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Presunzione

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1087 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Pericolosità sociale attuale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione, sottolineando che la pericolosità sociale attuale non può basarsi solo su una vecchia condanna per mafia. Il giudice deve valutare elementi nuovi, come assoluzioni e il comportamento post-detenzione, per giustificare la misura.
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Socio occulto: onere della prova a carico del Fisco
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la qualifica di amministratore di fatto non è sufficiente per dimostrare quella di socio occulto. Per poter applicare la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili di una società a ristretta base partecipativa, l'Agenzia delle Entrate ha l'onere di provare in modo concreto la qualità di socio in capo al soggetto accertato. In assenza di tale prova, l'accertamento basato sulla trasparenza è illegittimo.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19981/2024, ha ribadito la validità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società di capitali a ristretta base partecipativa. A seguito di un accertamento fiscale che aveva rettificato il reddito di una S.r.l., l'Amministrazione Finanziaria aveva recuperato a tassazione, in capo a una socia, il maggior reddito da partecipazione basandosi sulla suddetta presunzione. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che la ristretta base azionaria da sola non fosse sufficiente a provare la distribuzione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la sentenza e affermando che tale presunzione è legittima e sposta l'onere della prova sul contribuente, il quale deve dimostrare che gli utili non sono stati distribuiti ma accantonati o reinvestiti.
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Utili extra bilancio: quando si presumono distribuiti?
Un socio unico di una società a ristretta base partecipativa è stato oggetto di un accertamento fiscale per la presunta percezione di utili extra bilancio, ovvero profitti non dichiarati dalla società. La Corte di Cassazione, con la sentenza 19409/2024, ha respinto il ricorso del contribuente, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione di tali utili ai soci. La Corte ha inoltre stabilito che il socio non può contestare l'accertamento societario una volta che questo è divenuto definitivo.
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Obbligo Contributivo Geometri: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce l'obbligo contributivo per i geometri. Con l'ordinanza n. 22880/2024, ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale crea una presunzione di esercizio dell'attività, rendendo dovuti i contributi minimi alla Cassa di previdenza. Viene così cassata la decisione della Corte d'Appello che richiedeva una 'connessione necessaria' tra il reddito percepito (in questo caso, come amministratore di società) e l'attività tipica del geometra. La Cassazione ha ribadito che l'iscrizione all'albo è condizione sufficiente per l'obbligo contributivo, a meno che non sussistano specifiche cause di esonero previste dai regolamenti della Cassa.
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Contributo minimo geometri: obbligo anche senza reddito
Un professionista geometra ha contestato l'obbligo di versare il contributo minimo alla Cassa di previdenza, sostenendo di non esercitare attivamente la professione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la semplice iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente a far scattare l'obbligo di versamento del contributo minimo geometri. Tale obbligo si fonda su un principio di solidarietà e prescinde dall'effettiva produzione di reddito o dalla natura occasionale dell'attività, salvo specifiche eccezioni da provarsi a cura del professionista.
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Assegno ad personam: come calcolarlo dopo un cambio?
Un dipendente pubblico, trasferito da un ente ferroviario statale a un Comune, ha richiesto il riconoscimento del valore economico delle agevolazioni di viaggio perse. La Corte d'Appello aveva concesso un assegno ad personam, calcolandolo però in via equitativa sulla base di una presunzione errata. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'assegno ad personam deve essere determinato confrontando i trattamenti economici complessivi e che è destinato a essere riassorbito. Il ricorso al criterio equitativo è stato ritenuto illegittimo in presenza di precisi criteri legali di calcolo.
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Azione revocatoria: la prova della conoscenza del danno
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di azione revocatoria, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inefficace la vendita di un immobile tra un debitore e un suo amico. La Suprema Corte ha stabilito che la prova della conoscenza del pregiudizio da parte dell'acquirente può essere legittimamente desunta tramite presunzioni, come il profondo legame di amicizia tra le parti. Inoltre, ha ribadito che, in caso di cessione di crediti in blocco, la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario, validando così la sua legittimazione ad agire.
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Notificazione all’estero: la validità del plico
La Cassazione si pronuncia sulla validità della notificazione all'estero di un atto giudiziario a un cittadino italiano residente in Svizzera. L'ordinanza chiarisce che la dichiarazione del Consolato attestante l'invio della raccomandata e il suo mancato ritiro è sufficiente a far presumere il corretto espletamento di tutta la procedura, inclusa l'immissione dell'avviso di giacenza nella cassetta postale del destinatario, perfezionando così la notifica.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extracontabili ai soci di una società di capitali a ristretta base. La sentenza stabilisce che spetta al socio fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi accertati in capo alla società sono stati accantonati o reinvestiti e non distribuiti. Viene inoltre chiarito che l'avviso di accertamento notificato al socio non è nullo se non viene allegato l'atto impositivo della società, poiché il socio ha il diritto di consultare la documentazione societaria.
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Utili occulti: presunzione di distribuzione ai soci
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una società a ristretta base, il quale era stato oggetto di un accertamento fiscale per maggiori imposte. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione di distribuzione ai soci degli utili occulti accertati in capo alla società. Spetta al contribuente, e non all'amministrazione finanziaria, fornire la prova contraria, dimostrando che tali utili siano stati accantonati o reinvestiti. La semplice chiusura in perdita dell'esercizio sociale non è sufficiente a superare tale presunzione.
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Operazioni inesistenti: Cassazione e onere prova
Una società del settore carburanti contesta la non detraibilità dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, qualificandolo come un tentativo di riesame del merito, e condanna la società per lite temeraria.
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Presunzione esigenze cautelari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare. La sentenza chiarisce i criteri di valutazione della presunzione esigenze cautelari, affermando che il solo trascorrere del tempo non basta a escludere il pericolo di reiterazione del reato, specialmente in contesti di criminalità organizzata. La Corte ha validato la decisione del Tribunale del riesame, che aveva ritenuto attuale il pericolo basandosi sulla struttura e operatività del sodalizio criminale.
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Compenso avvocato: nullo se c’è relazione affettiva?
Un avvocato ha richiesto il pagamento di un cospicuo compenso professionale alla sua ex partner per l'attività legale svolta durante la loro decennale relazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prestazione era stata resa a titolo gratuito. La lunga durata del rapporto sentimentale, l'assenza di richieste di pagamento per anni e altri elementi indiziari sono stati ritenuti sufficienti a superare la normale onerosità della prestazione professionale, negando di fatto il compenso all'avvocato.
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Esigenze cautelari: la Cassazione sul metodo mafioso
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato gli arresti domiciliari a un indagato per estorsione con metodo mafioso. Il Tribunale aveva motivato la decisione con il solo trascorrere del tempo. La Suprema Corte ha ribadito che, per questi reati, vige una presunzione di pericolosità che non può essere superata dal semplice decorso temporale, ma richiede prove concrete di un effettivo abbandono delle logiche criminali, rafforzando il principio sulle esigenze cautelari.
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Responsabilità socio società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del socio per i debiti fiscali di una società a ristretta base estinta può essere presunta. Se l'Agenzia delle Entrate accerta utili extracontabili, si presume che questi siano stati distribuiti ai soci nello stesso anno, anche in assenza di una formale liquidazione. Spetta al socio fornire la prova contraria di non aver ricevuto tali somme. La ristretta compagine sociale è sufficiente a fondare tale presunzione, trasferendo l'onere della prova sul contribuente.
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Dichiarazione del terzo: valore di prova nel processo
Una società è stata sanzionata per costi derivanti da fatture per operazioni inesistenti. La prova si basava sulla dichiarazione del terzo emittente, che aveva ammesso l'illecito. La Corte di Cassazione ha confermato che la dichiarazione del terzo, se autoaccusatoria, possiede i caratteri di gravità, precisione e concordanza tali da costituire una presunzione legale sufficiente a fondare l'accertamento, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Conto cointestato successione: come superare la prova
In una causa di eredità, la Cassazione affronta il tema del conto cointestato successione. Rigetta la richiesta di donazione indiretta per un immobile ma accoglie il ricorso sulla provenienza dei fondi del conto. La presunzione di divisione al 50% può essere superata se si prova che il denaro apparteneva solo al defunto, obbligando la Corte d'Appello a riesaminare le prove documentali.
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Presunzione custodia cautelare: il tempo non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un'indagata per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso basato sul tempo trascorso dai fatti. La sentenza ribadisce che la presunzione custodia cautelare prevista dall'art. 275, comma 3, c.p.p. per tali reati non può essere superata dal solo decorso del tempo, ma richiede prove concrete di un mutamento della pericolosità sociale dell'individuo.
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Valore probatorio: la lettera dell’avvocato fa prova?
Una società di produzione è stata condannata a pagare degli autori per la stesura di un progetto televisivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando la decisione dei giudici di merito. Il punto cruciale della controversia è stato il valore probatorio attribuito a una comunicazione scritta dall'avvocato della società, che, pur non essendo una confessione formale, è stata considerata un valido elemento indiziario per dimostrare l'avvenuta consegna del lavoro.
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