Un Contribuente è stato condannato per il reato di omessa dichiarazione dei redditi in relazione all'anno d'imposta 2010. La Corte d'Appello ha confermato la condanna a un anno e nove mesi di reclusione, applicando la recidiva e disponendo la confisca per equivalente. Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la ricostruzione dei fatti, l'attendibilità dei verificatori fiscali, l'applicazione della recidiva per un vecchio precedente di bancarotta e la mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la contestazione delle prove era generica e violava il principio di autosufficienza. Inoltre, la prescrizione non era maturata grazie al prolungamento dei termini previsto dalla legge per i reati tributari. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il Contribuente dovrà pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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