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Posizione Economica

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Uno scatto di carriera orizzontale per il personale della scuola (in questo caso, ATA) che comporta un aumento di stipendio a fronte dell'acquisizione di maggiori competenze e responsabilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mansioni superiori scuola: calcolo indennità e P.E.
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33697/2025, interviene sul tema delle mansioni superiori scuola per il personale ATA. La Corte ha stabilito che l'indennità per chi svolge funzioni di DGSA si calcola come differenza tra lo stipendio iniziale del DGSA e la retribuzione complessiva dell'assistente amministrativo, inclusa la posizione economica. Tuttavia, ha chiarito un punto cruciale: la posizione economica, pur riducendo l'importo dell'indennità, non viene assorbita da essa e deve essere corrisposta in aggiunta, evitando un danno al lavoratore.
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Posizione economica ATA: non basta il corso
Un'assistente amministrativa ha richiesto il beneficio della prima posizione economica ATA. La Corte di Cassazione ha stabilito che, oltre a superare l'apposito corso di formazione, è indispensabile risultare in posizione utile nella graduatoria finale, in base ai posti disponibili. La sola frequenza del corso non è sufficiente a far sorgere il diritto.
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Mansioni superiori scuola: la corretta retribuzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15198/2024, ha stabilito il corretto metodo di calcolo della retribuzione per il personale scolastico che svolge mansioni superiori. In particolare, ha chiarito che l'indennità differenziale per un assistente amministrativo che assume le funzioni di DSGA va calcolata sottraendo dal trattamento iniziale del DSGA l'intera retribuzione dell'assistente, inclusa la posizione economica. Tuttavia, quest'ultima deve essere comunque corrisposta in aggiunta allo stipendio e all'indennità, poiché non viene assorbita da essa. La Corte ha rigettato il ricorso del Ministero, che erroneamente ometteva il pagamento della posizione economica, considerandola inclusa nell'indennità.
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Indennità funzioni superiori: la guida al calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28922/2025, interviene sul calcolo dell'indennità funzioni superiori per il personale amministrativo della scuola. Mentre conferma la legittimità del metodo di calcolo che considera l'intera retribuzione del dipendente, stabilisce un principio fondamentale: la 'posizione economica' maturata, pur riducendo l'importo dell'indennità differenziale, deve comunque essere corrisposta. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, impedendo che un elemento retributivo autonomo venga di fatto azzerato, e ha cassato con rinvio la sentenza d'appello.
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Indennità mansioni superiori: calcolo e limiti
Un gruppo di assistenti amministrativi scolastici ha svolto mansioni superiori senza ricevere l'adeguata retribuzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27277/2025, ha stabilito un principio fondamentale: sebbene la legge consenta che l'indennità per mansioni superiori si riduca o si azzeri per i dipendenti con maggiore anzianità, il giudice di merito non può negarla in astratto. È obbligatorio effettuare un accertamento concreto e calcolare caso per caso l'eventuale differenza retributiva spettante. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questa verifica fattuale.
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Indennità mansioni superiori: non assorbe la posizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità per mansioni superiori spettante al personale amministrativo scolastico non può assorbire la 'posizione economica' già percepita. Sebbene la posizione economica sia inclusa nel calcolo per determinare l'importo dell'indennità differenziale, quest'ultima deve essere corrisposta in aggiunta alla retribuzione complessiva del dipendente, che comprende anche la posizione economica stessa. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva negato tale cumulo.
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Indennità mansioni superiori: calcolo e assorbimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due dipendenti scolastici che, svolgendo funzioni superiori di DSGA, chiedevano un'indennità non decurtata. La Corte ha confermato che, secondo la normativa vigente (L. 228/2012), l'indennità per mansioni superiori si calcola come differenza tra il trattamento iniziale del DSGA e l'intera retribuzione del dipendente incaricato, inclusa la 'posizione economica' maturata. Questo meccanismo può portare a una riduzione o azzeramento dell'indennità per i lavoratori con maggiore anzianità, un principio ritenuto legittimo.
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