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Raggiro

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42 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Truffa pedaggio: la Cassazione spiega la differenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per truffa aggravata per aver evitato il pagamento del casello. La sentenza chiarisce che la condotta di accodarsi a un altro veicolo per superare la sbarra costituisce un raggiro, integrando così il reato di truffa pedaggio autostradale e non la più lieve ipotesi di insolvenza fraudolenta. La Corte ha ribadito che l'uso di un artificio per eludere il pagamento qualifica il fatto come truffa.
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Pericolo immaginario: la Cassazione sulla truffa
Due individui sono stati condannati per truffa aggravata per aver ingannato una vittima con la falsa minaccia di sanzioni e procedimenti legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, cogliendo l'occasione per definire con precisione il concetto di pericolo immaginario. La Corte ha stabilito che un pericolo è 'immaginario' quando è inesistente nella situazione specifica, anche se le conseguenze minacciate potrebbero essere astrattamente possibili secondo l'ordinamento giuridico.
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Truffa online: la Cassazione sulla responsabilità
Un individuo è stato condannato per truffa online dopo aver convinto un venditore a effettuargli un bonifico, sostenendo fosse necessario per la vendita. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che una condotta insistente e spregiudicata per indurre un'operazione illogica costituisce raggiro. La scoperta della carta di pagamento nell'abitazione dell'imputato è stata ritenuta prova sufficiente della sua responsabilità.
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Dolo incidente: bugia non basta per il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento danni per dolo incidente avanzata da un'acquirente di un immobile. L'acquirente sosteneva di essere stata ingannata sulla possibilità di aumentare l'altezza dei locali. La Corte ha stabilito che, per ottenere un risarcimento, è necessario provare che l'inganno (raggiro) sia stato perpetrato direttamente dal venditore, non essendo sufficiente la sola rassicurazione dell'agente immobiliare. Poiché tale prova mancava, la domanda è stata respinta.
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Ricorso per truffa: quando è inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per truffa presentato da un imputato. La decisione si fonda sul principio che il giudizio di Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La Corte ha ribadito che anche una semplice menzogna può costituire il raggiro necessario per il reato di truffa e ha confermato la sussistenza dell'aggravante della minorata difesa.
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Dolus causam dans: annullamento per contachilometri
Una società venditrice di auto usate è stata citata in giudizio da una concessionaria acquirente per l'annullamento di due contratti di compravendita a causa della manomissione dei contachilometri. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la sentenza d'appello per motivazione contraddittoria, chiarendo la fondamentale distinzione tra dolus causam dans, che determina l'annullamento del contratto poiché il raggiro è stato essenziale per il consenso, e dolus incidens, che porta solo al risarcimento del danno perché il contratto sarebbe stato comunque concluso, ma a condizioni diverse. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Truffa aggravata medico: il silenzio è raggiro
La Corte di Cassazione conferma la condanna per truffa aggravata a un medico che, pur avendo un rapporto di lavoro esclusivo con un'azienda sanitaria, svolgeva attività privata senza comunicarlo. Secondo la Corte, il silenzio del professionista non è stata una mera omissione, ma un "silenzio espressivo" che ha integrato il raggiro, inducendo in errore l'ente pubblico e portandolo a erogare indebitamente l'indennità di esclusività. Il ricorso del medico è stato dichiarato inammissibile.
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Truffa e particolare tenuità: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La decisione si fonda sul rigetto della richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei numerosi precedenti specifici dell'imputato, dell'entità del danno economico (superiore a 400 euro) e della mancata restituzione della somma sottratta. La sentenza ribadisce che la condotta fraudolenta, seppur per un importo non elevatissimo, non può essere considerata di lieve entità in presenza di tali elementi.
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Indennità di esclusività: truffa e silenzio colpevole
La Corte di Cassazione conferma la condanna per truffa aggravata a una dipendente sanitaria che, pur svolgendo attività professionale privata, ha percepito per anni l'indennità di esclusività. Secondo la Corte, il silenzio maliziosamente serbato sulla propria situazione lavorativa integra l'elemento del raggiro, inducendo in errore l'amministrazione pubblica e causando un danno economico.
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Truffa contrattuale: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa contrattuale a carico di un imprenditore che aveva venduto un complesso immobiliare tacendo su importanti irregolarità edilizie di una struttura chiave. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che il danno nella truffa contrattuale consiste nella lesione della libertà negoziale della vittima, indotta a concludere un affare a condizioni svantaggiose. La successiva redditività dell'investimento non esclude il reato.
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Truffa contrattuale: quando il raggiro è esecutivo
Una professionista sanitaria, in partnership con una struttura alberghiera, occulta parte degli incassi derivanti dalla sua attività. La Corte di Cassazione, con la sentenza 9154/2024, chiarisce un principio fondamentale: la truffa contrattuale non si configura solo al momento della stipula, ma può emergere anche durante la fase esecutiva del rapporto, attraverso raggiri che portano a un ingiusto profitto. La Corte ha annullato la sentenza di assoluzione e ha rinviato il caso al giudice civile per la valutazione dei danni.
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Truffa reddito di cittadinanza: errore non scusabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per truffa reddito di cittadinanza. La sentenza chiarisce che una dichiarazione falsa per ottenere il beneficio configura il reato di truffa aggravata e che l'errore sulla comprensione della legge non è scusabile, data la chiarezza delle norme. L'abolizione successiva del beneficio è irrilevante per i reati commessi in precedenza.
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Truffa e negligenza vittima: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per truffa aggravata. La sentenza conferma un principio chiave: la configurabilità del reato di truffa e negligenza vittima non sono in conflitto. Anche se la vittima è stata superficiale o negligente, la responsabilità penale dell'autore del raggiro non viene meno, purché la sua azione fraudolenta sia stata la causa dell'errore e del conseguente danno patrimoniale. Il caso riguardava richieste di pagamento per abbonamenti inesistenti a riviste.
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Truffa online: vendita finta e reato consumato
Un individuo è stato condannato per truffa online dopo aver venduto un computer su una nota piattaforma, incassato il prezzo ma mai spedito il bene. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha specificato che le rassicurazioni date all'acquirente e la successiva irreperibilità dell'imputato costituiscono il "raggiro" necessario per integrare il reato, distinguendolo da un semplice inadempimento contrattuale civile. È stata anche respinta la richiesta di applicazione dell'attenuante per danno di lieve entità.
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Truffa contrattuale: ricorso inammissibile in Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa contrattuale. Aveva indotto in errore un ristoratore con false promesse nel mondo del cinema. La Corte ha confermato che i motivi di ricorso erano un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità, ribadendo la correttezza della valutazione dei giudici di merito sulla sussistenza del raggiro e del dolo iniziale.
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Truffa sentimentale: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per aver indotto una persona in errore attraverso un corteggiamento ingannevole. Fingendo sentimenti e minacciando il suicidio per debiti, l'uomo aveva ottenuto somme di denaro. La Corte ha qualificato tale condotta come raggiro, confermando che la manipolazione affettiva a scopo di lucro, una forma di truffa sentimentale, è penalmente rilevante.
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Raggiro online: quando la promessa di pagamento è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per tentata truffa e sostituzione di persona. L'imputato, usando false generalità, aveva indotto un venditore a spedire un motocoltivatore con la promessa di un pagamento mai avvenuto. La Corte chiarisce che l'uso di un piano ingannevole (raggiro) per ottenere un bene, e non un semplice inadempimento contrattuale, integra pienamente il reato di truffa.
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Inammissibilità ricorso per truffa: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per truffa. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: per configurare il reato, non è necessario valutare l'idoneità astratta dei mezzi usati per ingannare, ma basta che essi si siano dimostrati concretamente efficaci. Inoltre, l'eventuale negligenza della persona offesa non esclude il delitto. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per truffa. Le motivazioni dell'imputato sono state ritenute una semplice ripetizione di quelle già presentate e respinte dalla Corte d'Appello, senza evidenziare specifici errori di diritto. La Corte ha confermato la logicità della sentenza di secondo grado, che aveva ravvisato tutti gli elementi del reato, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Tentata truffa: la Cassazione e i gravi indizi
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura cautelare per tentata truffa aggravata. Confermati i gravi indizi di colpevolezza basati sulla presenza ingiustificata in casa della vittima subito dopo una telefonata-raggiro, anche se il reato non è stato consumato.
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