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Procedimento Di Correzione

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La procedura legale, prevista dall'articolo 130 del codice di procedura penale, che permette al giudice di correggere gli errori materiali presenti in un suo provvedimento senza dover rifare il processo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Correzione errore materiale: nome errato del giudice in sentenza
La Suprema Corte ha affrontato un caso relativo all'errata indicazione di un componente del collegio nell'intestazione di una sentenza penale. Il testo del provvedimento riportava per mera svista il nome di un magistrato che non aveva partecipato alla camera di consiglio al posto di quello effettivo. I giudici di legittimità hanno applicato la procedura per la correzione errore materiale prevista dal codice di rito penale. Il rimedio ha consentito la tempestiva rettifica dell'atto senza intaccare la decisione sostanziale o i diritti della difesa, ordinando l'annotazione formale della modifica sull'originale del documento giudiziario.
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Correzione errore materiale: annullata condanna a spese
La Suprema Corte ha accolto in parte il ricorso di un cittadino, annullando parzialmente la decisione impugnata. Nella stesura finale del provvedimento, il collegio ha però commesso una svista, condannando per sbaglio l'interessato al pagamento delle spese del procedimento. Tale imposizione economica contrasta con la legge, poiché l'accoglimento anche solo parziale dei motivi esclude l'addebito delle spese a carico della difesa. I giudici hanno quindi attivato la procedura di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha eliminato la condanna alle spese dal testo della decisione, stabilendo che il rigetto parziale non deve comportare oneri economici per l'imputato vittorioso.
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Prove atipiche nel processo civile e sviste numeriche
Una società cessionaria di crediti da subappalto richiede l'ammissione al passivo di un'azienda in amministrazione straordinaria. Il Tribunale accoglie l'opposizione ammettendo il credito sulla base di una consulenza tecnica svolta in un giudizio precedente tra le medesime parti, ma inserisce nel dispositivo un importo numerico errato rispetto ai calcoli svolti nella motivazione. L'azienda propone ricorso per Cassazione contestando l'uso delle prove atipiche nel processo civile e la discrepanza tra le parti della sentenza. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: le perizie di altri giudizi con le stesse parti sono liberamente valutabili e l'errore di calcolo nel dispositivo non costituisce vizio di legittimità, dovendo essere risolto tramite il procedimento di correzione dell'errore materiale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione sana il dispositivo
La Corte di Cassazione ha avviato d'ufficio il procedimento per la correzione errore materiale relativo a una precedente sentenza penale. Il dispositivo trascritto nel verbale presentava due difetti evidenti: l'omissione della formula di parziale inammissibilità del ricorso di un imputato e l'errata grafia del cognome di altri due soggetti coinvolti. I giudici hanno chiarito che tali sviste non alterano la sostanza del giudizio. La Corte ha quindi disposto l'integrazione del testo omesso e la rettifica dei cognomi errati, ripristinando la piena corrispondenza formale del provvedimento.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la propria svista
Il Difensore di una Società ha chiesto alla Corte di Cassazione di correggere una precedente ordinanza. La Corte, pur avendo dato ragione alla Società e condannato l'Amministrazione Finanziaria a pagare le spese di giudizio, aveva dimenticato di inserire nel provvedimento finale la distrazione delle spese a favore del professionista, che si era dichiarato antistatario. La Cassazione ha accolto la richiesta, confermando che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un nuovo ricorso, ma si risolve rapidamente con la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, l'ordinanza è stata corretta disponendo il pagamento diretto delle spese legali al Difensore.
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Distrazione delle spese: la Cassazione corregge la sua svista
Un geometra ottiene un decreto ingiuntivo contro un ente pubblico, poi succeduto da un Comune. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Comune, confermando la vittoria del professionista. Tuttavia, nell'ordinanza finale, la Corte omette di pronunziarsi sulla richiesta di distrazione delle spese formulata dai difensori del geometra, i quali si erano dichiarati antistatari. I legali promuovono quindi un ricorso per la correzione dell'errore materiale. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che l'omessa pronuncia sulla distrazione delle spese non richiede un'impugnazione ordinaria, ma va risolta con la procedura di correzione dell'errore materiale. Di conseguenza, dispone l'integrazione del provvedimento precedente ordinando il pagamento delle spese direttamente ai difensori.
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Accessori Legali Omessi: Errore Materiale, l’Avvocato Vince
Un avvocato ottiene una sentenza favorevole per il pagamento dei suoi compensi, ma il giudice omette di liquidare gli accessori come IVA, cassa forense e rimborso forfettario. La Corte d'Appello rigetta la sua richiesta di correzione, considerandola un errore di merito. La Cassazione interviene e ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il mancato riconoscimento accessori legali costituisce un errore materiale, non un errore di giudizio. Questo perché tali somme sono dovute per legge e non richiedono una nuova valutazione discrezionale. La loro omissione è una semplice svista che può e deve essere corretta. L'avvocato vince e ottiene l'integrazione della sentenza con tutte le somme dovute.
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Correzione Errore Materiale: No se è un Errore di Giudizio
Una società ha chiesto alla Corte di Cassazione la correzione di errore materiale di una precedente ordinanza, lamentando un'errata liquidazione delle spese legali. Secondo la società, l'importo era troppo basso rispetto al valore della causa e inferiore a quello liquidato a un'altra parte. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale: la procedura di correzione di errore materiale serve solo a rimediare a sviste formali (es. un errore di calcolo evidente), non a rimettere in discussione la valutazione del giudice. Contestare la quantificazione delle spese costituisce un presunto errore di giudizio, non materiale. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Errore materiale in sentenza: nome sbagliato, decisione valida
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. Nel documento ufficiale, il nome di battesimo di una delle parti era stato indicato in modo errato. I giudici hanno stabilito che si trattava di una semplice svista, che non incide sulla validità della decisione. Attraverso la procedura di correzione errore materiale, prevista dal codice, la Corte ha ordinato alla cancelleria di rettificare il nome, ripristinando la correttezza formale dell'atto giudiziario. La vicenda sottolinea come il sistema giudiziario disponga di strumenti rapidi per emendare imprecisioni formali senza invalidare l'intero provvedimento.
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Nomi errati in sentenza: sì alla correzione errore materiale
Un gruppo di persone si rivolge alla Corte di Cassazione per chiedere la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Gli errori includevano cognomi scritti male e un elenco impreciso di chi aveva firmato accordi di conciliazione con due società. La Corte ha accolto la richiesta, stabilendo un importante principio: quando l'errore è una semplice svista, evidente 'a colpo d'occhio' confrontando la sentenza con gli atti del processo, si può usare la procedura rapida di correzione. La Corte ha quindi ordinato di modificare la sentenza originale, ristabilendo i nomi corretti e l'elenco esatto delle persone coinvolte negli accordi. L'esito è una vittoria per i richiedenti, che ottengono una sentenza formalmente corretta.
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Distrazione delle spese: come rimediare all’errore del giudice
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di errore materiale per l'omessa distrazione delle spese in favore del difensore di una società in liquidazione. Nonostante la parte soccombente avesse eccepito la cancellazione della società dal registro delle imprese, i giudici hanno stabilito che il difensore agisce legittimamente in forza della procura originaria. L'omissione della clausola di distrazione, sebbene ritualmente richiesta, rappresenta un mero errore materiale emendabile tramite il rito previsto dagli articoli 287 e 288 c.p.c. La Corte ha quindi integrato il dispositivo e la motivazione della precedente ordinanza, confermando la natura amministrativa del procedimento di correzione.
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Spese legali e correzione errori: no alla condanna
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito un principio definitivo: nel procedimento per la correzione di errori materiali di una sentenza non si può mai disporre la condanna al pagamento delle spese legali. Questa regola vale anche quando una delle parti si oppone all'istanza. La Corte ha chiarito che tale procedimento ha natura sostanzialmente amministrativa e non giurisdizionale, poiché non risolve un conflitto tra le parti ma mira a emendare un vizio formale del provvedimento, ripristinando la corrispondenza tra la volontà del giudice e il testo scritto. Di conseguenza, non è configurabile una situazione di soccombenza che possa giustificare una statuizione sui costi del procedimento.
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Distrazione delle spese: come correggere l’omissione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese legali in favore dell'avvocato costituisce un errore materiale. Pertanto, il rimedio corretto non è l'appello, ma la più celere procedura di correzione. Nel caso specifico, un'ordinanza ha rettificato una precedente sentenza, inserendo la clausola di distrazione delle spese a favore del legale di una società vittoriosa contro l'amministrazione finanziaria.
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