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Raddoppio Del Contributo Unificato

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95 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da una società cooperativa contro l'INPS. La decisione si fonda sul fatto che si trattava di un ricorso tardivo, in quanto notificato oltre il termine breve per l'impugnazione, decorso dalla data di notifica della sentenza di secondo grado. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali e al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Cessazione materia contendere: no raddoppio contributo
Un contenzioso tra un Comune e una società per tributi locali (TOSAP e TARI) si è concluso in Cassazione con la dichiarazione di cessazione della materia del contendere. Le parti avevano raggiunto un accordo transattivo, a seguito del quale il Comune ha annullato gli avvisi di accertamento. La Corte ha stabilito che in questi casi non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per rigetto integrale o inammissibilità del ricorso.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un'azienda del settore cartario e l'Agenzia delle Entrate hanno posto fine a un contenzioso tributario giunto in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la società ha rinunciato a un'agevolazione fiscale e versato il dovuto, in adesione a una nuova norma. Di conseguenza, le parti hanno raggiunto un accordo, portando alla chiusura del caso con compensazione delle spese legali.
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Carenza di interesse: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia tributaria per sopravvenuta carenza di interesse. Le parti avevano raggiunto un accordo stragiudiziale dopo l'instaurazione del giudizio. La Corte chiarisce che tale accordo, pur non potendo portare alla formale cessazione della materia del contendere senza un'istanza congiunta, rende il ricorso privo di utilità pratica, escludendo anche l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Contributo unificato cumulativo: come si calcola?
Un contribuente ha impugnato con un unico ricorso 47 atti tributari. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha stabilito che il calcolo del contributo unificato cumulativo si effettua sommando i singoli contributi dovuti per ciascun atto, non sul valore complessivo. Ha inoltre dichiarato manifestamente infondata la questione di costituzionalità sollevata, precisando che il ricorso cumulativo risponde a esigenze di economia processuale e non di risparmio di spesa.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso di usucapione di un archivio storico. A seguito di un accordo transattivo tra le parti, la richiesta di cessazione della materia del contendere è stata interpretata come rinuncia al ricorso. La Corte ha stabilito che in caso di estinzione del giudizio non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, riservata solo ai casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza tributaria di secondo grado, presenta una rinuncia al ricorso per definire la propria posizione in via amministrativa. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e stabilisce che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, data la natura sanzionatoria eccezionale di tale misura, applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società agricola rinuncia al ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a un pagamento. La controparte accetta la rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti e chiarendo che non si applica il raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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Assegno familiare: onere della prova e limiti del rinvio
La Cassazione rigetta il ricorso di un lavoratore di pubblica utilità per l'assegno familiare, confermando che spetta a lui l'onere della prova dei requisiti di reddito. La Corte chiarisce che il giudizio di rinvio può esaminare nel merito la sussistenza dei presupposti, anche se la proponibilità della domanda era già stata accertata.
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Rinuncia ricorso cassazione: spese e sanzioni
Un professionista, dopo aver impugnato in Cassazione il rigetto di una sua richiesta di compenso per presunta negligenza, decideva di ritirare il proprio atto. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso in Cassazione. Ha inoltre condannato la parte rinunciante al pagamento delle spese legali, chiarendo però che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Disoccupazione agricola: termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'indennità di disoccupazione agricola. La domanda è stata respinta perché il lavoratore non aveva impugnato tempestivamente, entro il termine di decadenza di 120 giorni, il provvedimento di cancellazione dagli elenchi dei braccianti agricoli. La Corte ha sottolineato che tale impugnazione è un presupposto essenziale per poter avanzare pretese sull'indennità.
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Lavoratori ASU: no compenso oltre 80 ore mensili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso di alcuni lavoratori ASU che richiedevano il pagamento delle ore eccedenti il limite di 80 mensili. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la normativa di riferimento (D.Lgs. 468/97) prevede un compenso integrativo solo per le ore che superano il limite settimanale di 20 ore o quello giornaliero di 8, senza fare riferimento a un tetto mensile. Pertanto, il superamento delle 80 ore mensili non dà, di per sé, diritto a un compenso extra per i lavoratori ASU.
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Raddoppio contributo unificato: enti pubblici
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza di correzione, chiarisce che il raddoppio del contributo unificato si applica anche agli enti pubblici non statali. La decisione si fonda sulla distinzione tra amministrazioni dello Stato, beneficiarie della 'prenotazione a debito', e altri enti pubblici che, in assenza di una norma specifica, sono tenuti al versamento in caso di rigetto del ricorso. Il provvedimento corregge un precedente errore materiale, affermando la sussistenza dei presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo.
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Concessioni demaniali e Diritto UE: stop alle proroghe
Una società che gestisce un resort balneare ha chiesto il rimborso di canoni ritenuti eccessivi. L'amministrazione statale ha risposto mettendo in dubbio la validità della concessione stessa. La Corte di Cassazione, analizzando la normativa sulle concessioni demaniali, ha confermato che le proroghe automatiche sono incompatibili con le direttive dell'Unione Europea. Ha stabilito che le leggi nazionali che le prevedono devono essere ignorate (disapplicate) a favore di gare pubbliche, senza più la necessità di dimostrare un "interesse transfrontaliero". La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Termine lungo impugnazione: Cassazione e tardività
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per tardività, ribadendo l'importanza del rispetto del termine lungo impugnazione di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, come previsto dall'art. 327 c.p.c. Il caso riguardava un appello dell'Agenzia di Riscossione contro una sentenza del Tribunale. Il mancato rispetto del termine ha reso l'appello irricevibile, confermando la decisione di primo grado.
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