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Prescrizione Rimesse Solutorie

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione rimesse solutorie: vince la banca senza estratti
Una società e i suoi fideiussori hanno contestato l'applicazione di interessi illegittimi e anatocismo su un conto corrente. La Corte d'Appello ha accolto parzialmente la domanda, respingendo l'eccezione di prescrizione della banca per mancanza di estratti conto completi. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'istituto di credito, stabilendo che spetta al correntista che agisce per la restituzione delle somme l'onere di produrre la documentazione per dimostrare la natura delle rimesse. La Suprema Corte ha chiarito che la prescrizione rimesse solutorie decorre dai singoli versamenti eseguiti su conto non affidato, e che la mancanza di un contratto scritto di affidamento impedisce di considerare i versamenti come ripristinatori. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione Rimesse Solutorie: No al Fido di Fatto Bancario
Una società ha citato in giudizio una banca per recuperare oneri ritenuti illegittimi. La banca si è difesa sostenendo che il diritto alla restituzione era scaduto. La Cassazione ha dato ragione alla banca, chiarendo il principio della prescrizione rimesse solutorie. Ha stabilito che il termine di dieci anni per la richiesta di rimborso non parte dalla chiusura del conto, ma dalla data di ogni singolo versamento effettuato per coprire un 'rosso' non autorizzato da un contratto di fido. La Corte ha inoltre ribadito l'inesistenza giuridica del cosiddetto 'fido di fatto', affermando che la sola tolleranza della banca non equivale a un'apertura di credito formale.
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Prescrizione Rimesse Solutorie: la Banca vince anche a conto aperto
Un'azienda ha citato in giudizio la propria banca per recuperare interessi e commissioni ritenuti illegittimi. La banca si è difesa sollevando l'eccezione di prescrizione per i versamenti più datati. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla banca, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione rimesse solutorie. Anche se il conto corrente è ancora aperto, il termine di dieci anni per chiedere la restituzione di un versamento con funzione di pagamento (solutoria) decorre dalla data del singolo versamento e non dalla chiusura del conto. La banca ha quindi il diritto di opporre la prescrizione per le rimesse più vecchie.
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Prescrizione Rimesse Solutorie: Ruolo del Fido
Una società e i suoi fideiussori hanno agito contro una banca per la restituzione di somme indebitamente versate su un conto corrente. La banca si è difesa eccependo la prescrizione del diritto alla restituzione. Il nodo centrale della controversia è diventato stabilire la natura dei versamenti (ripristinatori o solutori), legata all'esistenza di un'apertura di credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18230/2024, ha stabilito un principio fondamentale: l'esistenza di un fido, anche "di fatto", costituisce un'eccezione in senso lato. Ciò significa che il giudice deve valutarla sulla base dei documenti in atti per decidere sulla prescrizione rimesse solutorie, anche se il cliente non l'ha specificamente allegata nei suoi scritti difensivi iniziali. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Prescrizione rimesse solutorie: la Cassazione decide
Un istituto di credito ha impugnato una sentenza che lo condannava a rimborsare somme a una società fallita. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, focalizzandosi sul tema della prescrizione rimesse solutorie. È stato stabilito che per sollevare l'eccezione di prescrizione è sufficiente per la banca affermare l'inerzia del correntista, senza dover specificare quali singole rimesse abbiano natura solutoria. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo punto e su questioni relative all'usura.
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Prescrizione rimesse solutorie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6684/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una correntista contro una banca. Il caso verteva sulla richiesta di restituzione di somme indebitamente pagate. La Corte ha ribadito principi chiave sulla prescrizione rimesse solutorie, confermando che l'eccezione di prescrizione sollevata dalla banca può essere generica e che spetta al cliente l'onere di provare l'esistenza di un contratto di apertura di credito per qualificare i versamenti come ripristinatori e non solutori, dai quali decorre la prescrizione decennale.
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Prescrizione rimesse solutorie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12954/2025, chiarisce il regime della prescrizione delle rimesse bancarie. In assenza di un'apertura di credito formalizzata, i versamenti su un conto con saldo passivo sono considerati 'solutori', ovvero pagamenti di un debito. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per la richiesta di restituzione da parte del cliente decorre da ogni singola operazione e non dalla chiusura del conto. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare la natura meramente 'ripristinatoria' delle rimesse (e quindi l'esistenza di un fido) grava sul correntista. Il ricorso della società è stato rigettato per infondatezza e inammissibilità di alcuni motivi per difetto di autosufficienza.
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Prescrizione rimesse solutorie: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12955/2025, interviene su un contenzioso bancario relativo alla restituzione di somme indebitamente pagate (ripetizione d'indebito). La Corte ha accolto i motivi di ricorso della banca, stabilendo principi chiave sulla prescrizione rimesse solutorie. È stato chiarito che spetta al correntista, e non alla banca, l'onere di provare l'esistenza di un contratto di affidamento che renda le rimesse 'ripristinatorie' e quindi non soggette alla prescrizione decennale. La banca deve solo sollevare l'eccezione di prescrizione, senza dover specificare le singole rimesse. La Corte ha inoltre ritenuto non tardive le contestazioni alla perizia tecnica (CTU) sollevate dopo i termini previsti, purché non costituiscano eccezioni di nullità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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