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Radicamento

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato di Arresto Europeo: quando l’Italia rifiuta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di consegna basata su un mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce che, per poter scontare la pena in Italia, il condannato deve fornire una prova rigorosa di un radicamento effettivo e continuativo sul territorio nazionale da almeno cinque anni, requisito che la Corte ha ritenuto non soddisfatto nel caso di specie a causa di prove documentali insufficienti e di una condotta contraddittoria.
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Mandato d’arresto europeo: no all’esecuzione in Italia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna al Portogallo in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la possibilità di scontare la pena in Italia è preclusa a chi non risiede legalmente e continuativamente da almeno cinque anni. Inoltre, ha confermato che la consegna è legittima anche in caso di condanna in absentia, se l'interessato era stato regolarmente citato e informato della possibilità di una decisione in sua assenza, in linea con il principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri dell'UE.
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Residenza quinquennale: Cassazione annulla consegna
Un cittadino rumeno, destinatario di un mandato di arresto europeo, si è opposto alla consegna alla Romania chiedendo di scontare la pena in Italia, dove risiedeva da tempo. A sostegno, ha prodotto documenti come contributi INPS, CUD e contratti di affitto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47702/2024, ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva ordinato la consegna, stabilendo che il giudice ha l'obbligo di valutare tutte le prove documentali che dimostrano la residenza quinquennale. La mancata analisi di tali prove rende nulla la sentenza.
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Mandato di Arresto Europeo: Appello Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sua consegna alla Spagna in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo. La Corte ha chiarito che, a seguito delle riforme legislative del 2021, il ricorso non può basarsi su vizi di motivazione, come l'errata valutazione del radicamento del soggetto in Italia, ma solo su specifici errori di diritto.
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Mandato d’arresto europeo: limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la consegna basata su un mandato d'arresto europeo, sottolineando i nuovi limiti del ricorso. Il ricorso per vizi di motivazione non è più ammesso, specie se riguarda l'accertamento del radicamento sul territorio.
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Espulsione del condannato: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione del condannato straniero che non sia riuscito a dimostrare un effettivo e profondo radicamento nel territorio nazionale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto le contestazioni sollevate erano di puro merito, non attinenti a violazioni di legge.
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Rifiuto consegna: limiti al ricorso per radicamento
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore Generale contro la decisione di una Corte d'Appello di negare la consegna di un cittadino straniero. Il rifiuto consegna era basato sul suo 'radicamento' in Italia. La Suprema Corte sottolinea che, a seguito delle recenti riforme, il suo giudizio non può entrare nel merito della valutazione del radicamento (es. adeguatezza del reddito o durata del lavoro), ma solo verificare la violazione di legge, come l'assenza totale di motivazione.
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Estradizione: il radicamento in Italia non la ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino peruviano contro la sua estradizione, richiesta per un reato di rapina aggravata del 2006. Secondo i giudici, il suo stabile radicamento in Italia e la richiesta di revoca dell'ordine nel paese di origine non sono motivi validi per bloccare la procedura di estradizione.
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Mandato di arresto europeo: residenza e consegna
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna basata su un mandato di arresto europeo. La Corte ha ribadito che, per rifiutare la consegna, è necessaria una residenza continuativa in Italia per almeno cinque anni, un requisito non soddisfatto dal ricorrente nonostante il suo radicamento sociale e familiare nel Paese.
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Espulsione straniero: prevale sulla pena alternativa?
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione di un cittadino straniero, estradato per scontare una pena per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, quale misura alternativa, prevale su altre richieste come l'affidamento in prova, anche se pendenti. La sola presenza di una sorella in Italia non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare un radicamento sociale tale da impedire il provvedimento, dato che il soggetto viveva all'estero prima dell'estradizione.
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Radicamento in Italia: la Cassazione sui 5 anni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno, condannato nel suo paese, che chiedeva di scontare la pena in Italia. La Corte ha stabilito che, per ottenere tale beneficio, non basta una presenza formale, ma è necessario dimostrare un effettivo e continuativo radicamento in Italia per almeno cinque anni, provando che il nostro Paese sia diventato il centro stabile dei propri interessi familiari, sociali e lavorativi. In questo caso, prove come un codice fiscale e periodi di lavoro intermittenti non sono state ritenute sufficienti.
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Mandato di arresto europeo: i limiti del ricorso
Un cittadino rumeno, destinatario di un mandato di arresto europeo per riciclaggio, si opponeva alla consegna sostenendo il proprio radicamento in Italia. La Corte di Appello di Venezia accoglieva la richiesta di consegna. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, lo ha dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2021, la valutazione sul radicamento dell'interessato nel territorio nazionale è una questione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso avverso le decisioni in materia di mandato di arresto europeo è ora limitato ai soli vizi di violazione di legge, escludendo ogni riesame del merito.
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Mandato di Arresto Europeo: quando si nega la consegna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alla Romania in base a un Mandato di Arresto Europeo. L'uomo sosteneva di risiedere in Italia da oltre cinque anni, condizione che permette di scontare la pena in Italia. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che prove frammentarie come contributi INPS discontinui e contratti di affitto non registrati non sono sufficienti a dimostrare un radicamento stabile e continuativo. La commissione di reati in Romania durante il presunto periodo di residenza in Italia è stata un fattore decisivo contro la sua tesi.
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Consegna e straniero residente: il reinvio in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36351/2019, ha stabilito un principio fondamentale in materia di Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.). Il caso riguardava la richiesta di consegna da parte della Spagna di un cittadino senegalese, da lungo tempo residente in Italia, per un reato di traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della consegna, ma ha annullato la sentenza d'appello nella parte in cui ometteva di condizionare la consegna al reinvio della persona in Italia per l'espiazione dell'eventuale pena. È stato chiarito che la nozione di 'straniero residente' non si basa sulla mera residenza anagrafica, ma su un effettivo e dimostrabile 'radicamento' sociale, familiare ed economico nel territorio nazionale. La Corte ha quindi disposto d'ufficio tale condizione, affermando il proprio potere di correggere la decisione senza necessità di un nuovo giudizio d'appello.
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Assegno sociale: viaggi lunghi negano il diritto
Un cittadino straniero si è visto negare l'assegno sociale poiché i suoi numerosi e prolungati viaggi nel paese d'origine sono stati ritenuti un'interruzione del requisito di soggiorno continuativo decennale in Italia. Il Tribunale ha stabilito che la residenza legale non è sufficiente se non accompagnata da una permanenza di fatto, stabile e radicata nel territorio nazionale.
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