Un pensionato ha chiesto la riliquidazione della propria pensione di anzianità, contestando il calcolo della quota retributiva effettuato dalla Cassa di Previdenza. La Cassa aveva ridotto l'importo applicando un coefficiente di neutralizzazione e criteri meno favorevoli introdotti da modifiche regolamentari successive. La Cassazione, in una precedente pronuncia, aveva stabilito l'applicazione del principio del pro rata, imponendo il calcolo basato sulla media dei 15 redditi più elevati degli ultimi 20 anni. Nel successivo giudizio di rinvio, la Corte d'Appello ha quantificato la pensione spettante in oltre 79.000 euro annui. La Cassa ha proposto un nuovo ricorso, ma la Suprema Corte lo ha rigettato, confermando che il giudice di rinvio si è correttamente uniformato al principio di diritto precedentemente stabilito, senza possibilità di rimettere in discussione questioni già decise.
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