Il Tribunale di Monza aveva condannato l'Imputato a un'ammenda di 500 euro per il reato di porto di strumenti atti ad offendere, poiché sorpreso fuori casa con una tronchese nello zaino, usata per forzare una borsa antitaccheggio in un negozio. L'Imputato ha proposto ricorso, sostenendo che l'utensile non fosse destinato all'offesa della persona. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, evidenziando che per gli oggetti non espressamente elencati dalla legge come armi improprie, il reato sussiste solo se le circostanze di tempo e di luogo dimostrano una chiara utilizzabilità per l'offesa alla persona. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza con rinvio per un nuovo giudizio.
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