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Reato Di Contraffazione

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contraffazione: Commerciante Condannato, Ricorso Inammissibile
Un commerciante è stato condannato per il reato di contraffazione, avendo venduto scarpe sportive false. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua condotta non fosse colpevole e che la pena fosse eccessiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la condanna e l'obbligo di risarcire la parte civile per i danni patrimoniali e di immagine, oltre al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. La sentenza ha ribadito che il ricorso non ha evidenziato vizi logici, ma solo una diversa interpretazione dei fatti.
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Reato di Contraffazione: Ricorso Inammissibile per Doglianze Generiche
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il Reato di contraffazione ai sensi dell'Art. 473 c.p. L'imputato aveva presentato ricorso, contestando la correttezza della decisione e la motivazione della sentenza d'appello. Tuttavia, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi addotti erano generici e non specifici, non consentendo una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha ritenuto che la sentenza precedente avesse una motivazione logica e completa. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Contraffazione Grossolana: La Cassazione conferma il Reato di Contraffazione
Un Lavoratore è stato condannato per il reato di contraffazione e ricettazione, avendo detenuto e venduto prodotti con marchi falsi. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la scarsa qualità dei prodotti e le condizioni di vendita avrebbero permesso agli acquirenti di riconoscere la falsità, rendendo la contraffazione grossolana. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il reato di contraffazione tutela la fede pubblica, non la possibilità di inganno dell'acquirente. La grossolanità della contraffazione non esclude il reato. Il Lavoratore ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Reato di Contraffazione: Quando la Falsificazione Inganna la Fede Pubblica
Un Commerciante è stato condannato per aver detenuto e venduto prodotti con marchi contraffatti. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per il reato di contraffazione, previsto dall'articolo 474 del Codice Penale. Il Commerciante ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che si trattasse del reato di vendita di prodotti con segni mendaci (articolo 517 c.p.) e lamentando vizi nella motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la detenzione per la vendita di prodotti contraffatti, se sostanzialmente identici agli originali, configura il reato di contraffazione, che tutela la fede pubblica e non la libera scelta dell'acquirente. Questo è un reato di pericolo.
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Reato di contraffazione: ricorso respinto e condanna definitiva
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi di reclusione e quattromila euro di multa inflitta a un imputato per il reato di contraffazione continuata. Il ricorrente contestava la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito, lamentando violazioni di legge e presunti vizi di motivazione. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso totalmente inammissibile poiché le censure sollevate miravano a richiedere un nuovo esame delle prove fattuali, attività severamente preclusa in sede di Cassazione. Di conseguenza, l'imputato perde definitivamente la causa penale e subisce, oltre alla condanna definitiva per il reato di contraffazione, l'obbligo di pagare le spese processuali e la somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Reato di contraffazione: quando il falso è reato?
Un commerciante viene condannato per ricettazione e vendita di gadget contraffatti di una nota rock band. In Cassazione, lamenta che il falso fosse troppo grossolano per ingannare chiunque. La Corte rigetta il ricorso, specificando che il reato di contraffazione tutela la fiducia collettiva nei marchi (fede pubblica) e non la libera scelta del singolo compratore. Pertanto, il delitto sussiste anche se il falso non è perfetto, poiché la sua circolazione danneggia l'affidamento del mercato.
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Reato di contraffazione: la decisione della Cassazione
L'ordinanza analizza il caso di due persone condannate per reato di contraffazione e ricettazione. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, sottolineando che non è possibile, in sede di legittimità, una nuova valutazione dei fatti. Viene confermato che la presenza costante e attiva nel negozio, anche da parte del coniuge del titolare, costituisce concorso nel reato. Inoltre, si chiarisce che la fedele riproduzione della forma di un prodotto integra la nozione di 'segno distintivo', anche in assenza del logo originale.
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Reato di contraffazione: no attenuanti per abitualità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di contraffazione, consistente nella vendita di orologi falsi. La Corte ha ribadito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica quando la condotta, come nel caso di specie, denota professionalità e abitualità, comprovate dalla quantità di merce e dai precedenti penali. Anche le altre censure relative alla valutazione delle prove e alla concessione delle attenuanti sono state respinte.
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