Un Lavoratore è stato condannato per porto ingiustificato di coltelli, trovati nella sua auto durante un controllo. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna a 3 mesi di arresto e 600 euro di ammenda. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione del reato, l'assenza di prove sulla sua consapevolezza (l'auto era dell'ex compagna e c'era un passeggero), la particolare tenuità del fatto e la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondata la prescrizione e generiche le altre doglianze. Ha confermato la responsabilità del Lavoratore per il porto ingiustificato di coltelli, considerando la collocazione delle armi e i suoi precedenti penali.
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