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Preferenziale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Condotta che favorisce il pagamento di alcuni creditori rispetto ad altri, violando il principio della parità di trattamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Bancarotta fraudolenta: condanna per contabilità oscura
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale e preferenziale a carico di due amministratori, uno di diritto e uno di fatto. La decisione evidenzia come l'omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili, inclusa la creazione di una contabilità parallela in nero, integri il reato rendendo difficoltosa la ricostruzione del patrimonio. La Corte ha inoltre ribadito la responsabilità dell'amministratore formale per omessa vigilanza e la sussistenza del dolo specifico nel pagamento preferenziale effettuato a favore di un socio poco prima del fallimento.
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Bancarotta preferenziale: responsabilità dell’AD
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta preferenziale a carico di un amministratore delegato che, nonostante la crisi di liquidità della società, ha disposto pagamenti per fatture inesistenti e compensi personali. La difesa sosteneva l'assenza di delega bancaria formale, ma i giudici hanno stabilito che la carica di amministratore e l'effettivo compimento delle operazioni dimostrano la responsabilità penale, specialmente in presenza di uno stato di decozione noto.
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Bancarotta fraudolenta: prelievi e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale a carico di un amministratore che aveva prelevato somme dalle casse sociali. Il ricorrente tentava di giustificare i prelievi come compensi per prestazioni lavorative, invocando la meno grave fattispecie di bancarotta preferenziale. La Corte ha stabilito che, a causa del rapporto di immedesimazione organica, l'amministratore non può considerarsi un lavoratore dipendente o autonomo senza prove rigorose di attività extra-funzionali. In assenza di tali prove, il prelievo di denaro integra pienamente la bancarotta fraudolenta per distrazione.
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Revisione dell’accertamento doganale: guida al rimborso
Una società energetica ha impugnato il diniego dell'Agenzia delle Dogane relativo alla richiesta di rimborso per dazi versati in eccesso su importazioni di olio combustibile dalla Libia. Nonostante la spettanza di un'aliquota dello 0%, la società aveva pagato il 3,5% a causa della temporanea indisponibilità dei certificati d'origine. L'Amministrazione sosteneva che la società avrebbe dovuto utilizzare la procedura di dichiarazione incompleta anziché la successiva **Revisione dell'accertamento doganale**. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che il diritto al rimborso sussiste qualora siano provati i requisiti sostanziali dell'origine, indipendentemente dalla procedura formale scelta inizialmente.
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Bancarotta fraudolenta: prova della distrazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale nei confronti di un amministratore che aveva prelevato oltre 150 mila euro dai conti societari senza giustificarne l'impiego. La difesa sosteneva che tali somme fossero compensi dovuti, ma la Corte ha ribadito che l'amministratore ha l'onere di dimostrare la specifica destinazione dei fondi. In assenza di prove documentali sull'uso delle somme per fini sociali, il prelievo configura una distrazione del patrimonio e non una semplice violazione dell'ordine dei pagamenti.
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