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Precedenti Penali

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393 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Attenuanti generiche: i precedenti penali contano?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La decisione è stata motivata dal fatto che la Corte d'Appello aveva correttamente considerato i numerosi precedenti penali e i procedimenti pendenti a carico dell'imputato come elementi ostativi alla concessione del beneficio, rendendo il ricorso infondato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le motivazioni addotte erano del tutto generiche. La sentenza impugnata aveva correttamente giustificato una pena superiore al minimo legale sulla base dei precedenti penali specifici dell'imputato e della sua recidiva. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera riproduzione di argomenti già valutati e respinti nei gradi di merito. La decisione sottolinea che la negatività della personalità dell'imputato e i suoi numerosi precedenti penali giustificano sia l'entità della pena inflitta sia la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, rendendo il ricorso inammissibile.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La decisione si fonda sulla presenza di precedenti penali specifici e sulla condotta illecita reiterata, elementi che delineano una personalità negativa e precludono il beneficio, rendendo insufficiente la sola assenza di precedenti. La Corte ribadisce che, dopo la riforma del 2008, il giudice può negare le attenuanti basandosi sull'assenza di elementi positivi e su fattori decisivi come la gravità dei precedenti.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la decisione di non concedere le attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che un risarcimento solo parziale del danno e la presenza di precedenti penali, anche se datati, giustificano il diniego, e che la scelta del rito abbreviato non può essere usata come motivazione per un'ulteriore riduzione della pena.
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Graduazione della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per furto. La decisione sottolinea che la graduazione della pena e il diniego delle pene sostitutive rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione è logica e adeguata, basata su elementi come i precedenti penali e l'assenza di pentimento dell'imputato.
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Sanzioni sostitutive: i precedenti penali contano
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una violazione del Codice della Strada, a cui erano state negate le sanzioni sostitutive. La Corte ha confermato che i plurimi precedenti penali del soggetto sono un elemento sufficiente a giustificare il diniego del beneficio, in quanto indicatori di una spiccata inclinazione a delinquere e di immeritevolezza. La decisione del giudice di merito, basata su un potere discrezionale e sui criteri dell'art. 133 cod. pen., è stata ritenuta logica e non sindacabile in sede di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto: no se ci sono precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto agli arresti domiciliari, evaso per fumare una sigaretta. La decisione si fonda sulla non applicabilità della particolare tenuità del fatto a causa dei numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato, tra cui tre specifici per evasione, che dimostrano un'incompatibilità con il beneficio.
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Evasione arresti domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto per evasione arresti domiciliari. La giustificazione addotta, ovvero l'essersi allontanato per acquistare beni di prima necessità per un familiare, è stata ritenuta non provata. La decisione è stata inoltre influenzata dai numerosi e gravi precedenti penali dell'imputato, che hanno evidenziato una sua inclinazione al reato, portando alla conferma della condanna.
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Ricorso inammissibile: precedenti penali e droga
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sui numerosi precedenti penali specifici dell'imputato e sulla gravità del reato, elementi che hanno escluso la concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per reati legati agli stupefacenti, che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la presenza di precedenti penali è una motivazione sufficiente per negare il beneficio, poiché denota una personalità incline a delinquere e rende irrilevante il solo stato di incensuratezza, in linea con la riforma dell'art. 62-bis del codice penale.
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Pene sostitutive: i precedenti penali bloccano i benefici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego di pene sostitutive. La decisione si fonda sulla corretta motivazione del giudice di merito, che ha considerato i precedenti penali dell'imputato come ostacolo al percorso rieducativo, confermando l'ampia discrezionalità del giudice in materia.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per danneggiamento aggravato. Il motivo del ricorso era la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice di merito era corretta, poiché i numerosi precedenti penali dell'imputato e l'assenza di elementi positivi sono ragioni sufficienti per negare tale beneficio, senza la necessità di esaminare tutti i criteri previsti dall'art. 133 c.p.
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