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Postergazione

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85 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Finanziamento soci postergato: la Cassazione decide
Una società creditrice si opponeva alla postergazione del proprio credito nel fallimento di un'altra società. Il credito, derivante da somme versate per sostenere una procedura di concordato poi rinunciata, è stato qualificato come finanziamento soci postergato ai sensi dell'art. 2467 c.c. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che senza una continuità giuridica tra le procedure concorsuali, il credito non può godere della prededuzione e deve essere subordinato agli altri creditori.
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Postergazione finanziamento soci: quando va restituito?
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per la postergazione del finanziamento soci. Un ex socio chiedeva la restituzione di un prestito fatto alla società, ma questa si opponeva a causa della sua grave crisi finanziaria. La Corte ha stabilito che per applicare la postergazione, la situazione di crisi deve sussistere non solo al momento della concessione del finanziamento, ma anche al momento della richiesta di rimborso. Di conseguenza, il ricorso del socio è stato dichiarato inammissibile, confermando che il suo credito non poteva essere rimborsato prima degli altri creditori.
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Debito postergato: conta per la liquidazione?
Una società ha contestato l'apertura della liquidazione controllata, sostenendo che un debito postergato verso un socio non dovesse essere conteggiato nella soglia minima di indebitamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che un debito è "scaduto" al termine del contratto, anche se la sua postergazione lo rende temporaneamente non esigibile. Pertanto, il debito postergato rientra nel calcolo per l'avvio della procedura, e il ricorso è stato respinto.
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Finanziamento discendente e postergazione nel gruppo
La Corte di Cassazione chiarisce che il finanziamento erogato dalla società capogruppo a una sub-controllata, tramite una società intermediaria, è soggetto a postergazione in caso di fallimento. Questa forma di "finanziamento discendente" viene equiparata a un finanziamento soci diretto per evitare l'elusione delle norme a tutela dei creditori. La decisione sottolinea che la sostanza economica dell'operazione prevale sulla forma giuridica, estendendo l'applicazione dell'art. 2467 c.c. ai finanziamenti infragruppo realizzati attraverso una catena di controllo.
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Responsabilità del liquidatore: guida al caso pratico
La Corte d'Appello conferma la condanna per responsabilità del liquidatore di una società. Il caso esamina atti di mala gestio, inclusa la vendita di quote a un prezzo inferiore al valore effettivo, la mancata riscossione del corrispettivo tramite una compensazione illegittima e l'esecuzione di pagamenti preferenziali. La sentenza chiarisce i criteri per la quantificazione del danno, limitandolo alla differenza tra il valore reale delle quote e il prezzo pattuito, escludendo il danno da mancata riscossione poiché la curatela non aveva provato l'impossibilità di recuperare il credito dagli acquirenti.
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