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Presunzione Di Abbandono

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una regola processuale secondo cui una richiesta (ad esempio di prova) si considera ritirata se non viene specificamente riproposta in determinati momenti chiave del processo, come la precisazione delle conclusioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mancata reiterazione istanze istruttorie e perdita della prova
Un creditore avvia l'esecuzione forzata per il recupero di un credito professionale. Il debitore propone opposizione sostenendo l'avvenuta estinzione del debito ad opera di un terzo. Il giudice di primo grado rigetta le prove testimoniali e respinge l'opposizione. In appello, il Tribunale ammette le testimonianze e dichiara estinto il debito. Il creditore ricorre in Cassazione eccependo la mancata reiterazione istanze istruttorie nel verbale delle conclusioni di primo grado. La Suprema Corte accoglie il ricorso: l'omessa riproposizione delle prove respinte comporta la presunzione di abbandono e ne vieta l'ammissione in appello. I giudici annullano la decisione di secondo grado e confermano l'obbligo di pagamento del debitore.
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Abbandono delle istanze istruttorie: no al rigetto automatico
Il Contribuente ha proposto querela di falso contro le attestazioni di un avviso di ricevimento postale dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda ritenendo che il Contribuente avesse rinunciato alle prove non avendole riproposte specificamente all'udienza di precisazione delle conclusioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Contribuente, stabilendo che la presunzione di abbandono delle istanze istruttorie non è assoluta. Il giudice di merito deve compiere una valutazione complessiva della condotta processuale della parte e dei suoi scritti difensivi per verificare se emerga una reale volontà di rinunciare alle prove o se, al contrario, vi sia l'intenzione di insistere su di esse. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Reiterazione delle istanze istruttorie: prove salve senza parole
L'Ex Moglie ha citato in giudizio l'Ex Marito chiedendo la restituzione di cinquantunomila euro versati tramite bonifico bancario, sostenendo si trattasse di un prestito. L'Ex Marito ha negato la causale del mutuo. Nei gradi di merito, la domanda è stata respinta poiché i giudici hanno ritenuto non provato il contratto e hanno considerato abbandonata la richiesta di prova testimoniale, in quanto non espressamente ripetuta all'udienza finale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ex Moglie, stabilendo che la reiterazione delle istanze istruttorie non richiede formule solenni se la volontà di insistere emerge chiaramente dalle note difensive depositate poco prima dell'udienza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Revoca del contributo pubblico: salvi i macchinari invenduti
Un'impresa riceve un finanziamento per l'acquisto di un capannone e di alcuni macchinari. Successivamente, cede l'immobile a un'altra società, che glielo concede in affitto, ma trattiene la proprietà dei macchinari. L'ente pubblico dispone la revoca del contributo pubblico per intero. L'impresa si oppone, chiedendo che la revoca sia quantomeno parziale, limitata al solo immobile venduto. La Corte d'Appello dichiara inammissibile questa richiesta ritenendola una domanda nuova. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'impresa: la richiesta di riduzione del rimborso non era affatto nuova, essendo stata sollevata fin dall'inizio del processo. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per ricalcolare la somma da restituire, salvando potenzialmente la quota di finanziamento destinata ai macchinari rimasti di proprietà dell'impresa.
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Rinuncia alle istanze istruttorie: famiglia perde la casa
La Cassazione ha chiarito le conseguenze della rinuncia alle istanze istruttorie. Nel caso esaminato, un imprenditore, prima del fallimento della sua società, aveva trasferito due immobili alla famiglia. La moglie e la figlia, convenute in giudizio dalla curatela fallimentare, hanno perso la causa per un errore procedurale. Non avendo reiterato in modo specifico le loro richieste di prova nella fase finale del primo grado, i giudici hanno presunto il loro abbandono. L'appello è stato quindi respinto, confermando che gli atti di trasferimento dei beni sono inefficaci nei confronti dei creditori. Il fallimento vince e può aggredire gli immobili.
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Istanze istruttorie: come non perderle nel processo
In una causa per inadempimento contrattuale relativo a una fornitura di prodotti agricoli, la Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio processuale. La Corte ha stabilito che le istanze istruttorie non sono automaticamente considerate abbandonate se non vengono esplicitamente reiterate in sede di precisazione delle conclusioni. Il giudice deve, infatti, valutare la condotta processuale complessiva della parte per accertare la sua effettiva volontà di insistere sulle prove richieste. Di conseguenza, la sentenza d'appello che aveva applicato una presunzione rigida di abbandono è stata annullata con rinvio.
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