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Presunzione Iuris Tantum

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362 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità da prospetto: la Cassazione decide
Una società di investimento ha citato in giudizio una compagnia assicurativa per i danni subiti a seguito della sottoscrizione di un aumento di capitale basato su un prospetto informativo rivelatosi falso e reticente. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha ribadito i principi fondamentali in materia di responsabilità da prospetto, specificando che esiste una presunzione di nesso causale tra le informazioni scorrette e il danno. L'onere di provare l'irrilevanza di tali informazioni per la scelta dell'investitore spetta esclusivamente all'emittente.
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Irragionevole durata processo: niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per l'irragionevole durata del processo a un gruppo di cittadini il cui ricorso amministrativo si era estinto per perenzione. La Corte ha stabilito che la legge presume l'assenza di un danno quando una parte non mostra interesse a proseguire la causa, e i ricorrenti non hanno fornito prove sufficienti a superare tale presunzione.
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Equa riparazione e causa estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che non spetta l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo se la causa si è estinta per inattività delle parti, inclusa la cancellazione dal ruolo (art. 309 c.p.c.). Si presume, infatti, il disinteresse della parte a proseguire il giudizio. Per ottenere il risarcimento, il cittadino deve fornire la prova contraria di aver subito un concreto pregiudizio.
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Irrisorietà della pretesa: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto un'equa riparazione per la durata irragionevole di una procedura fallimentare. Il Ministero della Giustizia si è opposto, sostenendo l'irrisorietà della pretesa creditoria, pari a 24.000 euro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11442/2025, ha respinto il ricorso del Ministero. Ha chiarito che la valutazione sull'irrisorietà della pretesa deve considerare sia il valore oggettivo della causa sia le condizioni soggettive del richiedente. Inoltre, ha ribadito che il danno da ritardo si presume, e spetta all'Amministrazione fornire la prova contraria per escludere il diritto al risarcimento.
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Irrisorietà della pretesa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo come valutare l'irrisorietà della pretesa per l'indennizzo da irragionevole durata del processo. La Corte ha chiarito che non basta il solo valore economico della causa, ma occorre considerare anche le condizioni personali del richiedente. Un credito di circa 6.000 euro non è stato ritenuto automaticamente irrisorio per una società, e l'onere di provare il contrario spetta all'Amministrazione statale.
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Impugnazione atti facoltativa: la Cassazione decide
La Cassazione chiarisce la natura dell'impugnazione atti facoltativa per i contributi di bonifica. Un avviso di pagamento preliminare è un atto atipico, la cui mancata impugnazione non preclude la difesa successiva. La Corte ha stabilito che l'emissione di un atto successivo assorbe il precedente, e ha annullato parzialmente la pretesa tributaria in forza di un giudicato esterno relativo a un'annualità precedente.
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Contributi consortili: onere della prova del beneficio
Una società di gestione autostradale ha impugnato una cartella di pagamento per contributi consortili, sostenendo la mancanza di un beneficio diretto per le proprie infrastrutture. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'inclusione di un immobile in un piano di classifica approvato crea una presunzione di beneficio. Per superare tale presunzione, il contribuente deve fornire prove specifiche e non una generica contestazione, confermando così l'obbligo di pagamento dei contributi consortili.
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Contributo consortile: quando è dovuto il pagamento?
Un proprietario terriero si opponeva al pagamento di un contributo consortile, sostenendo di non ricevere alcun beneficio concreto, dato che la fornitura d'acqua era stata interrotta per morosità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione del terreno nel perimetro di contribuenza genera una presunzione di beneficio, anche solo potenziale. Spetta al contribuente dimostrare l'assenza totale di vantaggio. L'interruzione del servizio per colpa dell'utente non estingue l'obbligo di pagamento.
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Contributi di bonifica: quando si paga e la prova
Una società ha contestato una richiesta di pagamento per contributi di bonifica, sostenendo di non ricevere alcun beneficio diretto dalle opere del consorzio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se un immobile è incluso nel piano di classifica approvato di un consorzio, si presume che riceva un beneficio. Questa presunzione inverte l'onere della prova, obbligando il contribuente a dimostrare l'assoluta assenza di qualsiasi vantaggio, anche indiretto, per essere esentato dal pagamento.
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Contributi consortili: chi prova il beneficio?
Un ente comunale ha contestato il pagamento dei contributi consortili, sostenendo l'illegittimità del piano di classifica e l'assenza di un beneficio diretto per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: in presenza di un piano di classifica regolarmente approvato, il beneficio per gli immobili inclusi nel perimetro di contribuenza si presume. Di conseguenza, l'onere di dimostrare l'assenza di tale vantaggio ricade sul contribuente, le cui contestazioni generiche non sono sufficienti a superare la presunzione.
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Contributi di bonifica: onere della prova e beni statali
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un consorzio di bonifica contro un'agenzia statale per il pagamento dei contributi di bonifica su terreni demaniali. La Corte ha chiarito che, sebbene i beni statali non siano esenti, il consorzio ha l'onere di provare il beneficio specifico se i beni non sono inclusi nel perimetro di contribuenza. La decisione si è basata sull'accertamento di fatto del giudice di merito, non rivedibile in sede di legittimità, che ha negato sia l'inclusione dei terreni nel perimetro sia la prova di un vantaggio concreto.
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Contributi consortili: onere della prova e beneficio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro il pagamento dei contributi consortili. La Corte ha stabilito che l'inclusione di un immobile in un 'piano di classifica' approvato crea una presunzione legale del beneficio ricevuto. Spetta quindi al contribuente, e non al consorzio, l'onere della prova contraria, dimostrando specificamente l'assenza di un vantaggio diretto e immediato per la sua proprietà.
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Contributi consortili: onere della prova senza piano
Una proprietaria terriera ha contestato una richiesta di pagamento per contributi consortili. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del giudice di secondo grado, ritenendola viziata da una motivazione illogica. La corte inferiore aveva giustificato il tributo del 2011 basandosi su un programma di opere future (2014-2016), senza fornire prove concrete di un beneficio diretto e specifico per l'immobile in quell'anno. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame, ribadendo che, in assenza di un piano di classifica, spetta al consorzio l'onere di provare il vantaggio effettivo.
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Conto cointestato: prova della provenienza del denaro
In una causa tra coniugi separati per la restituzione di somme prelevate da un conto cointestato, la Cassazione conferma la decisione d'appello. Viene rigettata la richiesta della moglie, poiché il marito ha superato la presunzione di comproprietà dimostrando, con documenti prodotti in appello, la provenienza esclusiva dei fondi versati sul conto. Il ricorso della moglie è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali.
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Competenza territoriale: sede legale vs sede effettiva
Una società ha contestato la decisione che fissava la competenza territoriale per la sua liquidazione giudiziale presso la sede operativa anziché quella legale. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il 'centro degli interessi principali' prevale sull'indirizzo formale, basandosi su prove concrete del luogo dove si svolge l'attività direttiva e amministrativa.
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Contributi consortili: onere della prova e beneficio
Una società agricola ha impugnato una cartella di pagamento per contributi consortili. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione alla società, sostenendo che il Consorzio non avesse provato il beneficio effettivo per l'immobile. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, in presenza di un piano di classifica e di un perimetro di contribuenza regolarmente approvati, il beneficio si presume. Di conseguenza, spetta al contribuente, e non al Consorzio, l'onere di provare la mancanza di tale beneficio per i propri terreni e giustificare così il mancato pagamento dei contributi consortili.
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Confisca allargata: legittimo il sequestro sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato per associazione mafiosa contro il sequestro di 49.000 euro. La Corte ha ribadito che, in caso di confisca allargata, non è necessario provare il nesso diretto tra il bene e il reato, ma è sufficiente la sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato. L'onere di dimostrare la provenienza lecita dei beni ricade sull'interessato, che in questo caso non ha fornito prove sufficienti.
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Partecipazione associazione a delinquere: la prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto indagato per il reato di partecipazione ad un'associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La difesa sosteneva che il rapporto fosse meramente occasionale, ma la Corte ha confermato la misura cautelare, ritenendo che elementi come un compenso fisso mensile, la disponibilità di un'auto modificata per il trasporto e l'assistenza legale fornita dal gruppo fossero indici inequivocabili di un'integrazione stabile e organica dell'individuo nel sodalizio criminoso.
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Equa riparazione: sì anche per le grandi aziende
Una società per azioni, creditrice in una procedura fallimentare durata irragionevolmente a lungo, si è vista negare l'indennizzo per equa riparazione perché il suo credito, pur non esiguo, è stato ritenuto 'irrisorio' rispetto al suo ingente patrimonio. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la solidità economica di un'azienda non può essere usata per negarle il diritto all'indennizzo quando il valore della causa non è oggettivamente insignificante. Il criterio delle 'condizioni personali' serve a tutelare i più deboli, non a penalizzare le imprese solide.
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Valore probatorio bilancio: la Cassazione decide
In una controversia sull'imposta di successione, l'Agenzia delle Entrate contestava l'omissione di partecipazioni in società estere. La Cassazione ha stabilito che il valore probatorio del bilancio è quello di una presunzione semplice, non di una prova legale assoluta. Gli eredi hanno dimostrato con successo che le società erano fittizie, superando così la presunzione derivante dalle scritture contabili e ottenendo l'annullamento della pretesa fiscale.
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