Un automobilista investe un pedone provocandogli una frattura. Il referto medico ospedaliero indica una prognosi di trenta giorni, mentre la persona offesa dichiara una degenza complessiva di cinquantuno giorni. Durante il rito speciale, il tribunale riscontra il contrasto probatorio e riqualifica il reato da lesioni gravi a lesioni lievi, prosciogliendo l'imputato per difetto di querela. La Procura Generale impugna la sentenza sostenendo che il giudice avrebbe dovuto respingere l'accordo e disporre il dibattimento. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'accusa. In materia di lesioni stradali e patteggiamento, il giudice possiede ampi poteri di valutazione degli atti: in presenza di un dubbio non superabile sulla durata della malattia, il magistrato deve applicare la qualificazione giuridica più favorevole all'imputato e dichiarare immediatamente il non doversi procedere.
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