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Prescrizione Contributi Gestione Separata

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199 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione Separata tra proroga e scadenze
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008. Il professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto il 16 giugno 2014, prima della ricezione della richiesta notificata il 17 giugno 2014. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria di pagamento al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale decorreva dal 6 luglio 2009 e la richiesta di pagamento ricevuta il 17 giugno 2014 è pienamente tempestiva e valida.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno d'imposta 2009. La contribuente ha eccepito l'estinzione del credito, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della notifica della richiesta di pagamento. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione della lavoratrice, fissando la scadenza ordinaria al 16 giugno 2010 e considerando tardivo l'atto notificato il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che la proroga fiscale estende la scadenza del debito al 6 luglio 2010 per i soggetti legati a studi di settore. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal termine prorogato, rendendo tempestiva la richiesta inviata entro il quinquennio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince l’INPS
L'Ente di previdenza ha notificato un avviso di addebito a un Professionista per il versamento dei contributi relativi all'anno 2008. Il Professionista ha contestato la pretesa eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale, accolta nei primi due gradi di giudizio sul presupposto che il termine decorresse dal 16 giugno 2009. L'Istituto ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata sospensione del termine. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale, affermando che la questione sul momento iniziale della prescrizione contributi Gestione separata rimane aperta quando si impugna la sentenza sull'estinzione del credito. Il giudice di legittimità può applicare d'ufficio la proroga normativa dei versamenti al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore, rendendo tempestivo il sollecito di pagamento.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione ribalta i termini
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata per i professionisti. Il caso riguardava alcuni avvocati a cui l'INPS aveva richiesto contributi per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato gli avvisi di addebito, ritenendo i crediti prescritti. La Cassazione ha invece stabilito che il differimento dei termini di pagamento, previsto da un D.P.C.M. per i contribuenti soggetti agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti che svolgono attività per le quali sono stati elaborati tali studi, anche se non direttamente assoggettati. Questo sposta il momento da cui calcolare la prescrizione, rendendo i contributi non prescritti. L'INPS ha quindi vinto il ricorso.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe fiscali
Un libero professionista iscritto all'albo forense non versava i contributi alla cassa professionale per mancato raggiungimento della soglia minima di reddito nell'anno 2009. L'ente previdenziale pubblico richiedeva il pagamento dei contributi alla cassa pubblica con atto notificato il 30 giugno 2015. La corte territoriale accoglieva l'eccezione del professionista, considerando prescritto il credito sul presupposto della scadenza originaria fissata al 16 giugno 2010. L'ente impugnava la decisione dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, evidenziando il rinvio statale dei termini di versamento al 6 luglio 2010 per i soggetti soggetti agli indici fiscali. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'ente: la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di effettivo pagamento differito dalla legge statale, rendendo tempestiva la richiesta inviata entro il quinquennio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. I giudici territoriali dichiaravano estinto il debito ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata. L'Ente ricorreva in Cassazione sostenendo che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria dei pagamenti dal 16 giugno al 6 luglio 2011. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Ente: poiché la notifica dell'avviso di pagamento era avvenuta il 4 luglio 2016, il termine di cinque anni non era ancora decorso interamente. La proroga fiscale sposta il momento iniziale di decorrenza della prescrizione, rendendo tempestiva la richiesta dell'Ente e ribaltando l'annullamento della pretesa contributiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: decorrenza e limiti
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi non versati per l'anno 2010 a un professionista non iscritto alla cassa di categoria. La Corte di merito ha ritenuto valida la richiesta, fissando la decorrenza del termine alla data di presentazione del modello fiscale e ravvisando un occultamento del debito per la mancata compilazione del quadro previdenziale. Il professionista ha impugnato la decisione contestando il calcolo temporale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di versamento e non dalla dichiarazione fiscale. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro dedicato non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. Il giudice d'appello aveva dichiarato estinto il debito per decorso del termine quinquennale, individuando la scadenza originaria al 16 giugno 2010 e ritenendo tardiva la notifica dell'avviso inviata il 30 giugno 2015. L'ente ha impugnato la decisione sostenendo l'efficacia della proroga dei versamenti tributari stabilita con decreto al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza legale prorogata, rendendo tempestiva la richiesta di pagamento e annullando l'estinzione del credito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento di quote previdenziali non versate. La professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine quinquennale calcolato dalla scadenza ordinaria di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito del giudizio di merito, accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che il termine iniziale di decorrenza si sposta in avanti quando un decreto governativo dispone la proroga generale dei versamenti fiscali e contributivi senza maggiorazione. Poiché la data utile per il pagamento era slittata a luglio per via della proroga legata ai soggetti soggetti a studi di settore, la diffida inviata dall'Ente a fine giugno risultava tempestiva. I giudici hanno quindi dichiarato il credito ancora riscuotibile e non prescritto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop a INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per l'anno 2011. Il lavoratore ha eccepito l'estinzione del credito per decorso del tempo. L'Istituto ha impugnato la decisione favorevole al professionista, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione fiscale integrasse un occultamento intenzionale del debito, idoneo a bloccare il decorso temporale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto. I giudici hanno chiarito che la semplice omissione formale della dichiarazione non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata estingue la pretesa creditoria dell'Istituto, con condanna al pagamento delle spese legali a suo carico.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS perde, professionista vince
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi Gestione Separata INPS. Una professionista era stata iscritta d'ufficio per l'attività del 2011 e le erano stati richiesti contributi. L'Istituto Previdenziale aveva notificato l'avviso di addebito nel 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il termine di prescrizione iniziasse dalla dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha invece stabilito che il termine quinquennale per la prescrizione dei contributi della Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi stessi, considerando anche eventuali differimenti. Di conseguenza, la pretesa contributiva dell'Istituto Previdenziale è stata dichiarata prescritta.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: INPS vince in Cassazione
L'INPS ha chiesto a una lavoratrice, già dipendente, il pagamento di contributi previdenziali per la Gestione Separata relativi alla sua attività libero-professionale. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano escluso l'obbligo, ritenendo il diritto alla riscossione prescritto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha chiarito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ha anche specificato che il differimento dei termini di pagamento previsto dal DPCM 10.6.2010 si applica a tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale scelto.
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Contributi Gestione Separata: Prescrizione slitta, professionista condannato
Un professionista, iscritto all'albo degli avvocati ma senza versare alla propria cassa per basso reddito, è stato chiamato dall'INPS a pagare contributi alla Gestione Separata per gli anni 2006 e 2008. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritti i contributi del 2006, ma non quelli del 2008. Il professionista ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione contributi Gestione Separata anche per il 2008. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, anche se differita da DPCM, e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. L'atto INPS per il 2008 era quindi tempestivo.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no a blocchi automatici
L'ente previdenziale ha notificato un avviso di addebito a una professionista per recuperare somme non versate. La lavoratrice ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici di appello hanno respinto l'eccezione, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR integrasse un occultamento doloso del debito capace di sospendere i termini di prescrizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della professionista e ha annullato la decisione impugnata. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'omessa compilazione del quadro RR non genera alcun blocco automatico del tempo. La sospensione opera solo se il contribuente crea un ostacolo non superabile attraverso i normali controlli incrociati dell'ente, circostanza esclusa se il reddito e l'attività risultano regolarmente dichiarati.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop all’estinzione
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento della contribuzione dovuta per l'anno 2009 alla Gestione Separata. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per prescrizione, calcolando il termine quinquennale a partire dalla scadenza originaria del 16 giugno 2010 e considerando tardiva la richiesta notificata il 1° luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di scadenza effettiva prorogato per legge, fissato nel caso specifico al 6 luglio 2010 per i soggetti collegati agli studi di settore. La richiesta del 1° luglio 2015 ha quindi interrotto tempestivamente il decorso del termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop con la proroga
L'Ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2010, iscrivendola d'ufficio alla cassa previdenziale. La contribuente ha ricevuto la richiesta di pagamento il 4 luglio 2016 e ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. I giudici di merito hanno accolto l'eccezione, ritenendo decorso il termine ordinario di giugno. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Il termine iniziale per calcolare la prescrizione contributi Gestione separata coincide con la reale scadenza di pagamento fissata per i versamenti fiscali. Un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza ordinaria al 6 luglio 2011 per le categorie soggette a studi di settore. La richiesta dell'Ente, giunta il 4 luglio 2016, risulta quindi tempestiva e interrompe validamente il termine di prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: no al dolo automatico
L'ente previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2011 alla Gestione Separata, notificando l'avviso di addebito nell'agosto 2017. La professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'ente sosteneva la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi, configurando un presunto occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, affermando il principio della prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici hanno chiarito che il termine decorre dalla scadenza del versamento e che la semplice omissione del quadro fiscale non equivale a dolo se il reddito complessivo risulta regolarmente dichiarato al Fisco. Il credito preteso è stato integralmente annullato.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
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Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: reddito basso e quadro RR
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata per attività svolta nel 2010. La professionista ha contestato, sostenendo che la sua attività era occasionale, dato il basso reddito (inferiore a 5.000 euro), e che i contributi erano caduti in prescrizione. La Corte d'Appello le ha dato ragione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un reddito basso può indicare un'attività occasionale e che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi non costituisce un doloso occultamento del debito tale da sospendere la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. L'Istituto ha perso il ricorso.
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