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Quantum Di Pena

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Esito negativo affidamento in prova: la pena residua
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un condannato il cui affidamento in prova è stato valutato negativamente. Pur confermando la valutazione negativa del Tribunale di Sorveglianza, la Suprema Corte ha annullato la decisione nella parte in cui non motivava adeguatamente la quantità di pena residua da espiare. Secondo la Corte, in caso di esito negativo affidamento in prova, il giudice deve sempre determinare il 'quantum' della pena ancora da scontare, tenendo conto del periodo trascorso in prova e della condotta tenuta, non potendo disporre automaticamente l'espiazione dell'intera pena originaria.
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Ricorso inammissibile: motivi non dedotti in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: non è possibile sollevare per la prima volta in Cassazione la questione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) se questa non è stata eccepita nel precedente grado di appello. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante un errore materiale nella sentenza di primo grado, confermando la condanna dell'imputato per porto abusivo di armi.
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Sorveglianza speciale: rivalutazione pericolosità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8432/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione della sorveglianza speciale. La Corte ha chiarito che la rivalutazione della pericolosità sociale, a causa del tempo trascorso tra la delibera e l'esecuzione della misura, è obbligatoria solo se il ritardo è dovuto a una detenzione per pena superiore a due anni, e non per altre ragioni.
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Misure Alternative: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per l'ottenimento di Misure Alternative alla detenzione, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. La richiesta è stata respinta perché la pena residua da scontare superava il limite di quattro anni, rendendo il ricorso manifestamente infondato e comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Accordo in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di appello che rideterminava la pena sulla base di un accordo tra le parti. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo in appello, ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p., implica una rinuncia a contestare ulteriormente il quantum della pena, precludendo ogni successiva doglianza sul punto.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (c.d. concordato in appello), aveva impugnato la sentenza per motivi a cui aveva espressamente rinunciato. La Corte ribadisce che l'accordo limita la possibilità di ricorso ai soli motivi non oggetto di rinuncia o in caso di pena illegale.
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Reato continuato stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina, hashish e marijuana. La Corte conferma la configurabilità del reato continuato stupefacenti, distinguendo le condotte relative alle droghe pesanti da quelle leggere, data la diversità delle sostanze e le modalità del fatto, che suggerivano distinte attività di spaccio.
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Ricorso inammissibile: rinuncia ai motivi d’appello
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per un gruppo di imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. La decisione si fonda sul fatto che i ricorrenti, in grado di appello, avevano rinunciato a tutti i motivi di impugnazione ad eccezione della determinazione della pena, raggiungendo un accordo con la Procura. Tale rinuncia ha reso definitive le statuizioni sulla responsabilità penale della sentenza di primo grado, precludendo ogni ulteriore discussione in Cassazione.
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Inammissibilità ricorso: quando la Cassazione lo nega
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il ricorso è stato respinto perché i motivi erano generici, ignoravano elementi di prova indicativi del dolo e sollevavano questioni sulla determinazione della pena senza contestare la violazione specifica della legge applicata dalla corte territoriale. Questa decisione sottolinea l'importanza della specificità dei motivi di ricorso per l'ammissibilità dello stesso.
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Particolare tenuità del fatto e recidiva: Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata respinta a causa del numero di cessioni di droga, delle modalità della condotta e dell'abitualità nel reato, desumibile da precedenti condanne.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
Un soggetto condannato per reati legati agli stupefacenti ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando vizi di motivazione nella sentenza d'appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che l'inammissibilità del ricorso in Cassazione scatta quando i motivi sono una mera riproposizione di censure già adeguatamente esaminate e respinte nei precedenti gradi di giudizio, senza sollevare questioni di pura legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Esecuzione pena: la misura alternativa non notificata
La Cassazione ha annullato un'ordinanza in tema di esecuzione pena. Un condannato ha continuato 'de facto' una misura alternativa perché la revoca non gli era stata notificata. Il giudice dell'esecuzione, secondo la Corte, ha il dovere di indagare d'ufficio su tali anomalie e non può rigettare l'istanza per mancata prova da parte del condannato. Il tempo trascorso con restrizioni va calcolato ai fini della pena scontata.
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