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Prognostica

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Valutazione compiuta dal giudice sulla probabilità futura che un soggetto commetta nuovi reati o rispetti le prescrizioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Custodia cautelare: quando il carcere è inevitabile
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di furto aggravato, rigettando la richiesta di arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La decisione si fonda sulla pericolosità sociale del soggetto, desunta da numerosi precedenti per rapina, truffa ed evasione. La Corte ha chiarito che la custodia cautelare deve rispondere a un pericolo di reiterazione attuale e concreto, valutato sulla base della personalità del reo e della sua incapacità di rispettare prescrizioni meno afflittive in passato.
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Misure cautelari non custodiali: guida alla cumulabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione cumulativa di due misure cautelari non custodiali, ovvero l'obbligo di dimora e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il caso riguardava un indagato per spaccio di stupefacenti, il cui coinvolgimento era emerso tramite intercettazioni telefoniche. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2015, il giudice può disporre più misure non detentive per garantire un controllo efficace ed evitare il pericolo di reiterazione del reato, qualora una singola misura risulti insufficiente.
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Non menzione della condanna: i limiti del beneficio
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego del beneficio della **non menzione della condanna** per un imputato accusato di spaccio di stupefacenti a minorenni. Nonostante la concessione della sospensione condizionale della pena, i giudici di merito hanno ritenuto la condotta troppo grave per concedere l'ulteriore beneficio ex art. 175 c.p. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha contrastato efficacemente la motivazione della sentenza d'appello, risultando basato su argomentazioni generiche.
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Pericolo di reiterazione e misure cautelari
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un indagato accusato di associazione a delinquere. Nonostante la difesa sostenesse l'insussistenza del pericolo di reiterazione a causa del tempo trascorso dai fatti e della quasi incensuratezza, i giudici hanno ritenuto che la struttura organizzata del gruppo criminale e la sua operatività in contesti ad alta densità criminale rendano il rischio di nuovi reati concreto e attuale.
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Esigenze cautelari: il criterio dell’attualità
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza cautelare per difetto di motivazione circa l'attualità delle esigenze cautelari. Il caso riguardava un indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, la cui attività criminale risultava cessata circa due anni prima dell'applicazione della misura. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può presumere la persistenza del pericolo di recidiva basandosi solo sulla gravità dei fatti passati, ma deve fornire una valutazione prognostica rigorosa, tanto più approfondita quanto maggiore è la distanza temporale dai fatti contestati.
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Rinuncia al ricorso: effetti e sanzioni pecuniarie
Un indagato, accusato di detenzione di arma clandestina e ricettazione, ha impugnato l'ordinanza cautelare che disponeva gli arresti domiciliari. Durante il procedimento di legittimità, la difesa ha presentato una formale rinuncia al ricorso a seguito della modifica della misura cautelare in atto. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia al ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende, ribadendo che la rinuncia non esime dalle sanzioni previste per l'inammissibilità.
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