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Provvedimento Abnorme

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289 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Provvedimento abnorme: quando un atto è impugnabile?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un PM contro il decreto di un GIP che aveva giudicato inammissibile una richiesta di archiviazione cartacea. Per la Corte, la restituzione degli atti al PM non è un provvedimento abnorme in quanto non crea una stasi insuperabile del processo, potendo il PM ripresentare la richiesta con le modalità corrette.
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Provvedimento abnorme: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un Tribunale aveva annullato un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di una società per responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001. Il Pubblico Ministero aveva impugnato tale decisione, ritenendola un provvedimento abnorme. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che un atto giudiziario, anche se errato, non è 'abnorme' se rientra nei poteri del giudice e non causa una paralisi insuperabile del processo. L'errore procedurale che impone una regressione del procedimento non è di per sé sufficiente a qualificare l'atto come abnorme e, quindi, a renderlo impugnabile con ricorso per cassazione.
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Ricorso inammissibile e provvedimento abnorme del GUP
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile proposto dal Pubblico Ministero contro un'ordinanza del GUP. La decisione di quest'ultimo di restituire gli atti al PM per rinnovare una notifica nulla non costituisce un provvedimento abnorme, in quanto non causa una stasi del procedimento e rientra nei poteri del giudice, allineandosi a recente giurisprudenza.
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Restituzione atti PM: quando non è provvedimento abnorme
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro la decisione di un GUP di disporre la restituzione degli atti al PM. Il GUP aveva rilevato che il reato contestato (appropriazione indebita) era diventato, per una modifica legislativa, procedibile con citazione diretta anziché con udienza preliminare. Il PM sosteneva l'abnormità del provvedimento, ma la Cassazione ha concluso che la decisione del GUP era corretta, in quanto applicava la nuova normativa processuale in assenza di prove che l'azione penale fosse stata esercitata prima della sua entrata in vigore.
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Provvedimento abnorme: quando un diniego è legittimo?
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro il diniego di accesso agli atti di un procedimento di prevenzione concluso. La Corte ha stabilito che il diniego, pur se potenzialmente errato, non costituisce un provvedimento abnorme in quanto rientra nei poteri del giudice e non causa la stasi di un procedimento in corso.
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Ricorso per cassazione competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro una sentenza del Giudice di Pace relativa a una questione di competenza. La Suprema Corte ha chiarito che lo strumento corretto per dirimere tali questioni non è il ricorso per cassazione competenza, bensì la procedura per i conflitti di competenza, come previsto dal codice di procedura penale.
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Provvedimento abnorme: no al ricorso se l’errore sana
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'ordinanza di un GUP che aveva annullato una richiesta di rinvio a giudizio. Sebbene l'ordinanza fosse errata e resa 'de plano' (senza udienza), la Corte ha stabilito che non si trattava di un provvedimento abnorme, in quanto non creava una stasi processuale irrimediabile. Il PM, infatti, non era vincolato dalle indicazioni errate del giudice e poteva procedere a sanare il vizio secondo le corrette modalità procedurali.
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Provvedimento abnorme: quando il giudice sbaglia
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che, in fase predibattimentale, aveva dichiarato la nullità di atti di indagine e restituito il fascicolo al Pubblico Ministero. La Suprema Corte ha qualificato tale decisione come un provvedimento abnorme, in quanto crea un'indebita stasi processuale e non rientra tra i poteri del giudice in quella specifica fase, che sono tassativamente indicati dalla legge. Gli atti, peraltro, erano semplici rilievi fotografici e misurazioni, non accertamenti tecnici irripetibili.
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Compenso CTU dopo sentenza: nullo il decreto del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di liquidazione del compenso CTU, emesso dopo la sentenza che definisce il giudizio, è nullo per carenza di potere del giudice. Una volta conclusa la causa, il giudice non può più emettere provvedimenti di questo tipo. Il consulente, per ottenere il pagamento, deve agire con un decreto ingiuntivo contro le parti. Il ricorso del consulente è stato accolto e il decreto impugnato è stato cassato senza rinvio.
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