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Querela — Anno 2025

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507 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Querela

Provvedimenti

Furto di energia elettrica: quando è procedibile d’ufficio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per furto di energia elettrica. La decisione conferma che, quando il reato riguarda un bene destinato a pubblico servizio come la rete elettrica, si applica un'aggravante che rende il furto procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la mancanza di una querela da parte della società fornitrice.
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Legittimazione querela furto: chi può denunciare?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto, la quale contestava la legittimazione del responsabile del negozio a sporgere querela. La Corte ribadisce che per la legittimazione querela furto è sufficiente il possesso, inteso come relazione di fatto con il bene, non essendo necessario un titolo giuridico di proprietà. Pertanto, il responsabile di un esercizio commerciale è considerato persona offesa e può validamente presentare querela.
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Mancanza di querela: annullamento parziale in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna per furto aggravato a causa della mancanza di querela da parte della persona offesa. A seguito di una recente riforma, la querela è divenuta condizione di procedibilità per tale reato. La Corte ha stabilito che la semplice denuncia non è sufficiente. La sentenza è stata annullata senza rinvio per questo capo d'imputazione, mentre il caso è stato rimandato alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena relativa al residuo reato di furto in abitazione.
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Querela tardiva: quando inizia il termine per le società?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per frode assicurativa. Il punto centrale riguarda la presunta querela tardiva. La Corte chiarisce che per una società, il termine di tre mesi per sporgere querela non decorre da quando una qualunque sua ramificazione viene a conoscenza del fatto, ma dal momento in cui l'organo direttivo (es. consigliere delegato) ha conoscenza certa e completa del reato, del suo autore e dell'illiceità della condotta. In questo caso, la conoscenza è stata acquisita con una relazione investigativa, rendendo la querela successiva tempestiva.
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Querela per appropriazione indebita: quando scade?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per appropriazione indebita, confermando un principio fondamentale: il termine per la querela per appropriazione indebita non decorre dalla consumazione del reato, ma dal momento in cui la vittima ne ha conoscenza certa. L'ordinanza rigetta anche la richiesta di attenuanti generiche, ritenendo sufficiente la motivazione basata su elementi negativi prevalenti.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, ribadendo il proprio ruolo di giudice di legittimità. La Corte ha chiarito che non può riesaminare i fatti o la valutazione delle prove, ma solo verificare la presenza di vizi logici o giuridici nella sentenza impugnata. Il caso riguardava due ricorsi: uno basato su una diversa interpretazione delle prove e l'altro sulla presunta tardività di una querela, entrambi respinti perché miravano a un nuovo giudizio di merito.
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Ricorso inammissibile: quando non si può contestare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per truffa. La sentenza stabilisce che le eccezioni relative alla tardività della querela e alla sussistenza di aggravanti, se non sollevate nel giudizio d'appello, non possono essere presentate per la prima volta in sede di legittimità. Viene ribadito che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Di conseguenza, il ricorso inammissibile preclude anche l'eventuale estinzione del reato per prescrizione.
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Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da due imputati. La decisione chiarisce che tale rimedio non può essere usato per riesaminare il merito della vicenda, ma solo per correggere errori materiali di percezione degli atti. Il caso verteva su un'opposizione alla vendita di un immobile in un fallimento, ma il ricorso sollevava questioni di valutazione e non di fatto, uscendo dai limiti previsti dall'art. 625-bis cod. proc. pen.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso una sentenza di patteggiamento. La decisione ribadisce il principio secondo cui, dopo la riforma del 2017, ogni ricorso per cassazione deve essere sottoscritto da un difensore abilitato, pena l'inammissibilità e la condanna alle spese.
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Denuncia orale: quando vale come querela? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 10462/2025, ha annullato una decisione di non luogo a procedere per mancanza di querela. Secondo la Corte, una denuncia orale accompagnata dalla consegna di prove (foto, video e documenti) e dalla richiesta di effettuare 'le indagini del caso', manifesta in modo inequivocabile la volontà della persona offesa di perseguire penalmente il colpevole, integrando così una querela valida in base al principio del 'favor querelae'.
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Diritto di querela dipendente: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto e porto abusivo di armi. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il diritto di querela del dipendente di un esercizio commerciale è valido se questi ha una 'detenzione qualificata' della merce, a prescindere da una delega formale del proprietario. Il reato di furto, infatti, tutela non solo la proprietà ma anche il possesso e la detenzione. La Corte ha inoltre respinto le doglianze sulla qualifica del coltello come strumento di lavoro e sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, data la gravità complessiva della condotta.
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Atto abnorme: archiviazione anticipata legittima
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di archiviazione emesso prima della scadenza del termine per la querela non costituisce un atto abnorme, se basato su una valutazione di merito e non crea una stasi insuperabile del procedimento. Nel caso specifico, un motociclista, vittima di un sinistro stradale, aveva impugnato l'archiviazione ritenendola prematura e lesiva dei suoi diritti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'abnormità sussiste solo in casi di anomalie macroscopiche che deviano dal modello legale o bloccano il processo, non per semplici illegittimità o per un dissenso sulla valutazione del PM.
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Travisamento della prova: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sul vizio di travisamento della prova. La Corte chiarisce che tale motivo non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione dei fatti, specialmente in presenza di due sentenze conformi nei gradi di merito ("doppia conforme"). Anche la doglianza sulla mancata applicazione di un'attenuante è stata respinta, poiché la decisione rientra nella discrezionalità del giudice, se adeguatamente motivata.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera reiterazione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea il principio secondo cui il ricorso deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata, non limitarsi a riproporre le stesse difese. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare la tardività della querela spetta a chi la eccepisce.
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Tardività querela: la Cassazione sui termini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la tardività della querela per un reato di frode assicurativa. L'ordinanza ribadisce che il termine di tre mesi per sporgere querela decorre non dal sinistro, ma dallo spirare del termine di trenta giorni concesso alla compagnia assicurativa per effettuare approfondimenti, momento in cui si presume la piena conoscenza dell'illecito.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
Un ricorso per una condanna relativa a frode assicurativa è stato respinto dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso cassazione perché i motivi presentati erano generici, ripetitivi e non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della sentenza d'appello, in particolare riguardo alla presunta tardività della querela e alla commisurazione della pena.
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Ricorso inammissibile: furto e ricettazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per una serie di furti in abitazioni e conventi e per ricettazione. La sentenza sottolinea che un ricorso inammissibile non può essere esaminato nel merito, confermando la condanna. I motivi del rigetto includono la genericità delle censure, l'irrilevanza di presunti vizi procedurali e la corretta valutazione delle prove e delle aggravanti da parte dei giudici di merito.
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Lesioni e resistenza: l’aggravante non è assorbita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha confermato che l'aggravante specifica per le lesioni commesse contro un ufficiale non viene assorbita dal reato di resistenza, rendendo il reato di lesioni procedibile d'ufficio e non a querela di parte, anche alla luce della Riforma Cartabia.
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Art. 388 cod. pen.: prescrizione e effetti civili
La Corte di Cassazione ha esaminato un complesso caso riguardante il reato di cui all'art. 388 cod. pen. (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice). Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la Corte ha confermato la condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile. La decisione si fonda sulla reiezione dei motivi di ricorso relativi agli aspetti civili, ritenendo provata la conoscenza dell'ordine di pagamento da parte dell'imputato tramite presunzioni legali non validamente contestate dalla difesa.
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Appropriazione indebita: quando scatta il termine querela
La Corte di Cassazione ha chiarito che, nel reato di appropriazione indebita di un bene in leasing, il termine di 90 giorni per presentare la querela decorre non dal mancato pagamento dei canoni, ma dal momento in cui il proprietario ha la certezza della volontà del possessore di non restituire il bene. Nel caso esaminato, un imprenditore non aveva restituito un macchinario dopo la risoluzione del contratto. La Corte ha ritenuto la querela tempestiva perché presentata dopo un'infruttuosa richiesta formale di restituzione, considerata il momento in cui la volontà di appropriarsi del bene è diventata manifesta.
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