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Prescrizione — Anno 2022

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2912 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Prescrizione

Provvedimenti

Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha chiarito i termini di Prescrizione contributi Gestione Separata. Un professionista aveva contestato la richiesta INPS per contributi 2009, eccependo la prescrizione. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, calcolando la prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha invece stabilito che il "dies a quo" (il giorno di inizio del calcolo) per la Prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del versamento, incluse le proroghe legali previste per i contribuenti soggetti a studi di settore. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame, che dovrà considerare il termine prorogato.
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Prescrizione contributi INPS: non basta un errore per il dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS aveva emesso un avviso di addebito per contributi non versati alla Gestione Separata. Il professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, escludendo l'occultamento doloso del debito a causa dell'incertezza normativa dell'epoca e della buona fede del professionista. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso, lasciando al giudice di merito la valutazione dell'intenzione. L'INPS ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi previdenziali: salva la richiesta INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di somme dovute alla Gestione Separata per l'anno 2008 a un Professionista. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi previdenziali quinquennale, calcolando il termine iniziale al 16 giugno 2009 rispetto alla diffida ricevuta il 30 giugno 2014. L'Ente Previdenziale ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di versamento per i soggetti interessati dagli studi di settore era stato prorogato per legge al 6 luglio 2009. Di conseguenza, il giudice di legittimità può correggere d'ufficio il giorno di decorrenza iniziale della prescrizione senza vincoli di giudicato interno. La richiesta dell'Ente Previdenziale risulta quindi tempestiva e la sentenza precedente è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Ribalta i Termini
L'Ente Previdenziale ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la Prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo scaduto il termine quinquennale. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che un DPCM aveva posticipato la scadenza del pagamento dei contributi al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata prorogata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi previdenziali: quando il termine slitta?
La Corte d'Appello aveva dichiarato la **prescrizione contributi previdenziali** per una professionista, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria. L'Ente Previdenziale ha contestato, sostenendo che un differimento legale del termine di versamento al 6 luglio 2009 avrebbe dovuto spostare anche il *dies a quo* (il punto di partenza) della prescrizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il differimento della scadenza di pagamento dei contributi sposta di conseguenza anche l'inizio del periodo di prescrizione. La sentenza d'Appello è stata annullata e il caso rinviato per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi INPS: citato il soggetto sbagliato
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo contestando la prescrizione contributi INPS e sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La ricorrente ha convenuto in giudizio esclusivamente l'agente della riscossione, escludendo l'istituto previdenziale titolare del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cittadina, confermando l'orientamento delle Sezioni Unite. I giudici hanno chiarito che, quando l'opposizione riguarda l'estinzione del debito per decorso del tempo o motivi di merito, la causa deve rivolgersi unicamente contro l'ente impositore. L'agente della riscossione resta estraneo al rapporto sostanziale di credito ed è privo di legittimazione a difendersi sul merito.
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Prescrizione Contributi INPS: L’omissione non è sempre occultamento doloso
L'INPS ha impugnato una sentenza che dichiarava prescritti i contributi previdenziali dovuti da un Lavoratore autonomo per il 2011, iscritto alla Gestione Separata. L'Istituto sosteneva che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che l'omissione del "Quadro RR" non implica automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo, specialmente se il Lavoratore aveva comunque dichiarato i propri introiti. Pertanto, la prescrizione contributi INPS è stata confermata.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine non è sempre fisso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della richiesta di pagamento. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la decorrenza della prescrizione deve tenere conto di eventuali differimenti dei termini di versamento stabiliti per legge. Nel caso specifico, un decreto aveva posticipato la scadenza dei contributi 2009. Pertanto, la richiesta dell'Ente Previdenziale era avvenuta prima che la prescrizione si compisse. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per una nuova decisione.
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Compensi Medici: La Prescrizione Vince sull’Interruzione Fallita
I Medici hanno chiesto all'Azienda Sanitaria il pagamento di compensi arretrati. I giudici di merito hanno riconosciuto il diritto ai compensi, ma solo per le somme non colpite da prescrizione. I Medici hanno tentato l'interruzione della prescrizione con diffide e delibere aziendali. La Corte d'Appello ha escluso l'efficacia interruttiva delle diffide per mancanza di prova del mandato e delle delibere perché troppo generiche. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei Medici, confermando che l'interruzione della prescrizione non è avvenuta validamente. Questo perché il ricorso non ha contestato adeguatamente le motivazioni della sentenza precedente.
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Prescrizione contributi INPS: proroga fiscale salva l’addebito
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009 a un Professionista. Quest'ultimo ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che il termine quinquennale decorresse dal 16 giugno 2010 e fosse quindi spirato prima della notifica dell'avviso, giunta il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello ha dato ragione al Professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti con attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, il termine quinquennale di prescrizione decorreva da tale data differita e l'atto interruttivo del 30 giugno 2015 è pienamente tempestivo ed efficace. L'Ente vince il ricorso e il credito previdenziale rimane valido ed esigibile.
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Cartelle di pagamento: l’ente perde il ricorso per procura nulla
Un cittadino ha impugnato con successo diverse cartelle di pagamento per vizi di notifica e intervenuta prescrizione dei crediti. L'ente di riscossione non ha dimostrato la regolare trasmissione degli atti nei gradi di merito, producendo i documenti oltre i termini consentiti. L'Agenzia delle Entrate Riscossione ha quindi proposto ricorso per Cassazione affidando la difesa a un avvocato del libero foro invece che all'Avvocatura dello Stato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente per difetto di valida procura, mancando una specifica delibera autorizzativa alla deroga. Anche il ricorso incidentale del contribuente è decaduto per tardività. Il contribuente ottiene la conferma definitiva dell'annullamento delle pretese debitorie.
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Ricorso per revocazione: errore di fatto ed autosufficienza
Una lavoratrice ha agito contro il datore di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive. Dopo un iniziale accoglimento, i giudici hanno dichiarato prescritto il credito retributivo a causa della nullità della prima notificazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso ordinario della donna perché non aveva trascritto nel testo l'atto di precetto, ritenuto essenziale per dimostrare l'interruzione della prescrizione. La dipendente ha quindi proposto ricorso per revocazione, sostenendo che i giudici avessero commesso una svista materiale non considerando lo smarrimento del documento. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione: contestare la necessità di trascrivere l'atto costituisce una censura di diritto sul principio di autosufficienza e non un errore materiale di fatto.
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Prescrizione Tributi Erariali: Notifica Valida, Termine Decennale
Un Contribuente ha contestato le intimazioni di pagamento relative a diverse cartelle. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato le cartelle, sostenendo irregolarità nelle notifiche e l'avvenuta prescrizione tributi erariali. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che la notifica al portiere è valida se seguita da raccomandata informativa e che la prescrizione tributi erariali (IRPEF, IRES, IRAP, IVA) è decennale. La Corte ha inoltre ribadito che la mancata impugnazione di una cartella non converte un termine di prescrizione breve in uno lungo, salvo sentenza definitiva. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Interruzione Prescrizione Tributaria: Fisco e Contribuente, la prova
Un Contribuente ha impugnato cartelle esattoriali per prescrizione. L'Agenzia delle Entrate ha sostenuto l'**interruzione della prescrizione tributaria**. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'interruzione della prescrizione è un'eccezione in senso lato, quindi il giudice può rilevarla d'ufficio e non è una 'nuova eccezione' in appello. Inoltre, ha precisato che l'onere di provare la mancata ricezione o il contenuto diverso di un atto notificato spetta al destinatario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione del caso.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta le decisioni
L'INPS ha contestato una decisione che aveva dichiarato prescritta la sua richiesta di contributi previdenziali dalla Gestione Separata a un professionista per il 2009. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione di un decreto che differiva i termini di pagamento, ritenendo che non valesse per chi non rientrava negli 'studi di settore'. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale interpretazione, stabilendo che il differimento si applica a tutte le attività per cui esistono studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale del singolo. Questo incide sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. La Cassazione ha accolto il ricorso INPS, cassato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Definizione Agevolata Negata, Ricorso Fiscale Inammissibile per Errore
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso complesso riguardante una società e l'Agenzia delle Entrate. La società aveva impugnato una cartella di pagamento per sanzioni, ottenendo l'accoglimento della prescrizione. Successivamente, ha tentato la **definizione agevolata controversia tributaria**, ma l'Agenzia ha negato questa possibilità, sostenendo che la cartella non fosse il primo atto impositivo. L'Agenzia ha poi proposto ricorso in Cassazione contro la prescrizione, ma lo ha fatto contro la persona fisica titolare e non contro la società. La Cassazione ha rigettato l'impugnazione della definizione agevolata e ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia per vizio di parte. Le spese sono state compensate.
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Prescrizione Debiti Tributari: Cassazione Ritiene Necessario Approfondimento
L'Azienda ha contestato l'intimazione di pagamento per alcune cartelle esattoriali. La Commissione Tributaria Regionale ha riconosciuto la prescrizione debiti tributari per due cartelle, ma ha ritenuto interrotta la prescrizione per una terza. L'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la violazione di norme sulla prescrizione e sull'onere della prova. Anche l'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso incidentale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito, ma ha rimesso la causa alla pubblica udienza di una diversa sezione civile per un approfondimento.
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Contributi di bonifica: no alla prescrizione d’ufficio
L'Ente di Bonifica ha notificato una cartella di pagamento a un cittadino per riscuotere contributi di bonifica relativi a un'annualità pregressa, dopo che una precedente cartella era stata annullata per vizi formali. Il contribuente ha impugnato l'atto sostenendo la prescrizione, basando la propria difesa sul fatto che i tributi richiesti fossero diversi da quelli della prima cartella. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato prescritti i crediti, ritenendo però d'ufficio che i tributi fossero identici. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: i giudici d'appello hanno violato il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, avendo deciso la controversia su presupposti estranei alle difese sollevate dal contribuente. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione Contributi Previdenziali: La Cassazione ribalta il “dies a quo”
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi previdenziali** dovuti da un professionista alla Gestione Separata INPS. L'Istituto previdenziale aveva richiesto contributi del 2010 nel 2016, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato la pretesa prescritta, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza *effettivamente prorogata* per il versamento dei contributi, come previsto da un decreto ministeriale (D.P.C.M. 2011) che aveva differito i pagamenti per i soggetti con studi di settore. Pertanto, la richiesta dell'INPS non era tardiva. La causa tornerà in Appello per una nuova valutazione.
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Furto in Hotel: La Prescrizione del Diritto al Risarcimento non è sempre breve
Un veicolo assicurato è stato rubato da un garage di un hotel. L'Assicuratore ha risarcito il Proprietario del Veicolo e ha poi agito in giudizio contro l'Albergatore e il Gestore del Garage per recuperare la somma, invocando la surrogazione. La controversia principale riguardava la natura del rapporto tra il Proprietario del Veicolo e l'Albergatore: contrattuale (deposito) o extracontrattuale (aquiliana). Questa distinzione era cruciale per stabilire il termine di prescrizione del diritto al risarcimento. La Corte d'Appello aveva ritenuto il diritto prescritto, qualificandolo come aquiliano. La Cassazione ha invece stabilito che il deposito di un bene altrui è un contratto a favore di terzo, rendendo il diritto al risarcimento di natura contrattuale e quindi soggetto alla prescrizione decennale. Di conseguenza, il diritto al risarcimento non era prescritto.
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