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Provvedimento

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il provvedimento, in diritto, nel significato più generale del termine, è l'atto giuridico adottato nell'esercizio di un pubblico potere, di regola tramite un procedimento, di cui è l'atto terminale. Così intesi i provvedimenti possono essere emanati nell'esercizio di tutte le funzioni pubbliche - legislazione (o, più in generale, normazione), amministrazione e giurisdizione - e, conseguentemente, si distinguono provvedimenti legislativi (o, più in generale, normativi), amministrativi e giurisdizionali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione amministrativa: la lingua madre vince sul decreto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una cittadina ucraina a cui era stato notificato un decreto di espulsione amministrativa. Il provvedimento, emesso dalla Prefettura di Milano, era stato tradotto in lingua inglese ma non nella lingua madre della ricorrente, l'ucraino. Il Giudice di Pace aveva inizialmente rigettato il ricorso della cittadina. Tuttavia, la Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un decreto di espulsione non tradotto nella lingua madre dello straniero è nullo, a meno di una motivata e oggettiva impossibilità. La Corte ha annullato il provvedimento di espulsione e condannato la Prefettura al pagamento delle spese legali.
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Veicolo Bloccato: L’Inammissibilità Ricorso Penale per Mancanza di Prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale presentato da un'Azienda. L'Azienda contestava un provvedimento che aveva bloccato un veicolo, sostenendo di esserne proprietaria prima del blocco. Il Tribunale aveva già respinto il suo appello per mancanza di prove specifiche. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ritenuto che l'Azienda non avesse fornito prove chiare e datate dell'acquisto del veicolo. Di conseguenza, l'Azienda deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Diritto al Colloquio Telefonico: Cassazione Contro Diniego Automatico 41-bis
Un detenuto sottoposto al regime speciale 41-bis si è visto negare il suo diritto al colloquio telefonico mensile. Il Tribunale di Sorveglianza aveva confermato questa decisione. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che l'Amministrazione Penitenziaria non può negare il colloquio telefonico senza motivazioni specifiche e attuali legate alla sicurezza o al rischio di contatti illeciti. La semplice applicazione del regime 41-bis non basta per giustificare un rifiuto. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, riaffermando il diritto del detenuto a comunicare, salvo comprovati abusi.
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Deposito appello tardivo: orari e scadenze legali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'impugnazione per deposito appello tardivo presentata dal Pubblico Ministero. L'atto era stato depositato in formato cartaceo oltre l'orario di chiusura al pubblico della cancelleria nell'ultimo giorno utile. La Corte ha chiarito che le norme sulla decorrenza dei termini per i depositi telematici fuori orario si applicano esclusivamente all'attività dell'ufficio giudiziario e non alle parti processuali, le quali restano vincolate agli orari di apertura degli uffici per evitare la decadenza.
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Termini impugnazione: la correzione non riapre i giochi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso perché presentato fuori tempo. La sentenza chiarisce che i termini impugnazione di un provvedimento non vengono riaperti dalla successiva ordinanza di correzione di un errore materiale. Il ricorrente, che aveva impugnato un'ordinanza di convalida di una misura di prevenzione oltre il termine di 15 giorni, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revoca patrocinio a spese dello Stato: quale rimedio?
La Corte di Cassazione interviene su un caso di revoca del patrocinio a spese dello Stato a seguito di un accertamento fiscale. L'ordinanza chiarisce la corretta procedura da seguire per impugnare tale provvedimento, distinguendo tra l'opposizione davanti allo stesso giudice e il ricorso diretto in Cassazione. A causa di un errore di trasmissione, la Corte ha riqualificato l'impugnazione come opposizione e ha rimesso gli atti al giudice competente, senza entrare nel merito della questione reddituale.
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Ricorso cassazione difensore: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza cautelare, poiché presentato personalmente dalla parte indagata. La decisione ribadisce la necessità che il ricorso cassazione difensore sia sottoscritto da un avvocato iscritto all'albo speciale, come previsto dalla riforma del 2017 (artt. 571 e 613 c.p.p.).
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