La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un collaboratore di giustizia a cui era stata negata la liberazione condizionale. La sentenza chiarisce che, sebbene per i collaboratori il risarcimento del danno non sia un requisito assoluto, la sua assenza o inadeguatezza è un indice fondamentale per valutare il 'sicuro ravvedimento'. La Corte ha ritenuto legittima la decisione del Tribunale di Sorveglianza, che aveva negato il beneficio basandosi su una valutazione complessiva della personalità del ricorrente, tenendo conto del suo gravissimo passato criminale (incluse condanne per oltre dieci omicidi) e della pochezza delle iniziative risarcitorie intraprese, considerate non sufficienti a dimostrare un ravvedimento completo e certo.
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