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Prevenzione

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50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Misure di prevenzione: stop ai ricorsi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la violazione delle misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia. Il ricorrente aveva tentato di giustificare il mancato rispetto degli obblighi, tra cui la comunicazione del cambio di numero telefonico, adducendo uno stato di alterazione psico-fisica dovuto all'assunzione di farmaci e droghe. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che tali doglianze erano meramente fattuali e già correttamente respinte nei gradi di merito. La decisione sottolinea come, in tema di misure di prevenzione, il ricorso debba basarsi su vizi di legittimità specifici e non sulla semplice riproposizione di tesi difensive smentite dalle prove.
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Misure di prevenzione: limiti al ricorso penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la violazione delle prescrizioni inerenti alle misure di prevenzione. Il ricorrente contestava la determinazione della pena e il riconoscimento della recidiva, ma la Suprema Corte ha ribadito che la graduazione della sanzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Poiché la sentenza d'appello era congruamente motivata sulla pericolosità sociale del reo, desunta dai suoi precedenti penali, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese e alla Cassa delle Ammende.
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Pericolosità sociale e sorveglianza speciale: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la misura della sorveglianza speciale per un soggetto con una spiccata pericolosità sociale, derivante da numerosi furti aggravati. Nonostante la difesa sostenesse l'assenza di profitto per via della restituzione della refurtiva, i giudici hanno ribadito che la reiterazione dei reati in assenza di redditi leciti configura l'abitualità delittuosa. La pericolosità sociale è stata ritenuta attuale e non interrotta dai periodi di detenzione, giustificando pienamente la misura restrittiva.
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Intestazione fittizia e confisca: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni immobili intestati a familiari di un soggetto ritenuto pericoloso, ravvisando un'ipotesi di intestazione fittizia. La decisione si basa sulla marcata sproporzione tra i redditi dichiarati dai terzi intestatari e il prezzo d'acquisto degli immobili. Nonostante i ricorrenti abbiano tentato di dimostrare la propria autonomia economica, la Corte ha ritenuto che il legame di parentela e l'assenza di prove documentali su fonti di finanziamento alternative confermino la disponibilità indiretta dei beni in capo al proposto.
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Distanze legali: quando si applica la regola dei 10m
La Corte di Cassazione ha confermato che le distanze legali di 10 metri tra costruzioni, previste dal D.M. 1444/1968, devono essere rispettate anche quando una delle pareti fronteggianti è cieca. Il caso riguardava una nuova costruzione realizzata in violazione di tale norma. La Corte ha ribadito che questa regola tutela la salubrità e la sicurezza, prevalendo sui regolamenti locali e non ammettendo deroghe basate sul principio di prevenzione in caso di nuove edificazioni.
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Distanze legali costruzioni: quando si applica il D.M.?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11456/2024, chiarisce un punto fondamentale sulle distanze legali costruzioni. La Corte ha stabilito che le norme del D.M. 1444/1968 non sono direttamente applicabili nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici che dividano il territorio in zone omogenee. Il caso riguardava una disputa tra vicini per la costruzione di un panificio a distanza non regolamentare. La Corte di Appello aveva erroneamente applicato il D.M. 1444/1968, ma la Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che l'applicazione di tale decreto presuppone una pianificazione urbanistica locale preesistente.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione chiarisce le regole
Un proprietario di casa è stato condannato ad arretrare il proprio edificio di 10 metri. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, specificando che le norme sulle distanze tra costruzioni variano in base alla pianificazione urbanistica comunale. La Corte ha stabilito che, in assenza di un piano di zonizzazione dettagliato, si applica la "legge ponte" (L. 765/1967) e non la più stringente regola dei 10 metri del D.M. 1444/1968. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Distanze legali: quando il ricorso è inammissibile
Una proprietaria ha citato in giudizio i vicini per la presunta violazione delle distanze legali nella costruzione di un nuovo manufatto. Dopo la sconfitta in primo e secondo grado, il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso mancava di specificità e tentava di ottenere un riesame dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità, confermando l'importanza del rispetto dei canoni procedurali per l'ammissibilità del gravame.
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Continenza di cause: quale processo sospendere?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 440/2024, ha chiarito un importante principio in materia di continenza di cause. In presenza di due cause connesse pendenti in gradi di giudizio diversi, una delle quali iniziata dinanzi a un giudice e poi riassunta dinanzi a un altro per difetto di giurisdizione (translatio iudicii), la Corte ha stabilito che la data di inizio del processo riassunto retroagisce a quella della prima instaurazione. Di conseguenza, il processo da sospendere non è quello riassunto (se anteriore), ma quello che sarebbe stato "attratto" se le cause fossero state nello stesso grado, garantendo così il corretto coordinamento tra i giudizi.
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Prevenzione tra giudizi: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32680/2024, ha chiarito i criteri per determinare la prevenzione tra giudizi quando un'azione petitoria e una possessoria vengono avviate nella stessa data. La Corte ha stabilito che, in tale circostanza, prevale il giudizio introdotto con atto di citazione, in quanto contenente la 'vocatio in ius' (l'indicazione della data di udienza), a differenza del ricorso possessorio. Di conseguenza, è stato annullato il provvedimento che dichiarava improcedibile l'azione petitoria, stabilendo un importante principio sulla prevenzione tra giudizi.
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