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Prg (Piano Regolatore Generale)

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Lo strumento di pianificazione urbanistica comunale che disciplina l'attività edificatoria e le trasformazioni del territorio, stabilendo anche le distanze tra gli edifici.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Definizione Agevolata Liti Tributarie: Cassazione rinvia per accordo
La Corte di Cassazione, in un contenzioso sull'ICI relativo ad aree estrattive, ha accolto la richiesta di rinvio a nuovo ruolo presentata da una Società. Questo rinvio offre alle parti la possibilità di accedere alla definizione agevolata liti tributarie, grazie a una nuova legge. La Corte non ha deciso nel merito la questione della tassazione delle aree estrattive, ma ha dato priorità all'opportunità di conciliazione offerta dalla normativa recente, sospendendo il processo per permettere tale valutazione.
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PRG non approvato: prevalgono le distanze legali del Codice Civile
Un gruppo di proprietari ha chiesto la sospensione di lavori su un fondo confinante, sostenendo la violazione delle distanze legali tra edifici previste dal Piano Regolatore Generale (PRG). La Corte d'Appello ha annullato la sentenza di primo grado per omessa comunicazione di un'ordinanza istruttoria al difensore del convenuto, violando il diritto di difesa. Nel merito, ha applicato le distanze del Codice Civile (art. 873 c.c.), ritenendo il PRG inapplicabile perché non ancora approvato. Ha quindi ordinato l'arretramento di una tettoia. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari, confermando che la mancata approvazione del PRG ne impediva l'applicazione e che la nullità processuale era stata correttamente gestita.
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Distanza dal confine PRG non approvato: la Cassazione salva la casa
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulla distanza dal confine PRG non approvato. Un proprietario aveva costruito un immobile rispettando le norme vigenti. Un vicino lo ha citato in giudizio chiedendo l'arretramento, basandosi su una nuova distanza prevista da un Piano Regolatore (PRG) che all'epoca della costruzione era stato solo 'adottato' dal Comune, ma non ancora 'approvato' dalla Regione. La Cassazione ha dato ragione al costruttore, stabilendo che le norme di un PRG, incluse le distanze, diventano vincolanti per i privati solo dopo l'approvazione regionale e la pubblicazione. La sola adozione comunale non è sufficiente a modificare i diritti tra vicini.
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Esproprio per strada pubblica: il vincolo conformativo è decisivo
Una società immobiliare ha contestato l'indennità di esproprio offerta da un Comune per un terreno destinato alla costruzione di una strada. La società riteneva il terreno edificabile e chiedeva un indennizzo più alto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la destinazione a viabilità principale, prevista dal piano regolatore generale per l'interesse di tutta la collettività, costituisce un **vincolo conformativo**. Questo tipo di vincolo definisce la natura non edificabile del suolo. Di conseguenza, l'indennità deve essere calcolata sul più basso valore agricolo. La Corte ha dato ragione al Comune, confermando che il **vincolo conformativo** incide direttamente sulla stima del bene espropriato.
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Sopraelevazione e distanze legali: il vicino vince, non la storia
La Corte di Cassazione affronta il tema di **sopraelevazione e distanze legali**. Un proprietario aveva innalzato il tetto del proprio immobile, violando le distanze dal confine previste dal piano regolatore vigente. Egli sosteneva di dover rispettare le norme, meno restrittive, in vigore all'epoca della costruzione originaria dell'edificio. La Corte ha stabilito un principio chiaro: la sopraelevazione che aumenta il volume è una 'nuova costruzione'. Pertanto, deve rispettare le norme sulle distanze in vigore al momento della sua realizzazione, non quelle del passato. Il ricorso del proprietario è stato respinto, dando ragione al vicino che chiedeva l'arretramento dell'opera.
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Edificabilità fiscale: quando si paga l’ICI?
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento ICI su un'area classificata come edificabile dal nuovo piano regolatore, eccependo un preesistente vincolo di inedificabilità e un asservimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'edificabilità fiscale, è determinante la classificazione nel piano regolatore generale adottato dal Comune, anche prima della sua approvazione definitiva. Eventuali vincoli non eliminano l'obbligo di pagare l'imposta, ma possono incidere sulla determinazione del valore venale del terreno, che costituisce la base imponibile. Il ricorso è stato respinto.
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Tassazione aree edificabili: la destinazione a verde
Una società concessionaria ha impugnato una sentenza che annullava un avviso di accertamento TASI su terreni adibiti a cava. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tassazione aree edificabili si basa sulla qualificazione urbanistica, non sull'uso effettivo. La destinazione a verde pubblico incide sul valore, ma non esclude l'imponibilità.
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Distanze tra costruzioni: ricostruzione e regole
Una società edilizia cita in giudizio un'altra impresa per la costruzione di un edificio a distanza non regolamentare dal confine. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11193/2024, ha chiarito due principi fondamentali sulle distanze tra costruzioni. Primo, le norme locali che impongono una distanza minima dal confine si applicano sempre, anche se gli edifici non si fronteggiano. Secondo, un intervento di demolizione e ricostruzione non è automaticamente una 'nuova costruzione' solo perché presenta un aumento di volumetria. Il giudice deve verificare la normativa locale e nazionale, anche sopravvenuta, che potrebbe consentire il mantenimento delle distanze preesistenti. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Indennità di esproprio: quando un’area è edificabile?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennità di esproprio, stabilendo che un'area destinata a servizi universitari è da considerarsi edificabile se gli strumenti urbanistici consentono anche l'intervento privato, come la costruzione di residenze. La decisione distingue nettamente queste aree da quelle in fascia di rispetto stradale, che per legge sono inedificabili. Questo principio è fondamentale per calcolare la corretta indennità di esproprio spettante ai proprietari.
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