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Privilegio

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148 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Privilegio professionista: sì allo studio associato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7531/2024, ha stabilito che un credito vantato da uno studio professionale associato può godere del privilegio professionista in un fallimento. È necessario, però, fornire una prova rigorosa che la prestazione sia stata svolta in modo personale e prevalente da un singolo associato. La Corte ha cassato la decisione del tribunale di merito che aveva negato il privilegio basandosi su una motivazione apparente e senza valutare adeguatamente le prove fornite, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Privilegio Fondo di Garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito vantato dal gestore del Fondo di Garanzia statale, sorto in seguito al pagamento di una garanzia per un finanziamento a un'impresa poi fallita, deve essere ammesso al passivo fallimentare con privilegio. La Corte ha chiarito che, ai fini del riconoscimento del Privilegio Fondo di Garanzia, il momento rilevante è la data di liquidazione della perdita da parte del gestore, non la data di stipula del finanziamento originario. Se tale liquidazione è successiva all'entrata in vigore della normativa del 2015, il privilegio si applica. La richiesta di ammissione dei crediti per l'aggio di riscossione è stata invece respinta per motivi procedurali.
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Privilegio garanzia pubblica: non serve la revoca
Una società garante, dopo aver onorato una garanzia pubblica per un finanziamento a un'impresa poi fallita, ha chiesto di essere ammessa al passivo con privilegio. I giudici di merito avevano negato il privilegio per l'assenza di un formale atto di revoca del beneficio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il credito del garante, derivante da una garanzia pubblica, gode del privilegio anche senza un provvedimento formale di revoca, poiché il credito sorge con il solo pagamento al finanziatore.
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Privilegio del professionista: come si calcola il biennio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4625/2024, ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione, confermando che il biennio per il riconoscimento del privilegio del professionista (art. 2751 bis c.c.) si calcola a ritroso dalla data di cessazione del rapporto professionale, non dall'inizio della procedura concorsuale. La Corte ha ribadito che, in caso di rapporto continuativo con plurimi incarichi, il termine decorre dalla fine del rapporto complessivo, garantendo così una più ampia tutela al creditore professionale.
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Privilegio fondo garanzia: spetta solo al gestore
La Corte di Cassazione stabilisce che il privilegio fondo garanzia, previsto dall'art. 8-bis del d.l. 3/2015, ha natura pubblicistica e spetta esclusivamente al gestore del fondo statale. Di conseguenza, il fideiussore privato, anche se controgarantito dal fondo, non può avvalersi di tale privilegio quando agisce in regresso contro il debitore in liquidazione giudiziale. La sentenza chiarisce anche che il curatore non necessita dell'autorizzazione del giudice delegato per impugnare le decisioni relative all'ammissione dei crediti allo stato passivo.
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Motivazione apparente privilegio: Cassazione annulla
Un consorzio di cooperative ha richiesto l'ammissione di un credito in un fallimento con privilegio speciale. Il Tribunale ha respinto la richiesta per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, ravvisando una motivazione apparente privilegio. Secondo la Corte, il Tribunale si è limitato a negare la sussistenza della prova senza spiegare perché la documentazione prodotta fosse inadeguata, violando l'obbligo di fornire una motivazione comprensibile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Privilegio cooperative: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società cooperativa si è vista negare il riconoscimento del privilegio cooperative per un credito vantato verso un'altra società in liquidazione coatta. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il superamento della revisione non basta. È necessario dimostrare che il credito derivi direttamente dal lavoro dei soci, prova che la cooperativa non ha fornito, anzi, ha ammesso il contrario.
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Insinuazione al passivo: onere della prova del credito
Un Agente della Riscossione ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito di oltre 2.7 milioni di euro, richiedendone il riconoscimento in via privilegiata. Il Tribunale aveva ammesso il credito solo in via chirografaria, poiché il creditore non aveva specificato le ragioni giuridiche del privilegio per ogni singola voce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. Il principio chiave riaffermato è che nell'insinuazione al passivo, il creditore ha l'onere di allegare e descrivere in modo specifico il titolo di prelazione per ciascun credito vantato; in caso contrario, il credito viene declassato a chirografario.
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Ammissione al passivo: interessi e privilegi del credito
Una società di gestione crediti ricorre in Cassazione contro la decisione di un tribunale che aveva parzialmente respinto la sua domanda di ammissione al passivo del fallimento di una società alberghiera. La Corte Suprema accoglie il ricorso, chiarendo i principi sull'ammissione dei crediti per rate insolute e interessi moratori in caso di risoluzione di un mutuo, e sul corretto riconoscimento di un privilegio mobiliare. La Corte distingue tra l'ammissione del credito in sé e il suo rango, affermando che il primo non può essere negato per incertezze relative al secondo. Il decreto viene cassato con rinvio per un nuovo esame.
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Privilegio cooperative: basta la prevalenza del lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 54/2024, ha ribadito un principio cruciale per il riconoscimento del privilegio cooperative. La Corte ha stabilito che, ai fini del privilegio previsto dall'art. 2751-bis, n. 5 c.c., è sufficiente dimostrare la prevalenza del lavoro dei soci rispetto a quello dei non soci, senza la necessità di provare anche la prevalenza sul capitale investito o altri fattori produttivi. La vicenda riguardava il credito di una cooperativa di lavorazione del legno verso un consorzio fallito. L'appello del consorzio è stato dichiarato inammissibile, confermando così la natura privilegiata del credito della cooperativa.
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Errore materiale: il giudice guarda la sostanza
Un lavoratore si è visto riconoscere un credito in un fallimento solo come chirografario a causa di un'errata dicitura nelle conclusioni del suo ricorso. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice deve interpretare la volontà sostanziale della parte che emerge dall'intero atto, superando il mero errore materiale. Il caso evidenzia come la sostanza della richiesta prevalga sulla forma, specialmente quando l'intenzione di chiedere un credito privilegiato era chiara in tutto il resto del documento.
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Privilegio credito tributario: sì al concessionario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34741/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione. Il credito di un Comune verso il concessionario della riscossione fallito, per tributi incassati e non riversati, gode del privilegio credito tributario previsto dall'art. 2752 c.c. e deve essere ammesso al passivo in via privilegiata, non chirografaria. La Corte ha chiarito che la natura pubblicistica del credito non si perde nel passaggio dal contribuente al concessionario, poiché il rapporto tra ente impositore e concessionario è una concessione di servizio pubblico, non un mero mandato privatistico. Pertanto, il privilegio assiste il credito fino al suo effettivo incasso da parte dell'ente pubblico.
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Privilegio studio associato: i requisiti della Cassazione
La richiesta di un'associazione professionale per il riconoscimento di un credito privilegiato in un fallimento è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che per ottenere il privilegio studio associato, non è sufficiente che un socio abbia svolto il lavoro. L'associazione deve dimostrare che il cliente ha scelto specificamente quel professionista (intuitus personae) e che il compenso richiesto è direttamente destinato a remunerare il suo lavoro personale. Mancando tale prova, il credito è stato considerato chirografario.
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Privilegio tributi regionali: la Cassazione si esprime
Un'amministrazione regionale ha impugnato una decisione che negava il privilegio per i suoi crediti tributari nel fallimento di una società. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il privilegio tributi regionali, come la tassa automobilistica, deve essere riconosciuto. La Corte ha motivato la decisione sostenendo un'interpretazione estensiva della norma, finalizzata a garantire agli enti territoriali, comprese le Regioni, le risorse necessarie per svolgere le loro funzioni istituzionali.
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Privilegio sanzioni tributarie: no ai tributi locali
Una società creditrice chiedeva l'ammissione in via privilegiata di un credito per tributi locali, comprensivo di sanzioni, nel fallimento di un'altra società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, negando il privilegio per le sanzioni tributarie locali. La decisione si fonda sull'interpretazione restrittiva dell'art. 2752 c.c., che, a differenza di quanto previsto per i tributi statali, non menziona esplicitamente le sanzioni tra i crediti privilegiati dei comuni, sottolineando la natura eccezionale delle norme sui privilegi e la distinta natura afflittiva delle sanzioni rispetto al tributo.
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Privilegio tassa automobilistica: sì alla Regione
Una Regione si opponeva allo stato passivo fallimentare di un imprenditore, chiedendo il riconoscimento del privilegio tassa automobilistica per un credito da bollo auto non pagato. Il Tribunale aveva negato il privilegio, interpretando restrittivamente la norma. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la norma sui privilegi per la finanza locale va interpretata estensivamente e include anche i tributi regionali, garantendo così alla Regione la prelazione nel recupero del credito.
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Privilegio tassa automobilistica: sì dalla Cassazione
Una Regione si oppone allo stato passivo di un fallimento, chiedendo il riconoscimento del privilegio per crediti da tassa automobilistica non versata. Il Tribunale nega il privilegio, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso. La Suprema Corte stabilisce che il privilegio tassa automobilistica si applica anche ai tributi regionali, interpretando estensivamente la nozione di 'legge per la finanza locale' ex art. 2752 c.c., per garantire agli enti i mezzi per le loro funzioni istituzionali.
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Privilegio crediti regionali: Cassazione su tassa auto
Una Regione si opponeva al mancato riconoscimento del privilegio per il suo credito relativo alla tassa automobilistica non pagata da una società fallita. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione del Tribunale, ha affermato che il privilegio crediti regionali si applica anche a tale imposta, basandosi su un'interpretazione estensiva dell'art. 2752 c.c. volta a garantire agli enti locali le risorse necessarie per le loro funzioni.
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Privilegio tassa automobilistica: sì dalla Cassazione
Una Regione aveva richiesto il riconoscimento del privilegio per un credito derivante dal mancato pagamento della tassa automobilistica nel fallimento di una società. Il Tribunale aveva negato tale privilegio, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza n. 32893/2024, ha stabilito che il privilegio per la tassa automobilistica si applica anche ai crediti regionali, basandosi su un'interpretazione estensiva della nozione di "legge per la finanza locale" contenuta nel Codice Civile.
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Privilegio sanzioni tributarie: è esteso sempre?
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato un decreto del Tribunale che negava il privilegio sanzioni tributarie per una sanzione pecuniaria legata all'uso di fatture fittizie. Il Tribunale riteneva la sanzione non accessoria a un tributo specifico. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e la complessità della questione sull'estensione del privilegio ex art. 2752 c.c., ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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