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Principio Dell'Affidamento

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34 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concorso di colpa: la prevedibilità della manovra altrui
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale di un automobilista, stabilendo un concorso di colpa nonostante la manovra imprudente e vietata della vittima. La sentenza sottolinea che la responsabilità non è esclusa se il comportamento scorretto altrui era prevedibile. In questo caso, la velocità non adeguata alle condizioni della strada (presenza di numerose intersezioni) e il mancato rispetto della distanza di sicurezza sono stati ritenuti cause dirette dell'incidente, rendendo irrilevante il mero rispetto del limite di velocità.
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Omicidio colposo stradale: colpa anche con eccesso altrui
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un conducente di un autocarro che, immettendosi su una strada principale, ha causato un incidente mortale con un motociclista. La Corte ha stabilito che la velocità eccessiva della vittima non esclude la responsabilità di chi non rispetta la precedenza, poiché tale comportamento imprudente rientra nel novero dei rischi prevedibili che ogni utente della strada deve considerare.
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Incidente stradale: colpa anche se hai la precedenza?
La Cassazione ha confermato l'aggravante per un motociclista che, pur avendo la precedenza, ha causato un incidente stradale perché guidava in stato di ebbrezza. Anche se la colpa principale era di un altro veicolo, la sua alterazione ha ridotto i tempi di reazione, contribuendo all'evento. La Corte ha stabilito che la responsabilità, anche se minima, è sufficiente per applicare l'aggravante della guida in stato di ebbrezza.
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Imposta concessioni demaniali: quando non si pagano
Una società concessionaria di un'area portuale ha contestato l'applicazione dell'imposta regionale sulle concessioni demaniali, sostenendo che non fosse dovuta poiché la concessione era stata rilasciata dall'Autorità Portuale e non dallo Stato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4432 del 2024, ha stabilito che l'imposta concessioni demaniali è dovuta perché il presupposto è l'uso di un bene di proprietà dello Stato, a prescindere da chi rilasci l'atto. Tuttavia, ha annullato le sanzioni e gli interessi per obiettiva incertezza normativa, causata da circolari ministeriali contrastanti e dalla lunga inerzia della Regione nel richiedere il tributo.
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Omicidio stradale: la colpa del pedone non sempre salva
Un conducente viene condannato per omicidio stradale dopo aver investito un pedone che camminava sul lato destro di una strada senza marciapiede. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4324/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista, stabilendo che la condotta imprudente del pedone non interrompe il nesso causale se era prevedibile. Il guidatore ha il dovere di moderare la velocità e prestare attenzione per prevenire incidenti, anche a fronte di comportamenti altrui non conformi al codice della strada.
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Nesso causale incidente stradale: la colpa del trattore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo a carico del conducente di un trattore che, svoltando a sinistra, aveva causato un incidente mortale con un motociclo. Secondo la Corte, l'eccessiva velocità del motociclista, sebbene imprudente, non è stata considerata un evento anomalo e imprevedibile tale da interrompere il nesso causale incidente stradale con la manovra negligente del conducente del trattore, il quale aveva omesso di usare la massima prudenza e di dare la precedenza.
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Velocità adeguata: la colpa non si valuta ex post
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omicidio stradale, stabilendo che la colpa del conducente con diritto di precedenza non può essere determinata a posteriori. Per affermare la responsabilità per violazione della regola sulla velocità adeguata, è necessaria una valutazione concreta, basata sui fatti e condotta "ex ante", per stabilire quale fosse la velocità corretta e se il suo rispetto avrebbe evitato l'incidente, e non semplicemente presumere che la velocità fosse inadeguata solo perché l'impatto è avvenuto.
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Velocità non adeguata: la condanna anche sotto i limiti
La Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale di un motociclista che, pur viaggiando sotto il limite di velocità, ha investito un ciclista. La Corte ha ritenuto la sua velocità non adeguata alle circostanze concrete del luogo (centro abitato, incrocio), configurando una responsabilità per colpa, seppur in concorso con la condotta imprudente della vittima.
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Omicidio colposo stradale: la colpa del conducente
Un'automobilista viene condannata per omicidio colposo stradale per aver investito un'anziana signora che attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali. Nonostante la velocità del veicolo fosse inferiore al limite consentito, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna, sottolineando che il conducente ha il dovere di prevedere e prevenire le imprudenze altrui, adeguando la propria condotta di guida alle condizioni concrete del luogo, come un centro abitato.
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Notifica fiscale: vale l’indirizzo in dichiarazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica fiscale di un avviso di accertamento è valida se effettuata all'indirizzo indicato dal contribuente nella dichiarazione dei redditi, anche se la residenza anagrafica è stata successivamente modificata. La Corte ha dato prevalenza al principio dell'affidamento, ritenendo che l'indicazione nella dichiarazione equivalga a un'elezione di domicilio per i rapporti con il Fisco, esonerando l'Amministrazione Finanziaria da continue verifiche anagrafiche.
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Manovra in retromarcia: la Cassazione sulla colpa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio stradale. L'incidente era avvenuto durante una manovra in retromarcia con cui l'imputato, uscendo da una via laterale, aveva invaso la carreggiata senza visibilità, causando la collisione fatale con un motociclo. La Corte ha ribadito che la manovra in retromarcia impone un dovere di estrema prudenza, escludendo che la condizione di ipovisione della vittima o il principio di affidamento potessero scagionare il conducente.
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Domicilio fiscale notifica: vale quello in dichiarazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento è valida se effettuata al domicilio fiscale indicato dal contribuente nella propria dichiarazione dei redditi, anche qualora questo sia diverso dalla residenza anagrafica. In base al principio di affidamento, l'Amministrazione Finanziaria non è tenuta a verificare l'indirizzo attuale. L'ordinanza dichiara inammissibile il ricorso della contribuente, che lamentava la mancata ricezione dell'atto presupposto alla cartella esattoriale, proprio perché la notifica era stata correttamente inviata all'indirizzo da lei stessa comunicato.
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Concorso di colpa: la responsabilità dell’automobilista
La Corte di Cassazione annulla, ai soli effetti civili, una sentenza di assoluzione per un automobilista coinvolto in un incidente mortale. Nonostante l'eccessiva velocità del motociclista deceduto, i giudici hanno ritenuto carente la motivazione della Corte d'Appello, che non ha valutato adeguatamente il concorso di colpa dell'automobilista per la sua manovra imprudente e la prevedibilità del comportamento altrui.
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Concorso di colpa: la velocità è sempre un rischio
Un automobilista è stato ritenuto civilmente corresponsabile in un incidente mortale, nonostante l'invasione di corsia da parte di un altro veicolo. La Cassazione ha confermato il suo concorso di colpa per eccesso di velocità, ritenendolo un fattore causale nell'evento.
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