L'Imputata ha aggredito in strada la Rivale, amante del marito, colpendola ripetutamente al volto e alla schiena con delle forbici appuntite, causandole gravi lesioni polmonari. La vittima è riuscita a salvarsi fuggendo. I giudici di merito hanno condannato la donna per tentato omicidio e porto abusivo di armi. La Cassazione ha confermato la responsabilità penale per tentato omicidio, ribadendo che l'idoneità degli atti va valutata con una prognosi postuma e che colpire zone vitali dimostra l'intenzione di uccidere. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sul calcolo della pena per il reato minore di porto di forbici, riducendo la sanzione finale a tre anni, tre mesi e venticinque giorni di reclusione, applicando correttamente lo sconto di metà della pena previsto per le contravvenzioni nel rito abbreviato.
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