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Quoad Effectum

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che significa 'ai fini degli effetti'. Nel contesto giuridico, indica che una situazione (come la richiesta di assunzione) viene trattata come se fosse un'altra (un rapporto di lavoro già esistente) per applicare determinate norme, in questo caso quelle sulla competenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danni all’immobile locato: l’inquilino paga anche l’affitto perso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Inquilino, confermando la condanna al risarcimento dei danni in favore del Proprietario per aver riconsegnato l'appartamento in stato di grave degrado. Oltre ai costi di riparazione, l'Inquilino deve risarcire il danno da lucro cessante, pari ai canoni di locazione persi durante il periodo dei lavori di ripristino. La Corte ha stabilito che la presenza di gravi danni all'immobile locato, eccedenti il normale deterioramento d'uso, fa scattare l'obbligo di risarcire il mancato guadagno per il tempo necessario alle riparazioni, equiparando tale situazione alla ritardata restituzione del bene. Per la quantificazione dei danni, il giudice può legittimamente fondare il proprio convincimento anche su prove atipiche, come la perizia di parte prodotta dal Proprietario, se ritenuta attendibile e coerente con le altre risultanze processuali.
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Revoca Credito d’Imposta Antimafia: Illegittima se non Definitiva
Un'azienda si vede notificare un atto di recupero per un credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno. La motivazione dell'Agenzia delle Entrate si basa su un diniego di iscrizione dell'azienda nella 'White List' antimafia. Tuttavia, l'azienda impugna e ottiene l'annullamento di tale diniego dal Consiglio di Stato. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la revoca del credito d'imposta antimafia è illegittima se il provvedimento amministrativo che la giustifica non è definitivo. Poiché il diniego è stato annullato, la condizione per la revoca non si è mai verificata. L'azienda vince e il credito d'imposta è salvo.
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Vendita con condizione sospensiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15964/2024, ha stabilito che una vendita immobiliare sottoposta alla condizione sospensiva del pagamento del prezzo, con previsione di efficacia retroattiva (ex tunc), deve essere soggetta a imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. La Corte ha chiarito che tale clausola di retroattività è incompatibile con la fattispecie della vendita con riserva di proprietà, che invece prevede un trasferimento di proprietà con efficacia dal momento del saldo (ex nunc). Di conseguenza, l'atto dell'Agenzia delle Entrate che aveva riqualificato il contratto e applicato l'imposta proporzionale è stato annullato, accogliendo il ricorso del contribuente.
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Indebito pensionistico: la bugia che costa caro
La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità della richiesta di restituzione di un indebito pensionistico. Una pensionata, avendo dichiarato reddito zero pur percependo un'altra pensione, è stata condannata a restituire le somme indebitamente percepite. Secondo la Corte, la falsa dichiarazione integra il dolo, facendo venir meno il principio di irripetibilità delle somme e rendendo il debito esigibile.
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Esdebitazione e riabilitazione penale: il caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali non è equiparabile alla riabilitazione penale ai fini della concessione dell'esdebitazione. Un imprenditore fallito, condannato per omesso versamento di ritenute, si è visto negare il beneficio della liberazione dai debiti residui perché, nonostante l'esito positivo della misura alternativa, non aveva ottenuto la specifica riabilitazione penale richiesta dalla legge fallimentare. La Corte ha sottolineato la diversa natura e finalità dei due istituti, escludendo un'interpretazione estensiva della norma.
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Competenza territoriale lavoro pubblico: guida pratica
Un aspirante docente ricorre per l'inserimento in graduatoria. La Cassazione, risolvendo un conflitto tra tribunali, stabilisce che la competenza territoriale nel lavoro pubblico si determina in base al contenuto della domanda giudiziale. Se il ricorso indica più sedi in via concorrente, la scelta del ricorrente prevale, anche se una sede si trova in un'altra circoscrizione.
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