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Radicamento

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55 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Radicamento quinquennale: no alla pena in Italia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la sua consegna alle autorità rumene in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'interessato non aveva fornito prove sufficienti del suo radicamento quinquennale in Italia. Elementi come la sua ammissione di risiedere stabilmente in Italia solo da tre anni, la sua presenza in Romania per commettere il reato e durante il processo, e il fatto che i legami documentati fossero principalmente a nome della madre, sono stati ritenuti decisivi per escludere la possibilità di scontare la pena in Italia.
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Trasferimento detenuti: consenso non sempre necessario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna condannata per omicidio contro il suo trasferimento nel paese d'origine per scontare la pena. La Corte ha stabilito che per il trasferimento detenuti non è necessario il consenso quando la persona si è di fatto recata nel proprio Stato dopo il reato. Inoltre, il trasferimento favorisce il reinserimento sociale se in quel paese la persona ha legami familiari e sociali più forti, anche se ha iniziato un percorso rieducativo nel carcere italiano.
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Mandato di Arresto Europeo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna al Lussemburgo disposta tramite mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce che le censure relative alla misura cautelare interna sono inconferenti e che il 'radicamento' in Italia è un motivo di rifiuto applicabile solo al mandato esecutivo, non a quello processuale come nel caso di specie.
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Doppia punibilità: Consegna M.A.E. e reati doganali
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la consegna basata su mandato di arresto europeo. Si conferma il principio mitigato della doppia punibilità per reati doganali, per cui non è necessario il superamento delle soglie previste dalla legge italiana, ma basta l'assimilabilità della fattispecie.
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Mandato di arresto europeo: i criteri di valutazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32373/2024, ha rigettato il ricorso di un cittadino rumeno contro la consegna alle autorità del suo paese, richiesta tramite un mandato di arresto europeo. La Corte ha stabilito che le garanzie fornite dalla Romania sulle condizioni detentive erano sufficientemente dettagliate per escludere trattamenti inumani. Inoltre, ha ritenuto infondato il motivo basato sul radicamento del ricorrente in Italia, sottolineando la genericità delle prove fornite dalla difesa e i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti.
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Mandato di arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna alla Germania in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte ha chiarito che il 'radicamento' in Italia, necessario per rifiutare la consegna, richiede una permanenza stabile di almeno cinque anni, non essendo sufficienti un permesso di soggiorno e legami familiari. Inoltre, ha ribadito che il diritto alla traduzione degli atti non è assoluto e che il giudice italiano non può sindacare il sistema di misure cautelari dello Stato emittente, in ossequio al principio di mutuo riconoscimento.
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Mandato di Arresto Europeo: motivi del ricorso
Un cittadino rumeno, condannato nel suo paese, si opponeva alla consegna sulla base del suo radicamento in Italia. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che in materia di mandato di arresto europeo non è possibile contestare la valutazione dei fatti compiuta dalla Corte d'Appello, come il livello di integrazione sociale, ma solo specifici errori di diritto.
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Mandato di arresto europeo e vita familiare: la guida
Un cittadino straniero, colpito da mandato di arresto europeo emesso dalla Germania, ricorre in Cassazione lamentando la violazione del suo diritto alla vita familiare in Italia. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, confermando la consegna per il processo ma stabilendo che l'eventuale pena sia scontata in Italia. La decisione applica le nuove tutele per gli stranieri radicati nel territorio, bilanciando cooperazione giudiziaria e diritti fondamentali.
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Rifiuto consegna MAE: radicamento in Italia decisivo
Un cittadino straniero, condannato in Romania, ha ottenuto l'annullamento della sua consegna dall'Italia. La Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici di merito devono valutare in modo approfondito il radicamento sociale e familiare della persona in Italia come possibile motivo per il rifiuto consegna MAE, prima di autorizzare il trasferimento.
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Rifiuto consegna e MAE: la prova del radicamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27165/2024, ha rigettato il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo. Il caso verteva sul rifiuto consegna per un cittadino straniero che sosteneva di essere radicato in Italia. La Corte ha chiarito che, al di là dell'interpretazione temporale del requisito di residenza quinquennale, è onere del ricorrente fornire prove concrete e specifiche del proprio effettivo e continuativo radicamento sociale e familiare nel territorio italiano, onere che nel caso di specie non è stato assolto.
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Mandato d’arresto europeo: rifiuto di consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che rifiutava la consegna di un cittadino rumeno sulla base di un mandato d'arresto europeo. La Corte d'Appello aveva ritenuto sussistente una stabile dimora in Italia da oltre cinque anni, ma la Cassazione ha stabilito che la valutazione era incompleta. Non erano stati considerati tutti gli indici di effettivo e continuativo radicamento richiesti dalla legge, come la conoscenza della lingua, i legami reali e il tempo trascorso tra il reato e l'inizio della residenza stabile. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Consenso alla consegna non valido: la Cassazione annulla
Un cittadino straniero si opponeva alla sua consegna alla Francia, disposta in esecuzione di un Mandato d'Arresto Europeo per una condanna definitiva. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, rilevando un vizio fondamentale nel consenso alla consegna. La Corte d'Appello aveva infatti mostrato incertezza sulla natura del mandato (se per un processo o per l'esecuzione di una pena), impedendo così al ricorrente di prestare un consenso pienamente informato e consapevole, come richiesto dalla normativa europea e nazionale.
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Radicamento in Italia: no alla consegna all’estero
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello di Milano che ordinava la consegna di un uomo alla Francia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha stabilito che la valutazione del radicamento in Italia del soggetto, richiesta per consentirgli di scontare la pena in Italia, era stata parziale e viziata. La Corte d'Appello aveva trascurato elementi fondamentali come la nascita in Italia, il matrimonio con una cittadina italiana e la paternità di sette figli, concentrandosi solo su aspetti negativi come l'instabilità lavorativa e abitativa. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo esame che tenga conto di tutti gli indicatori del legame con il territorio, come previsto dalla legge sul mandato d'arresto europeo.
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Mandato di Arresto Europeo: limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino extracomunitario contro la sentenza della Corte d'Appello che ne disponeva la consegna all'autorità finlandese in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo per traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi, chiarendo che la prova del radicamento sul territorio italiano deve essere rigorosa e non basta un recente contratto di lavoro. Inoltre, ha confermato che per i processi in assenza, l'attestazione della conoscenza del procedimento e della nomina di un difensore nel mandato è sufficiente a escludere il motivo di rifiuto della consegna.
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Riconoscimento sentenza straniera: limiti e poteri
Un cittadino rumeno, condannato in patria per reati fiscali, ha ottenuto l'esecuzione della pena in Italia a seguito del rifiuto di consegna. La Corte di Appello ha ridotto la pena da oltre 13 anni a 9 anni per adeguarla all'ordinamento italiano. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la correttezza della procedura di adattamento. La sentenza chiarisce i principi del riconoscimento sentenza straniera, sottolineando il potere del giudice nazionale di rimodulare la sanzione nel rispetto dei limiti italiani.
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Mandato di arresto europeo: quando si può negare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5915/2024, ha confermato l'ordine di consegna alle autorità tedesche di un cittadino straniero, oggetto di un mandato di arresto europeo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Corte ha ritenuto che, nonostante la presenza di legami familiari in Italia, l'assenza di un permesso di soggiorno valido e di una fissa dimora impedisse di considerare il soggetto sufficientemente radicato sul territorio nazionale da poter negare o condizionare la consegna.
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Pericolo di fuga e estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il diniego degli arresti domiciliari in un procedimento di estradizione. La sentenza sottolinea come un forte radicamento in Italia non sia sufficiente a escludere il pericolo di fuga, se questo è supportato dalla gravità delle accuse e da precedenti penali. Il ricorso in Cassazione in questi casi è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una nuova valutazione dei fatti.
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Mandato d’arresto europeo: la residenza non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina straniera contro la sua consegna alla Francia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha stabilito che la prova del 'radicamento' in Italia non era stata fornita in modo adeguato, sottolineando che una mera residenza anagrafica recente non è sufficiente per dimostrare una stabile e continuativa presenza nel territorio dello Stato, necessaria per poter scontare la pena in Italia.
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Rifiuto consegna: residenza e nuovi criteri legali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che concedeva la consegna di un cittadino richiesto dalla Francia. Il motivo è la mancata applicazione dei nuovi e specifici criteri legali per la valutazione della residenza effettiva sul territorio italiano, elemento chiave per il rifiuto consegna mandato arresto europeo. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione conforme alla normativa aggiornata.
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Misure alternative: no se la prognosi è negativa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva le misure alternative alla detenzione per una pena residua breve. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla personalità e la prognosi negativa di reinserimento, basata anche su altri procedimenti in corso e su un radicamento in contesti criminali, prevalgono sulla ridotta entità della pena da scontare.
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