La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8944/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria. La Corte ha chiarito che il reato si consuma quando, subito dopo la sottrazione, l'agente usa violenza per garantirsi il possesso della refurtiva, anche se tale possesso è solo momentaneo e non riesce a fuggire. È stata inoltre negata l'attenuante del danno di speciale tenuità, poiché nella valutazione occorre considerare non solo il valore economico, ma anche le lesioni fisiche e morali inflitte alla vittima.
Continua »