentre le lesioni rappresentano un reato di danno ed evento. Le due fattispecie non integrano il medesimo fatto storico, ma possono concorrere materialmente.
Continua »
Finto proprietario incassa: il momento consumativo della truffa
L'Imputato, fingendosi proprietario di un immobile in realtà gravato da pignoramento e di proprietà altrui, ha convinto l'Acquirente a versare caparra e acconti, rendendosi poi irreperibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, confermando la condanna per truffa aggravata. La Corte ha chiarito che il diniego della messa alla prova era legittimo in assenza del programma di trattamento dell'UEPE. Riguardo alla prescrizione, i giudici hanno ribadito che il momento consumativo della truffa coincide con l'ultimo versamento di denaro (20 luglio 2012) e non con le trattative precedenti. Di conseguenza, il reato non era prescritto al momento della sentenza d'appello. L'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di rilevare la prescrizione maturata successivamente.
Continua »
Diffamazione a mezzo email: 450 invii non salvano dalla condanna
L'Autore del Messaggio è stato condannato per il reato di diffamazione a mezzo email per aver inviato a ben 450 destinatari un messaggio di posta elettronica offensivo nei confronti della Persona Offesa. L'imputato ha fatto ricorso in Cassazione contestando la competenza territoriale del Tribunale di Palermo e invocando il diritto di critica. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la diffamazione a mezzo email si consuma nel luogo in cui i destinatari scaricano il messaggio sul proprio dispositivo. Nel caso specifico, la ricezione è avvenuta a Palermo da parte di almeno due destinatari, radicando lì la competenza del giudice. Inoltre, i giudici hanno escluso l'esimente del diritto di critica per la mancanza di veridicità dei fatti narrati e per il tono non continente.
Continua »
Tentato utilizzo indebito di una carta bancomat: condanna valida
Un uomo è stato condannato per sostituzione di persona e per il tentato utilizzo indebito di una carta bancomat. L'imputato, con la complicità della compagna che si era finta la madre al telefono con la banca, aveva cercato di ottenere un duplicato della carta di pagamento della genitrice per utilizzarla. Il piano è fallito per cause indipendenti dalla sua volontà. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna. I giudici hanno stabilito che il tentato utilizzo indebito di una carta bancomat è configurabile in quanto la condotta di utilizzo abusivo costituisce un reato di evento, per il quale il tentativo è pienamente ammissibile.
Continua »
Ostacolo alla vigilanza: condanna per l’amministratore che tace
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un amministratore di una società cooperativa per il reato di ostacolo all'attività di vigilanza. L'amministratore aveva persistentemente ignorato le richieste di un ispettore incaricato, omettendo di fornire la documentazione contabile e societaria necessaria per il controllo. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per configurare questo reato è necessario il 'dolo diretto', ovvero la piena consapevolezza e volontà di intralciare l'ispezione. Il semplice silenzio o la mancata collaborazione, se reiterati e ingiustificati di fronte a richieste formali, sono sufficienti a dimostrare tale intenzione, senza bisogno di ulteriori azioni fraudolente. L'amministratore ha perso il ricorso.
Continua »
Mancato versamento assegno: se la famiglia è all’estero decide il giudice straniero
La Corte di Cassazione affronta un caso di mancato versamento assegno di mantenimento da parte di un ex coniuge residente in Italia a favore dei familiari residenti in Scozia. La Corte stabilisce il difetto di giurisdizione del giudice italiano. Il reato, infatti, non si consuma in Italia, dove avviene l'omissione del pagamento, ma nel luogo di residenza dei beneficiari, cioè in Scozia. È lì che si verifica il danno derivante dalla mancanza dei mezzi di sussistenza. Di conseguenza, la competenza a giudicare spetta all'autorità giudiziaria scozzese. L'appello della parte civile viene quindi respinto.
Continua »
Reato di evento: quando si consuma la frode UE?
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna di un imprenditore agricolo accusato di indebita percezione di fondi europei. L'imputato aveva omesso di dichiarare precedenti penali e misure di prevenzione nelle domande di finanziamento. Tuttavia, prima dell'effettiva erogazione delle somme, egli aveva ottenuto la riabilitazione. La Suprema Corte ha chiarito che la fattispecie prevista dall'art. 2 della legge 898/1986 costituisce un reato di evento. Di conseguenza, il delitto si consuma solo al momento dell'incasso del contributo. Poiché la riabilitazione fa cessare gli effetti ostativi delle condanne precedenti, la percezione avvenuta dopo tale provvedimento non può essere considerata illecita.
Continua »
Ne bis in idem: bancarotta e reati tributari
Un amministratore, già condannato per emissione di fatture false, viene condannato anche per bancarotta fraudolenta. La Cassazione respinge l'eccezione di violazione del principio del ne bis in idem, distinguendo i due reati. Il reato tributario è di mera condotta, mentre la bancarotta è un reato di evento, il cui fatto si perfeziona con la dichiarazione di fallimento, un evento distinto e successivo.
Continua »
Illecita influenza sull’assemblea: quando è reato?
Un consulente è stato condannato per aver falsificato i verbali delle assemblee societarie. La Corte di Cassazione, intervenendo sul caso, ha chiarito un punto fondamentale: il reato di illecita influenza sull'assemblea si configura solo se la riunione si è effettivamente tenuta. La sentenza ha quindi annullato una delle condanne, precisando che la semplice simulazione di un'assemblea non è sufficiente per integrare questo specifico delitto societario.
Continua »
Competenza diffamazione: Cassazione chiarisce il luogo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45558/2024, ha chiarito la regola sulla competenza territoriale diffamazione. In un caso riguardante una lettera offensiva inviata a un Ordine Professionale, la Corte ha stabilito che il reato si consuma e la competenza spetta al giudice del luogo in cui il contenuto della missiva viene percepito da terzi, ovvero la sede del destinatario, e non il luogo di spedizione.
Continua »
Violazione obblighi assistenza familiare: assorbimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36567/2024, ha stabilito un importante principio in materia di violazione obblighi assistenza familiare. Se l'omesso versamento dell'assegno di mantenimento per un figlio minore provoca a quest'ultimo la mancanza dei mezzi di sussistenza, si configura un unico reato, quello più grave previsto dall'art. 570, comma 2, n. 2, c.p. Quest'ultimo, infatti, assorbe la fattispecie meno grave di cui all'art. 570-bis c.p. (violazione degli obblighi derivanti da un provvedimento del giudice). Di conseguenza, la Corte ha annullato la condanna per il reato assorbito, rideterminando la pena.
Continua »
Bancarotta impropria: quando la pena è proporzionata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la proporzionalità della pena per il reato di bancarotta impropria da operazioni dolose. L'imputato sosteneva l'incostituzionalità della norma che equipara la sanzione a quella della bancarotta fraudolenta, un reato doloso. La Corte ha respinto la tesi, evidenziando la differente struttura giuridica dei due reati: la bancarotta impropria è un reato di evento, mentre quella fraudolenta è un reato di condotta. Tale differenza strutturale rende il paragone improponibile e giustifica la scelta sanzionatoria del legislatore.
Continua »
Esercizio arbitrario e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La decisione si basa sull'intervenuta prescrizione del reato, resa possibile da un contrasto giurisprudenziale sulla natura del delitto, se di mera condotta o di evento. Poiché il motivo di ricorso non era manifestamente infondato, la Corte ha potuto dichiarare l'estinzione del reato per decorso del tempo.
Continua »