Un soggetto, condannato in primo e secondo grado per il reato di sostituzione di persona, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di notifica. La Suprema Corte, pur riconoscendo la complessità della questione procedurale, ha rilevato d'ufficio il sopraggiungere della prescrizione reato. Il delitto, commesso nel 2014, si è estinto per il decorso di dieci anni, tenuto conto di una sospensione di 60 giorni. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, poiché la causa estintiva prevale sui motivi di ricorso, a meno che non emerga un'evidente prova di innocenza.
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