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Prescrizione Presuntiva

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138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Omessa pronuncia: quando l’assorbimento è illegittimo
Un consulente ottiene un decreto ingiuntivo contro un cliente per compensi non pagati. Il cliente si oppone eccependo, tra l'altro, la prescrizione presuntiva dei crediti. La Corte d'Appello, riformando la sentenza di primo grado, accoglie la domanda del consulente ma omette di pronunciarsi sull'eccezione di prescrizione, ritenendola 'assorbita'. La Corte di Cassazione cassa la sentenza per omessa pronuncia, chiarendo che l'assorbimento di un'eccezione è illegittimo quando la decisione sulla questione principale non rende superfluo l'esame dell'eccezione stessa.
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Prescrizione presuntiva: il giuramento del curatore
Una professionista si opponeva al mancato accoglimento del suo credito professionale in un fallimento. Il curatore aveva eccepito la prescrizione presuntiva e, deferitogli giuramento, aveva dichiarato di non essere a conoscenza del pagamento. La Corte di Cassazione, richiamando una recente sentenza delle Sezioni Unite, ha stabilito che la dichiarazione di ignoranza del curatore equivale a un mancato giuramento, favorendo così la posizione del creditore. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando la causa al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Giuramento decisorio: sì al liquidatore dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4322/2024, ha stabilito principi cruciali in materia di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha chiarito che il creditore opponente non deve ri-depositare i documenti già prodotti nella fase amministrativa, ma solo indicarli specificamente. Inoltre, ha ammesso la deferibilità del giuramento decisorio al commissario liquidatore, specificando che la sua dichiarazione di non conoscenza equivale a mancato giuramento, con conseguenze favorevoli per il creditore. Questa decisione rappresenta una significativa evoluzione a tutela dei creditori nelle procedure concorsuali.
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Prescrizione presuntiva: giuramento al curatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4225/2024, ha chiarito la disciplina della prescrizione presuntiva nei contenziosi fallimentari. Un professionista, il cui credito era stato escluso dallo stato passivo per intervenuta prescrizione, ha deferito il giuramento decisorio al curatore. La Corte ha stabilito che la dichiarazione di 'non conoscenza' del curatore circa l'estinzione del debito equivale al mancato giuramento, superando così l'eccezione di prescrizione e portando all'ammissione del credito.
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Prescrizione compensi avvocato: la Cassazione chiarisce
Un'avvocata ha citato in giudizio un ex cliente per il mancato pagamento dei compensi professionali. Il cliente si è difeso eccependo la prescrizione presuntiva del credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di prescrizione compensi avvocato è incompatibile con qualsiasi difesa che contesti l'esistenza o l'ammontare del debito, poiché tale contestazione implica un'ammissione che l'obbligazione non è stata estinta. La Corte ha quindi accolto il ricorso dell'avvocata, cassando la precedente decisione e rinviando la causa al tribunale per un nuovo esame.
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Onorari avvocato: quando le eccezioni sono tardive
In una disputa sugli onorari di un avvocato, l'erede del cliente contesta la condanna al pagamento sollevando eccezioni di incompetenza territoriale e prescrizione presuntiva, oltre a chiedere la restituzione di somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo le eccezioni proceduralmente tardive, inammissibili o infondate, confermando la decisione dei giudici di merito sul pagamento degli onorari dell'avvocato.
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Prescrizione presuntiva: quando è inefficace
Un avvocato chiede il pagamento dei compensi a una ex cliente, che si oppone invocando la prescrizione presuntiva e contestando il debito nel merito. La Cassazione chiarisce che la contestazione del debito è incompatibile con l'eccezione di prescrizione presuntiva, che si fonda sulla presunzione di avvenuto pagamento. L'ordinanza della Corte d'Appello è stata quindi annullata con rinvio.
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Prescrizione presuntiva PA: Inapplicabile ai debiti
La Cassazione chiarisce che la prescrizione presuntiva PA è inapplicabile ai crediti verso una Pubblica Amministrazione, come un'Azienda Sanitaria Locale. La necessità di mandati di pagamento formali esclude la presunzione di estinzione del debito, anche in assenza di contratto scritto. La contestazione della legittimazione passiva equivale ad ammissione di mancato pagamento.
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Onere della prova compenso avvocato: la Cassazione chiarisce
Un avvocato, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, si vede negare il compenso perché non ha provato il mancato pagamento. La Cassazione interviene, chiarendo che l'onere della prova compenso avvocato spetta al debitore. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale che aveva illegittimamente invertito tale onere, sottolineando che il giudice non può presumere il pagamento in assenza di una specifica eccezione della controparte.
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Prescrizione compenso gratuito patrocinio: i chiarimenti
Un avvocato si è visto negare il compenso per gratuito patrocinio a causa della prescrizione presuntiva di tre anni. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per i crediti verso lo Stato si applica la prescrizione ordinaria decennale. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione presuntiva non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere eccepita dal debitore. La sentenza chiarisce i termini di prescrizione del compenso per gratuito patrocinio.
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Prescrizione compenso avvocato: quando inizia a decorrere
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2618/2024, ha stabilito un principio chiave sulla prescrizione del compenso dell'avvocato. In un caso riguardante il recupero di onorari per una procedura esecutiva, la Corte ha chiarito che il termine di prescrizione presuntiva di tre anni decorre dalla conclusione dell'incarico, che coincide con il deposito del provvedimento di assegnazione del credito, e non da successive attività di sollecito. Questa decisione annulla la sentenza di merito che aveva posticipato l'inizio della decorrenza, riaffermando l'esigenza di certezza nei rapporti legali.
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Onere della prova: raccomandata e debito professionale
Un professionista ha agito in giudizio contro un cliente per compensi non pagati. Il cliente ha eccepito il pagamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cliente, chiarendo che in caso di ricezione di una raccomandata, l'onere della prova circa il suo diverso contenuto spetta al destinatario e non al mittente. La Corte ha inoltre ribadito la validità del principio di non dispersione della prova, ammettendo la produzione in appello di documenti già allegati al ricorso per decreto ingiuntivo.
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Termine breve ricorso Cassazione: la notifica via PEC
Un avvocato ha impugnato un'ordinanza relativa a una richiesta di compenso professionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché presentato oltre il termine breve per il ricorso in cassazione di 60 giorni, decorrente dalla data di notifica del provvedimento a mezzo PEC.
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Prescrizione presuntiva: quando non si applica?
Un professionista agisce per il recupero dei suoi onorari, ma il cliente eccepisce la prescrizione presuntiva contestando al contempo il credito. La Corte di Cassazione stabilisce che le due difese sono incompatibili: contestare il debito equivale ad ammettere il mancato pagamento, rendendo inapplicabile la presunzione. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Prescrizione presuntiva e ammissione del debito
Un professionista agiva per il pagamento dei propri compensi a distanza di anni dalla conclusione dell'incarico. Gli eredi del cliente eccepivano la prescrizione presuntiva del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che una generica disponibilità a discutere la pretesa o la mancata contestazione dell'inadempimento non costituiscono ammissione della persistenza del debito, e quindi non sono sufficienti a superare l'eccezione di prescrizione presuntiva.
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Giuramento decisorio: quando chiederlo nel rito sommario
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle cause per compensi professionali soggette a rito sommario, la richiesta di giuramento decisorio per superare l'eccezione di prescrizione presuntiva non è soggetta a preclusioni rigide. Non deve essere formulata necessariamente alla prima udienza, poiché il rito semplificato è privo delle scadenze perentorie tipiche del processo ordinario. La Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile la richiesta perché non presentata 'in limine litis'.
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Prescrizione presuntiva: il curatore può eccepirla
La Corte di Cassazione analizza un caso di opposizione allo stato passivo fallimentare per un credito professionale. Il ricorso è stato respinto perché il tribunale aveva correttamente applicato la prescrizione presuntiva. La Corte ha chiarito che il curatore fallimentare è legittimato a sollevare tale eccezione e che l'appello è inammissibile se non contesta tutte le ragioni autonome della decisione di merito.
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Prescrizione presuntiva: prova del compenso avvocato
Un avvocato agiva per ottenere il pagamento dei suoi compensi, ma il cliente eccepiva la prescrizione presuntiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32715/2024, ha cassato la decisione di merito. Ha stabilito che la procura alle liti costituisce un indice presuntivo del contratto di mandato e che, di fronte all'eccezione di prescrizione presuntiva, il giudice deve valutare l'ammissibilità del giuramento decisorio richiesto dal creditore per provare il mancato pagamento, non potendo limitarsi a constatare la mancata prova.
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Prescrizione presuntiva avvocato: quando non si applica
Un'avvocatessa agisce per ottenere il pagamento dei propri compensi professionali, ma la cliente si oppone eccependo la prescrizione presuntiva. Tuttavia, la cliente contesta anche l'esistenza stessa del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32554/2024, chiarisce che la difesa basata sulla prescrizione presuntiva è incompatibile con la negazione del rapporto obbligatorio. Sostenere che un debito non sia mai sorto equivale ad ammettere che non è stato pagato, facendo così crollare il presupposto della prescrizione stessa. La Corte ha quindi cassato la decisione precedente, affermando un principio fondamentale sull'uso corretto di questa eccezione.
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Prescrizione presuntiva avvocato: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32552/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di compensi professionali. Se un cliente si oppone alla richiesta di pagamento di un avvocato eccependo la prescrizione presuntiva, ma allo stesso tempo contesta l'esistenza stessa del debito (ad esempio, sostenendo che c'era un accordo per non pagare), l'eccezione di prescrizione deve essere respinta. La contestazione del debito equivale a un'ammissione che lo stesso non è stato pagato, rendendo inapplicabile l'istituto della prescrizione presuntiva, che si basa sulla presunzione di avvenuto pagamento. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto dell'avvocato a essere pagato dal proprio cliente rimane valido anche in caso di distrazione delle spese.
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