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Preliminare Di Vendita

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un contratto con cui le parti si impegnano a stipulare un futuro contratto di vendita definitivo. In questo caso, è stato usato per mascherare il prestito illecito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Provvigione Mediatore: Condizione Sospensiva non Avverata, Compenso Negato
La Corte di Cassazione ha chiarito il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare in presenza di una condizione sospensiva. Un cliente aveva stipulato un preliminare di vendita condizionato alla verifica della situazione finanziaria della società venditrice e alla possibilità di cambiare la destinazione d'uso dell'immobile. Le parti avevano poi rinunciato all'affare. La società mediatrice aveva chiesto la provvigione. La Cassazione ha stabilito che il mediatore ha diritto alla provvigione solo se la condizione sospensiva si è effettivamente verificata. L'onere di provare il verificarsi di tale condizione spetta al mediatore. La rinuncia successiva delle parti all'affare non basta a far sorgere il diritto alla provvigione se la condizione non è stata provata come avverata.
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Risoluzione preliminare di vendita: la forma scritta è essenziale
Un promittente acquirente non ottiene il mutuo per l'acquisto di un immobile. I promittenti venditori non chiedono l'adempimento del contratto. La Corte d'Appello ha ritenuto che il contratto preliminare si fosse risolto per mutuo dissenso, condannando i venditori a restituire l'acconto. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dei venditori. Ha stabilito che la risoluzione preliminare di vendita per mutuo dissenso richiede sempre la forma scritta, specialmente per immobili. La Corte ha cassato la sentenza d'Appello, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Preliminare di vendita: l’erede versa il doppio della caparra
La vicenda nasce dalla stipula di un contratto preliminare di vendita per un immobile. A seguito del mancato perfezionamento del rogito per colpa del promittente venditore, i promissari acquirenti hanno esercitato il recesso contrattuale, richiedendo la restituzione del doppio della caparra confirmatoria versata. L'erede del venditore ha impugnato la decisione che la condannava a pagare oltre cinquantunomila euro, sostenendo l'errata qualificazione dell'accordo e la mancata essenzialità del termine temporale per la firma definitiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici supremi hanno ribadito che la qualificazione contrattuale e la verifica della natura del termine spettano esclusivamente al giudice di merito, la cui valutazione motivata risulta insindacabile. L'erede deve quindi versare il doppio della caparra e le spese legali.
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Recesso preliminare di vendita: Vizi occulti o visibili?
Un promissario acquirente si è rifiutato di firmare il contratto definitivo di vendita, sostenendo che l'immobile presentava gravi vizi occulti. I promittenti venditori hanno invece affermato che i difetti erano immediatamente riconoscibili e che l'acquirente aveva già visionato l'immobile. Hanno quindi esercitato il loro diritto di recesso preliminare di vendita e trattenuto la caparra. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente, confermando che i vizi erano palesi e non occultati, legittimando il recesso dei venditori e il trattenimento della caparra.
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Preliminare di vendita: acquirente fa abusi e perde la caparra
Un promissario acquirente stipula un preliminare di vendita immobiliare e ottiene subito le chiavi del bene. Il venditore invia una diffida ad adempiere per concludere il rogito, ma l'acquirente ignora la convocazione e rifiuta la firma, contestando presunte irregolarità urbanistiche dell'immobile. Il venditore agisce quindi in giudizio. Gli accertamenti peritali rivelano che l'immobile originario rispetta i requisiti di legge, mentre gli abusi edilizi presenti sono stati realizzati abusivamente dallo stesso acquirente durante il possesso anticipato. La Corte di Cassazione conferma la risoluzione contrattuale per colpa esclusiva dell'acquirente, rigetta il ricorso di quest'ultimo e lo condanna a risarcire i danni causati dalle opere abusive.
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Usura mascherata da affare: condanna per prestito con assegni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per usura nei confronti di un soggetto che aveva prestato 9.200 euro a una persona in difficoltà. Per riavere il denaro, il prestatore aveva preteso la consegna di assegni per un valore totale di 14.050 euro, mascherando l'operazione con un finto contratto preliminare di vendita. I giudici hanno ritenuto pienamente credibile la testimonianza della vittima, supportata da prove come i messaggi scambiati tra le parti. La difesa dell'imputato, che tentava di far passare l'operazione per un normale affare, è stata respinta. La Corte ha stabilito che la valutazione dei fatti da parte dei giudici precedenti era logica e corretta, rendendo definitiva la condanna per il reato di usura.
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Reato di truffa: finta polizza e silenzi contro la condanna
La Suprema Corte ha confermato la condanna per il reato di truffa a carico di un soggetto coinvolto in una compravendita immobiliare. Il venditore aveva stipulato un preliminare di vendita nascondendo l'esistenza di gravami sull'immobile, consegnando una finta polizza fideiussoria e dissimulando il proprio stato di insolvenza. La difesa ha tentato di far valere l'intervenuta prescrizione e l'assenza di artifizi e raggiri. I giudici hanno respinto il ricorso, chiarendo che il termine prescrizionale era stato regolarmente sospeso a causa dei rinvii richiesti dalla difesa, inclusa l'adesione a uno sciopero degli avvocati. Le condotte ingannevoli accertate integrano pienamente gli elementi del raggiro, rendendo inammissibile l'impugnazione e determinando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Preliminare di vendita: rischi e risoluzione
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un preliminare di vendita per inadempimento del promissario acquirente. La controversia nasce dal mancato rispetto dei termini per la stipula del definitivo dopo l'ottenimento di varianti edilizie. Nonostante le contestazioni sulla validità delle procure del venditore, i giudici hanno ritenuto prevalente l'inerzia colpevole dell'acquirente. La decisione convalida il diritto del venditore di trattenere la somma pattuita come clausola penale, sottolineando l'importanza della buona fede e del rispetto delle scadenze concordate nel preliminare di vendita.
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Preliminare di vendita: validità e titoli edilizi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il preliminare di vendita di un immobile privo di concessione edilizia non è affetto da nullità. La sanzione prevista dalla legge n. 47/1985 si applica esclusivamente ai contratti con effetti reali, ovvero quelli che trasferiscono la proprietà, e non ai contratti con effetti obbligatori come il preliminare. Nel caso esaminato, nonostante la decadenza retroattiva della concessione edilizia avesse reso nulla la vendita originaria tra i precedenti proprietari, l'impegno a vendere assunto successivamente è rimasto valido per regolare i rapporti e le eventuali risoluzioni per inadempimento tra le parti.
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Preliminare di vendita: le conseguenze della risoluzione
Un promissario acquirente ha ricevuto un immobile prima della vendita definitiva tramite un preliminare di vendita. A seguito della risoluzione dell'accordo, la Corte di Cassazione ha confermato che l'acquirente deve versare un'indennità per l'intero periodo di utilizzo, a partire dalla data della stipula del contratto. La Corte ha chiarito che il preliminare di vendita con consegna anticipata è un contratto misto e la sua risoluzione ha effetti retroattivi, imponendo la restituzione non solo dell'immobile ma anche dei benefici economici (frutti) derivanti dal suo godimento.
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Preliminare di vendita: prova del pagamento e cambiali
Un promissario acquirente ha richiesto il trasferimento di un immobile in base a un contratto preliminare di vendita, sostenendo di aver pagato parte del prezzo con cambiali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la semplice emissione di cambiali non prova l'avvenuto pagamento. In un preliminare di vendita, l'onere di dimostrare l'effettivo incasso dei titoli spetta all'acquirente. Senza tale prova, o un'offerta formale di pagamento del saldo, la domanda di esecuzione specifica del contratto non può essere accolta.
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