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Presunzione

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1087 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Plusvalenza immobiliare: il Fisco non può presumerla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12091/2024, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può accertare una maggiore plusvalenza immobiliare basandosi unicamente sul valore dell'immobile determinato ai fini dell'imposta di registro. A seguito di una vendita immobiliare, il Fisco aveva contestato al contribuente un reddito superiore a quello dichiarato. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che, in base a una norma interpretativa con efficacia retroattiva (d.lgs. 147/2015), sono necessari ulteriori elementi di prova (indizi gravi, precisi e concordanti) per giustificare un tale accertamento. Il contribuente aveva inoltre fornito prove concrete a sostegno del prezzo dichiarato.
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Custodia cautelare: quando il tempo non basta a uscirne
Un imputato in custodia cautelare per estorsione con aggravante mafiosa ha richiesto la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari, adducendo come motivazioni il tempo trascorso e la disponibilità di un nuovo domicilio lontano dal contesto criminale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per questi reati vige una presunzione di pericolosità che non viene meno con il solo passare del tempo né con un semplice trasferimento di residenza.
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Concorso detenzione armi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma una misura cautelare in carcere per un soggetto accusato di concorso in detenzione e porto illegale di armi. La sentenza stabilisce che la partecipazione alla fase di pianificazione di una rapina, che prevedeva l'uso di armi, è sufficiente a integrare il reato di concorso detenzione armi, anche senza la disponibilità materiale dell'arma o la partecipazione alla fase esecutiva. La Corte ha inoltre ribadito la forza delle presunzioni cautelari previste per i reati con aggravante mafiosa.
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Sponsorizzazioni fittizie: Cassazione nega deducibilità
Una società si è vista negare la deducibilità di costi per sponsorizzazioni sportive, ritenute dall'Agenzia delle Entrate operazioni inesistenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che, di fronte a gravi indizi di operazioni fittizie, spetta al contribuente fornire la prova rigorosa dell'effettiva esecuzione delle prestazioni. La sola documentazione formale, come fatture e pagamenti, non è stata ritenuta sufficiente per superare le presunzioni di frode fiscale legate a sponsorizzazioni fittizie.
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Società a ristretta base: presunzione utili ai soci
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso sulla presunzione di distribuzione di utili non dichiarati in una società a ristretta base a un socio indiretto. La Corte ha accolto il ricorso per difetto di motivazione dell'avviso di accertamento, che non spiegava adeguatamente il nesso con il socio non diretto. Tuttavia, ha confermato la piena legittimità della presunzione di distribuzione degli utili, specificando che essa si estende anche attraverso più livelli societari, purché la compagine sociale rimanga ristretta. La causa è stata rinviata per un nuovo esame sul profilo della motivazione.
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Utili extracontabili: presunzione per i soci indiretti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34888/2025, ha stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili di una società a ristretta base partecipativa si estende anche ai soci persone fisiche che la partecipano indirettamente, attraverso una catena di altre società. La Corte ha chiarito che gli schermi societari non neutralizzano l'efficacia della presunzione, la quale mira a colpire la reale capacità contributiva del beneficiario finale, superando la forma giuridica per arrivare alla sostanza economica.
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Società a ristretta base: utili presunti al socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34432/2025, ha affermato un principio cruciale in materia di accertamenti fiscali verso una società a ristretta base. La Corte ha stabilito che la presunzione di distribuzione di utili extracontabili si applica direttamente al socio persona fisica finale, anche qualora la partecipazione sia detenuta attraverso una società holding interamente controllata. Viene così superato lo schermo societario, attribuendo la responsabilità fiscale direttamente all'ultimo anello della catena di controllo.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Cassazione conferma la legittimità del raddoppio termini accertamento nei confronti di una socia unica di S.r.l. a ristretta base. L'ordinanza stabilisce che la presunzione di distribuzione degli utili extra-bilancio è valida e spetta al contribuente fornire la prova contraria. L'obbligo di denuncia penale è sufficiente a giustificare il raddoppio dei termini, a prescindere dall'esito del procedimento penale.
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Concorso di colpa: presunzione di pari responsabilità
Un'analisi della sentenza del Tribunale di Trieste che, in un caso di incidente stradale con dinamica incerta, ha confermato il principio del concorso di colpa. A seguito di una collisione avvenuta mentre due veicoli rientravano in corsia dopo aver evitato un ostacolo, il giudice ha ritenuto impossibile attribuire la colpa esclusiva a uno dei conducenti, applicando così la presunzione di pari responsabilità prevista dal Codice Civile.
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Compenso professionale: quando è gratuito?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso professionale di un avvocato può essere considerato gratuito se esistono prove sufficienti, come una lunga relazione sentimentale con il cliente. Nel caso specifico, un legale ha richiesto il pagamento per anni di assistenza legale solo dopo la fine della sua relazione con la cliente. I giudici hanno respinto il ricorso, confermando che la presunzione di onerosità della prestazione può essere superata da elementi indiziari gravi, precisi e concordanti che dimostrano un patto di gratuità, anche non scritto.
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Gratuità del patrocinio: la prova nel rapporto affettivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che chiedeva il pagamento di compensi professionali alla sua ex partner. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo provata la gratuità del patrocinio sulla base di una serie di indizi, tra cui la lunga relazione sentimentale tra le parti e l'assenza di richieste di pagamento per anni. Secondo la Corte, sebbene la prestazione legale si presuma onerosa, il cliente può dimostrare la gratuità attraverso prove presuntive, come in questo caso.
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Utili extracontabili: presunzione anche con perdita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34090/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di utili extracontabili. Anche se una società a ristretta base proprietaria presenta un bilancio in perdita, la presunzione di distribuzione degli utili non contabilizzati ai soci rimane valida. La Corte ha chiarito che i ricavi non contabilizzati o i fondi derivanti da costi fittizi sono considerati distratti dalla società e immediatamente distribuiti ai soci, indipendentemente dal risultato economico ufficiale. La decisione del giudice di merito, che aveva annullato l'accertamento fiscale basandosi sulla perdita di esercizio, è stata quindi cassata con rinvio.
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Presunzione di gratuità: avvocato e cliente legati
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il compenso a un avvocato per l'attività svolta in favore di un'ex partner. La lunga relazione sentimentale e l'assenza di richieste di pagamento per anni hanno fatto scattare una presunzione di gratuità, superando la normale onerosità della prestazione professionale. La Corte ha stabilito che la prova della gratuità, a carico del cliente, può essere fornita anche tramite presunzioni gravi, precise e concordanti.
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Prestazione gratuita avvocato: quando non è dovuto
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali a una sua ex cliente, con cui aveva avuto una lunga relazione sentimentale, solo dopo la fine del loro rapporto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta dell'avvocato. È stato stabilito che la prestazione gratuita dell'avvocato era stata provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la durata quasi decennale della relazione e l'assenza di richieste di pagamento per tutto quel periodo, superando così la normale presunzione di onerosità della professione legale.
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Presunzione distribuzione utili: vale con bilancio in perdita
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presunzione di distribuzione utili non dichiarati ai soci di una società a ristretta base proprietaria è valida anche se il bilancio ufficiale dell'azienda risulta in perdita. Secondo la Corte, i profitti extracontabili, derivanti da ricavi occulti o costi indeducibili, non entrano nella contabilità ufficiale e si presume quindi che vengano distribuiti direttamente ai soci, rendendo irrilevante il risultato contabile negativo.
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Compenso professionale gratuito: quando è presunto?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei compensi professionali a una ex cliente, con cui aveva avuto una lunga relazione sentimentale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava il diritto al compenso, ritenendo provato il carattere gratuito della prestazione. La Corte ha valorizzato una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come la durata decennale del rapporto affettivo e l'assenza di richieste di pagamento prima della rottura, stabilendo che in questi casi si può superare la normale onerosità della prestazione professionale.
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Compenso professionale gratuito: quando si presume?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che chiedeva il pagamento di compensi per prestazioni professionali svolte a favore della sua ex-partner. La Corte ha stabilito che, nonostante la prestazione d'opera intellettuale si presuma onerosa, è possibile dimostrare la sua gratuità attraverso prove presuntive. In questo caso, la lunga relazione sentimentale, l'assenza di richieste di pagamento per quasi un decennio e la notevole mole di lavoro svolto sono stati considerati elementi sufficienti a superare la presunzione di onerosità, confermando la natura di compenso professionale gratuito del rapporto.
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Presunzione distribuzione utili: vale anche con holding?
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori ricavi occulti di una società operativa e, di conseguenza, ha imputato una quota di tali utili non dichiarati al socio unico della società holding che la controllava interamente. Il contribuente ha impugnato l'atto, ma il suo ricorso è stato respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione, stabilendo che la presunzione di distribuzione utili in società a ristretta base proprietaria si applica anche quando la partecipazione è detenuta tramite un'altra società (holding), a sua volta a base ristretta. La Corte ha chiarito che l'onere di provare il mancato incasso degli utili ricade sul contribuente, che deve dimostrare il reinvestimento o l'accantonamento dei fondi, non essendo sufficiente provare la propria estraneità alla gestione operativa.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Un'azienda ha subito un accertamento induttivo dopo aver venduto merce a prezzi scontati del 90% a seguito di un'alluvione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che la valutazione delle prove e la congruità dello sconto sono questioni di merito non riesaminabili in sede di legittimità, e che la motivazione della corte d'appello, seppur sintetica, era sufficiente e non meramente apparente.
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Contributo di bonifica: la presunzione di beneficio
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per un contributo di bonifica, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'inclusione di un immobile nel piano di classifica del consorzio crea una presunzione di beneficio. Tale presunzione può essere superata solo da una prova specifica fornita dal contribuente. La Corte ha ribadito che il contributo di bonifica ha natura di tributo e non di corrispettivo per un servizio specifico, essendo dovuto in base alla potenziale fruibilità delle opere del consorzio.
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