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Prescrizione Contributi Gestione Separata

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199 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione Separata: vince l’INPS
Un libero professionista ha contestato la richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per l'anno 2008 alla Gestione Separata, sostenendo che il diritto dell'ente fosse ormai estinto per prescrizione quinquennale. Secondo il lavoratore, il termine di cinque anni andava calcolato dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2009, rendendo tardiva la richiesta dell'INPS notificata il 27 giugno 2014. La Corte di Cassazione ha invece rigettato il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe disposte via decreto (D.P.C.M.) per i soggetti sottoposti agli studi di settore, fissata nel caso specifico al 6 luglio 2009. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è stata considerata tempestiva e il professionista è stato condannato a pagare i contributi e le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il Professionista riteneva il debito estinto per decorso del tempo, calcolando la scadenza dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento. Nel caso specifico, un decreto governativo aveva prorogato il termine di versamento al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata il 30 giugno 2015 è tempestiva, poiché avvenuta prima del compimento dei cinque anni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello per un nuovo giudizio.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: l’omissione non è dolo
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento dei contributi per gli anni 2009 e 2010. La lavoratrice si è opposta eccependo la prescrizione del credito. L'ente previdenziale ha sostenuto che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del quadro RR e il dolo. Poiché la professionista aveva regolarmente indicato i propri redditi da lavoro autonomo in un'altra sezione della dichiarazione (quadro CM), non vi era alcuna volontà di nascondere il debito. Di conseguenza, è stata confermata la prescrizione contributi Gestione Separata poiché l'INPS ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS perde la causa
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011. L'ente previdenziale ha notificato la richiesta oltre il termine di cinque anni, sostenendo che la prescrizione contributi Gestione Separata fosse sospesa. Secondo l'INPS, il professionista aveva nascosto dolosamente il debito omettendo di compilare il quadro RR nella dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS. I giudici hanno stabilito che la mancata compilazione del quadro RR non equivale a un occultamento doloso del debito, soprattutto se i redditi sono stati comunque dichiarati altrove. Di conseguenza, i contributi sono prescritti perché l'INPS avrebbe potuto accertare il credito con i normali controlli.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
Un avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, si opponeva alla richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per gli anni 2005 e 2006. La Corte d'appello dichiarava il diritto dell'ente prescritto, calcolando il termine quinquennale dalle scadenze ordinarie di giugno. L'INPS ricorreva in Cassazione, sostenendo che per l'anno 2006 il termine di pagamento era stato prorogato da un decreto governativo a luglio. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'ente previdenziale. Il principio stabilito chiarisce che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal giorno di scadenza reale del pagamento, includendo eventuali proroghe o differimenti dei termini fiscali. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'INPS è tempestiva. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
Un avvocato libero professionista, non iscritto alla Cassa Forense, si opponeva alla richiesta dell'INPS di pagare i contributi previdenziali per gli anni 2009 e 2010, eccependo la prescrizione. La Corte d'appello accoglieva l'eccezione per l'anno 2010, ritenendo tardiva la richiesta dell'ente. La Cassazione ha però ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe governative (D.P.C.M.). Nel caso specifico, la proroga al 6 luglio 2011 ha reso tempestiva la richiesta dell'INPS inviata il 22 giugno 2016. Inoltre, la Corte ha chiarito che la mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi non costituisce un occultamento doloso del debito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop ai calcoli facili
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento di contributi omessi per l'anno 2008. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del professionista, escludendo che l'omessa compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere i termini. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che, prima di valutare la sospensione, i giudici di merito avrebbero dovuto verificare l'esatta decorrenza del termine. Infatti, in tema di prescrizione contributi Gestione Separata, l'eventuale differimento dei termini di pagamento previsto per i contribuenti soggetti agli studi di settore sposta in avanti il giorno di inizio della prescrizione stessa, a prescindere dalla condotta soggettiva del contribuente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince la causa
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite un avviso notificato il 1° luglio 2015. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse scaduto il 16 giugno 2015. La Corte d'Appello ha accolto la tesi del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la proroga dei termini di versamento al 6 luglio 2010, prevista dal D.P.C.M. 10 giugno 2010, si applica oggettivamente a tutti i contribuenti che esercitano attività per cui sono previsti gli studi di settore, anche se aderenti al regime dei minimi. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS è tempestiva e la prescrizione contributi Gestione Separata non si è verificata.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: il DPCM sposta tutto
Un libero professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi del 2009, ritenendola tardiva. L'Ente sostiene che un DPCM aveva posticipato la scadenza del versamento e, di conseguenza, anche l'inizio del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che la proroga del termine di pagamento disposta da un DPCM sposta anche la decorrenza della **prescrizione contributi Gestione Separata**. La richiesta di pagamento, avvenuta entro i cinque anni dalla nuova scadenza, è quindi legittima.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Proroga salva l’INPS
Una professionista iscritta alla Gestione Separata INPS si oppone a una richiesta di pagamento per contributi del 2009, sostenendo che il credito sia estinto. Il nodo della questione riguarda la decorrenza della prescrizione contributi gestione separata. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di cinque anni non parte dalla scadenza originaria, ma da quella successiva fissata da un decreto di proroga (D.P.C.M.). Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti la cui attività rientra in tale ambito, a prescindere dal regime fiscale concretamente adottato. Di conseguenza, il credito dell'Ente Previdenziale non era prescritto al momento della notifica. L'Ente vince la causa.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un'avvocatessa iscritta alla Gestione separata si oppone a una richiesta di contributi del 2009, ritenendola prescritta. I giudici di merito le danno ragione, calcolando la prescrizione dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che una proroga governativa (D.P.C.M.) aveva spostato la scadenza al 6 luglio 2010. Tale proroga, legata agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti operanti in quelle categorie, anche se in regime fiscale agevolato. Di conseguenza, il termine per la prescrizione contributi Gestione separata è partito più tardi, rendendo valida la richiesta dell'INPS. L'ente previdenziale vince la causa.
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Proroga pagamenti e Prescrizione Contributi Gestione Separata
Una professionista si opponeva alla richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi del 2009, sostenendo che il debito fosse estinto. I giudici di merito le avevano dato ragione. L'INPS, però, ha contestato in Cassazione che una proroga governativa dei termini di pagamento per quell'anno avesse spostato in avanti la data di inizio della prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che i giudici precedenti avevano erroneamente ignorato l'impatto della proroga. La questione della decorrenza della prescrizione contributi Gestione separata dovrà quindi essere riesaminata. L'INPS vince il ricorso.
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Prescrizione Contributi: la proroga salva l’INPS anche sui minimi
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione contributi Gestione separata. Una professionista, in regime dei minimi, riteneva prescritta una richiesta dell'INPS per contributi del 2009. L'INPS invocava una proroga dei termini di pagamento, concessa a tutte le attività soggette a studi di settore. La Corte ha stabilito che la proroga si applica in modo oggettivo a tutte le attività di un dato settore, indipendentemente dal regime fiscale soggettivo del contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione è partito dalla data posticipata, rendendo valida la richiesta dell'INPS. La pretesa dell'ente previdenziale non era quindi prescritta.
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Prescrizione Contributi: Proroga Salva l’Ente, Professionista Paga
Una professionista riteneva estinto per prescrizione il suo debito contributivo verso l'Ente Previdenziale. Il nodo della questione era il 'dies a quo', ovvero il giorno di partenza del calcolo dei cinque anni. L'Ente invocava una proroga dei termini di pagamento, stabilita per le attività soggette a studi di settore, che spostava in avanti l'inizio della prescrizione. La professionista, in regime fiscale agevolato (dei minimi), sosteneva che tale proroga non la riguardasse. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la proroga si applica a tutte le attività economiche rientranti negli studi di settore, a prescindere dal regime fiscale concreto del contribuente. Di conseguenza, ha annullato la decisione precedente, bloccando la prescrizione contributi Gestione Separata e dando ragione all'Ente.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga vale per tutti
Una libera professionista, in regime fiscale agevolato, si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei contributi. Il nodo della questione era una proroga dei termini di pagamento, legata agli studi di settore, che la professionista riteneva non applicabile a lei. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**: la proroga si applica in modo oggettivo a tutti coloro che svolgono un'attività per cui esistono gli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale personale. Di conseguenza, il termine per pagare era stato spostato per tutti, la prescrizione non era maturata e l'Ente Previdenziale ha vinto la causa.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
La Corte di Cassazione interviene sulla decorrenza della prescrizione contributi Gestione Separata. Una libera professionista non aveva versato i contributi per l'anno 2009. L'Ente Previdenziale li richiedeva, ma la professionista sosteneva che il diritto fosse prescritto. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: se un decreto governativo proroga il termine per il versamento dei contributi, anche il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla nuova scadenza prorogata, e non da quella originaria. Di conseguenza, il credito dell'Ente non era prescritto. La precedente sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Contributi Gestione Separata: la proroga sposta la prescrizione
La Corte di Cassazione interviene sulla decorrenza della prescrizione contributi gestione separata. Un professionista non aveva versato i contributi per il 2009. L'INPS li ha richiesti nel 2015, ma secondo il lavoratore il diritto era prescritto. Il nodo era stabilire il giorno di partenza del quinquennio: la scadenza originaria o quella successiva, posticipata da un decreto ministeriale (D.P.C.M.)? La Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza effettiva di pagamento, anche se prorogata. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS era tempestiva e il debito non era prescritto.
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Contributi INPS prescritti: la scadenza vince sulla dichiarazione
La Corte di Cassazione interviene sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. Un libero professionista aveva ricevuto una richiesta di pagamento dall'INPS per contributi relativi a oltre cinque anni prima. L'Ente Previdenziale sosteneva che il termine di prescrizione partisse dalla data della dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha invece dato ragione al contribuente, stabilendo un principio fondamentale: il termine di cinque anni per la prescrizione decorre dalla data di scadenza legale del pagamento dei contributi, non dalla successiva presentazione della dichiarazione. Di conseguenza, la richiesta dell'INPS, essendo tardiva, è stata annullata perché il debito era già prescritto.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS perde col Fisco
Un professionista si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi non versati, sostenendo che il debito fosse estinto. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione contributi Gestione Separata. Il termine di cinque anni per la riscossione non decorre dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi, come sosteneva l'Ente, ma dalla scadenza legale per il versamento dei contributi. Poiché la richiesta dell'Ente è arrivata oltre questo termine, il suo diritto si è estinto. La Corte ha quindi dato ragione al Professionista su questo punto, annullando il debito. Tuttavia, ha confermato che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti rimane valido per i redditi non coperti dalle casse private.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: vince il Professionista
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione contributi Gestione Separata. Un Ente Previdenziale aveva richiesto a un Professionista il pagamento di contributi relativi al 2004, ma la richiesta era arrivata solo nel 2010. L'Ente sosteneva che il termine di prescrizione di cinque anni dovesse partire dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza legale per il pagamento dei contributi (in questo caso, giugno 2005). Di conseguenza, la richiesta dell'Ente è stata giudicata tardiva e il debito del Professionista è stato dichiarato estinto per prescrizione. Il Professionista ha quindi vinto la causa.
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