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Procuratore

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il procuratore è quel soggetto che in base ad un rapporto continuativo ha il potere di compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa pur non essendo preposti ad esso (esercizio dell’impresa) (art 2209 del c.c.).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica a più procuratori: un termine per impugnare non si raddoppia
Un proprietario ha chiesto in tribunale di ottenere per usucapione la proprietà di un parcheggio o una servitù di passaggio su un terreno vicino. Il Tribunale ha rigettato la richiesta principale ma ha riconosciuto la servitù di passaggio. I proprietari del terreno servente hanno impugnato la decisione, ma la Corte d'Appello ha dichiarato il loro ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine di 30 giorni dalla notifica della sentenza di primo grado. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la notifica a più procuratori, anche se solo a uno di essi, è valida e fa decorrere il termine per l'impugnazione, anche se i due giudizi erano stati riuniti. La nomina di più procuratori non altera il carattere unitario della difesa.
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Spese Processuali: Il Procuratore non citato non ottiene rimborso
Un'Azienda Immobiliare ha citato in giudizio un'Azienda di Piastrelle per il pagamento di 50.000 euro, dovuti per attività di mediazione. Il Procuratore dell'Azienda di Piastrelle si è costituito in proprio, pur essendo stato citato solo come rappresentante della società. Il Tribunale ha respinto la domanda principale e ha compensato le **spese processuali** tra l'Azienda Immobiliare e il Procuratore. Il Procuratore ha appellato per ottenere il rimborso delle sue spese, ma la Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione, affermando che nessuna domanda era stata proposta contro di lui personalmente. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che il Procuratore non era soccombente in senso tecnico e che la sua costituzione in giudizio era una scelta personale. Il ricorso è stato rigettato e il Procuratore dovrà pagare un ulteriore contributo unificato.
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Incompetenza territoriale: conta la parte e non il procuratore
Il Rappresentante di un creditore ha chiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo contro un Istituto di Credito dinanzi al giudice locale. La Banca ha proposto opposizione eccependo l'incompetenza territoriale del giudice adito e indicando i fori alternativi competenti. Il Tribunale ha confermato la validità dell'eccezione bancaria. La Corte di Cassazione ha definitivamente rigettato il ricorso del creditore. I giudici hanno chiarito che, quando una parte agisce a mezzo di un procuratore, i criteri per determinare la competenza territoriale devono fare riferimento esclusivo alla parte sostanziale e non alla residenza del suo rappresentante. La Banca ha formulato in modo completo l'eccezione, escludendo tutti i criteri di collegamento locali.
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Interruzione del processo: fisco ko dopo la morte del difensore
Un contribuente, titolare di un'attività di auto usate, impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il giudizio di appello, il suo unico difensore decedeva. Nonostante l'evento, i giudici tributari non disponevano l'interruzione del processo e pronunciavano la sentenza di condanna. Il contribuente ricorreva quindi in Cassazione lamentando la violazione delle regole procedurali. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la morte dell'unico difensore determina l'automatica interruzione del processo. Di conseguenza, tutti gli atti successivi alla morte del legale, compresa la sentenza d'appello, sono radicalmente nulli per violazione del diritto di difesa. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame.
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Avvocato sospeso, causa persa: il rischio dell’interruzione processo
Una cittadina chiedeva all'INPS il pagamento di ratei arretrati della pensione di reversibilità. Durante il processo d'appello, il suo avvocato veniva sospeso dall'albo, causando l'interruzione del processo. La causa veniva riassunta oltre il termine semestrale previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione del giudizio, stabilendo un principio fondamentale: in caso di sospensione temporanea dell'avvocato, il termine per riavviare la causa decorre dalla fine del periodo di sospensione. È l'avvocato stesso, una volta tornato in funzione, ad avere l'onere di riassumere il processo, senza che sia necessaria una comunicazione formale alla parte assistita. La tardiva riassunzione ha quindi comportato la perdita definitiva della causa per la cittadina.
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Notifica sentenza: quando decorre il termine breve?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una decisione che dichiarava inammissibile il suo appello per tardività. Il punto centrale riguarda la notifica sentenza: la CTR aveva ritenuto che la notifica effettuata direttamente presso la sede dell'ufficio facesse decorrere il termine breve di 60 giorni. La Suprema Corte ha invece chiarito che, se la parte è assistita da un difensore, la notifica deve essere eseguita presso quest'ultimo. In mancanza di ciò, non decorre il termine breve ma quello lungo di sei mesi, rendendo l'impugnazione tempestiva.
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Procura notarile: ricorso inammissibile se non prodotta
Una società di capitali operante nella riscossione tributaria ha presentato ricorso in Cassazione contro l'annullamento di alcune cartelle di pagamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per un vizio nella procura notarile. Il firmatario dell'atto si era qualificato come procuratore della società citando un atto notarile, ma non ha provveduto a depositare tale documento in giudizio. Senza la produzione della procura notarile, la Corte non ha potuto verificare la sussistenza dei poteri rappresentativi, rendendo nullo l'intero impianto difensivo della ricorrente.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione civile
In una complessa procedura di espropriazione immobiliare, alcuni debitori esecutati hanno proposto opposizione agli atti esecutivi. Dopo una decisione sfavorevole in fase sommaria, i debitori hanno presentato ricorso per Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza fissata, i ricorrenti hanno depositato un atto formale di rinuncia al ricorso, sottoscritto dal difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della rinuncia da parte di alcuni creditori e della mancata opposizione di altri, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce inoltre che la rinuncia esclude il raddoppio del contributo unificato, regolando le spese legali in base al comportamento processuale delle parti resistenti.
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Ultrattività del mandato e termini di appello
La Corte di Cassazione ha confermato l'improcedibilità di un appello per tardiva costituzione, ribadendo il principio di ultrattività del mandato. Nel caso di specie, il ricorrente aveva tentato di notificare l'appello al difensore della controparte, il quale aveva rifiutato l'atto a causa del decesso della propria assistita. La Suprema Corte ha stabilito che tale rifiuto è ingiustificato se la morte non è stata dichiarata formalmente in udienza. Di conseguenza, la prima notifica deve considerarsi valida, facendo decorrere il termine di dieci giorni per l'iscrizione a ruolo della causa.
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Rinuncia all’impugnazione: guida alla procedura
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un soggetto condannato per guida in stato di ebbrezza che aveva impugnato il diniego dell'affidamento in prova. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia all'impugnazione poiché la pena era stata interamente espiata. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, confermando che la rinuncia preclude l'esame del merito ma, data l'assenza di colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità, ha escluso la sanzione pecuniaria verso la Cassa delle Ammende.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato condannato per il reato di minaccia. Durante la pendenza del ricorso di legittimità, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dall'imputato tramite i rispettivi procuratori speciali. La Suprema Corte ha ribadito che la remissione di querela intervenuta in questa fase determina l'estinzione del reato, prevalendo su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a condizione che lo stesso sia stato proposto tempestivamente. Non essendo emersi elementi per un proscioglimento nel merito, la sentenza è stata annullata senza rinvio.
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Remissione di querela: effetti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per lesioni personali (Art. 582 c.p.) a seguito dell'intervenuta remissione di querela. Durante la pendenza del ricorso, i procuratori speciali delle parti hanno formalizzato il ritiro della querela e la relativa accettazione. La Suprema Corte ha ribadito che la remissione di querela accettata estingue il reato e prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia tempestivo. In assenza di accordi diversi, le spese processuali sono state poste a carico dell'imputato.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
L'ordinanza analizza un caso di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento che indicava erroneamente il nome del difensore di un ente pubblico, sostituendolo con quello del legale subentrato nel corso del giudizio. La decisione sottolinea l'importanza dell'accuratezza formale degli atti giudiziari.
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