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Procedibilità D'Ufficio — Anno 2025

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108 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Procedibilità D'Ufficio

Provvedimenti

Contestazione suppletiva e procedibilità d’ufficio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia elettrica, emessa per mancanza di querela a seguito della Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha stabilito che il pubblico ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per presentare la querela. Questo potere prevale sulla declaratoria di improcedibilità, garantendo l'esercizio dell'azione penale.
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Furto di energia: quando serve la querela per procedere
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per furto di energia, chiarendo un punto fondamentale sulla procedibilità. La Corte ha stabilito che, se l'aggravante di aver sottratto un bene destinato a pubblico servizio non è descritta chiaramente nel capo d'imputazione, il reato non è procedibile d'ufficio. In assenza di una querela da parte della società erogatrice, l'azione penale non può proseguire. La sentenza è stata invece confermata per un'altra imputazione in cui l'aggravante era stata contestata in modo corretto.
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Furto aggravato suolo demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto aggravato suolo demaniale a carico di due imputati, padre e figlio, per aver tagliato alberi su terreno pubblico. La sentenza chiarisce che, nonostante la Riforma Cartabia, tale reato rimane procedibile d'ufficio quando i beni sottratti, come gli alberi di un bosco demaniale, sono destinati a pubblica utilità, proteggendo ambiente e fruibilità collettiva. Vengono respinti i motivi di ricorso relativi alla procedibilità, al dolo, alle attenuanti generiche e alla prescrizione.
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Furto aggravato servizio pubblico: ricorso inammissibile
Un uomo, condannato per furto aggravato di ripetitori radiotelevisivi, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato non fosse procedibile d'ufficio dopo la Riforma Cartabia. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il furto aggravato servizio pubblico, riguardante beni destinati a pubblica utilità, è sempre procedibile d'ufficio. La Corte ha inoltre ribadito di non poter riesaminare nel merito le prove, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Truffa online: nuova legge e procedibilità a querela
Un soggetto è stato accusato di truffa online per la mancata consegna di una console di gioco pagata online. Il procedimento è stato archiviato a seguito della remissione di querela. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Procuratore, chiarendo che una nuova legge del 2024, pur introducendo un'aggravante specifica per la truffa online, stabilisce che essa rimanga procedibile a querela, confermando così l'estinzione del reato.
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Danneggiamento in carcere: non serve la querela
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26365/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due detenuti condannati per resistenza, oltraggio e danneggiamento in carcere. La Corte ha stabilito che il reato di danneggiamento di beni all'interno di uno stabilimento pubblico, come un penitenziario, rimane procedibile d'ufficio e non richiede la querela della persona offesa, a differenza di quanto previsto da una recente riforma per i beni esposti alla pubblica fede.
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Contestazione suppletiva: salva il processo penale?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione suppletiva di un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio è legittima anche se il termine per presentare la querela è scaduto. Analizzando un caso di furto di energia elettrica, la Corte ha annullato la decisione di un tribunale che aveva dichiarato l'improcedibilità per difetto di querela, affermando il potere del Pubblico Ministero di modificare l'imputazione alla prima udienza utile per superare l'ostacolo procedurale.
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Furto aggravato: bus è infrastruttura? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25165/2025, ha stabilito che il furto aggravato di carburante da un autobus di linea rientra nell'ipotesi di reato commesso su "infrastrutture" destinate a servizi di trasporto. Di conseguenza, il reato è procedibile d'ufficio e non richiede la querela della persona offesa. La Corte ha annullato con rinvio la sentenza d'appello che aveva prosciolto gli imputati per mancanza di querela, fornendo un'interpretazione estensiva del concetto di infrastruttura.
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Minaccia aggravata con arma: procedibilità d’ufficio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito, stabilendo che la minaccia aggravata dall'uso di un'arma, anche impropria come un cacciavite, è sempre procedibile d'ufficio. Di conseguenza, l'eventuale remissione della querela da parte della vittima non è sufficiente a estinguere il reato. Il Tribunale aveva erroneamente dichiarato il non doversi procedere, svalutando il ruolo dell'arma senza un'adeguata motivazione.
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Furto energia elettrica: quando è aggravato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per furto di energia elettrica. La Corte ha confermato che tale reato è sempre aggravato ai sensi dell'art. 625, n. 7 c.p., poiché la 'res furtiva' destinata a pubblico servizio è l'energia stessa, e non il contatore. Di conseguenza, il reato rimane procedibile d'ufficio, senza necessità di querela.
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Remissione di querela: estinzione reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto a seguito della remissione di querela da parte della vittima, accettata dall'imputato. La corte ha stabilito che la remissione di querela, se intervenuta durante il ricorso per cassazione, estingue il reato, prevalendo su eventuali motivi di inammissibilità del ricorso stesso.
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Procedibilità d’ufficio minaccia: la recidiva non basta
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di minaccia aggravata, stabilendo che la procedibilità d'ufficio non si applica se l'unica circostanza aggravante a effetto speciale è la recidiva. A seguito della Riforma Cartabia (d.lgs. 150/2022), la normativa esclude espressamente la recidiva come presupposto per l'azione penale d'ufficio. In assenza di una querela da parte della persona offesa, il procedimento non poteva essere avviato.
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Furto in abitazione: sempre procedibile d’ufficio
La Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per un furto in abitazione commesso in un garage. Il reato, previsto dall'art. 624-bis c.p., resta procedibile d'ufficio, rendendo irrilevante la remissione di querela della vittima, anche dopo le recenti riforme.
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Danneggiamento e pubblica fede: quando serve la querela?
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di non doversi procedere per mancanza di querela in un caso di danneggiamento e pubblica fede. La Corte chiarisce che la recente riforma rende procedibile a querela solo il danneggiamento di cose esposte a pubblica fede, mentre per quelle destinate a pubblico servizio o utilità si procede ancora d'ufficio.
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Procedibilità d’ufficio: uso indebito carta di credito
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere, stabilendo che il reato di utilizzo indebito di carte di credito, previsto dall'art. 493-ter c.p., ha procedibilità d'ufficio. Di conseguenza, non è richiesta la querela della persona offesa per avviare l'azione penale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Furto aggravato: quando è reato il furto d’acqua
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di quattro persone per aver sottratto acqua dalla rete pubblica. La sentenza chiarisce importanti principi: il furto di un bene destinato a pubblico servizio, come l'acqua, costituisce un furto aggravato procedibile d'ufficio. Inoltre, la Corte ha rigettato il ricorso basato sul travisamento della prova, specificando che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma controllare la logicità della motivazione. Infine, è stata esclusa la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'impossibilità di quantificare il danno e dell'inerzia degli imputati.
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Furto di energia: quando è procedibile d’ufficio
La Cassazione chiarisce che il furto di energia elettrica, se commesso ai danni della rete di distribuzione nazionale, è procedibile d'ufficio. Anche se non esplicitata formalmente, l'aggravante del bene destinato a pubblico servizio si considera contestata in fatto, rendendo irrilevante la mancanza di querela. La sentenza del tribunale, che aveva dichiarato l'improcedibilità, è stata annullata.
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Procedibilità d’ufficio: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per un reato di spendita di monete false. Il tribunale di primo grado aveva erroneamente dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, senza considerare che tale reato ha procedibilità d'ufficio. La Suprema Corte ha ribadito che la remissione di querela non ha alcun effetto sui reati per i quali lo Stato deve procedere autonomamente, indipendentemente dalla volontà della persona offesa.
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Furto di energia elettrica: quando è reato aggravato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il furto di energia elettrica, se commesso tramite allaccio abusivo alla rete di distribuzione pubblica, costituisce sempre reato aggravato. In questo caso, la procedibilità è d'ufficio e non richiede la querela della società fornitrice. La Corte ha chiarito che è sufficiente la descrizione dei fatti nel capo d'imputazione per considerare contestata l'aggravante della destinazione a pubblico servizio, annullando la decisione di un tribunale che aveva dichiarato l'improcedibilità per tardività della contestazione.
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Reformatio in peius: no aggravante senza appello PM
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per furto, stabilendo un importante principio sul divieto di 'reformatio in peius'. La Corte ha chiarito che un giudice d'appello non può reintrodurre una circostanza aggravante, precedentemente esclusa dal tribunale, se il Pubblico Ministero non ha presentato appello su quel punto. Tale azione peggiorerebbe illegittimamente la posizione dell'imputato, rendendo procedibile d'ufficio un reato che, senza l'aggravante, richiederebbe una querela di parte, in questo caso mancante.
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