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Porto Di Oggetti Atti Ad Offendere

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95 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere. Un'ascia è stata rinvenuta sul sedile del suo furgone, pronta all'uso. Nonostante fosse un attrezzo da lavoro, la Corte ha escluso il giustificato motivo poiché la spiegazione non è stata fornita immediatamente agli agenti durante il controllo.
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Porto oggetti atti ad offendere: il caso del cacciavite
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere (un cacciavite e delle pinze) senza giustificato motivo. La Corte ha stabilito che il ricorso era generico e mirava a una rivalutazione dei fatti, confermando che anche gli attrezzi da lavoro, se portati senza una ragione valida e contingente, configurano il reato previsto dalla legge sulle armi.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di porto di oggetti atti ad offendere. L'imputato era stato trovato con un'ascia e un cacciavite in un'auto che sosteneva non essere sua. La Corte ha stabilito che la disponibilità effettiva del veicolo e degli oggetti, unita alla mancanza di giustificazione, è sufficiente per configurare il reato, a prescindere dalla proprietà formale dell'automobile.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, nello specifico una roncola e delle forbici, in orario notturno. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la giustificazione dell'uso agricolo non era credibile date le circostanze di tempo. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa delle dimensioni degli oggetti e dei precedenti penali dell'imputato.
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Porto di oggetti atti ad offendere: no al reato complesso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato e porto di oggetti atti ad offendere. La Corte ha stabilito che i due reati sono autonomi e non configurano un reato complesso, poiché la condotta di portare con sé gli strumenti è distinta da quella di utilizzarli per commettere il furto con violenza sulle cose.
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Porto di coltelli: la Cassazione e la responsabilità
Una donna è stata condannata per il porto di coltelli trovati, uno nella sua borsetta e uno nel vano portaoggetti del furgone che guidava. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la responsabilità non dipende dalla proprietà del veicolo, ma dalla visibilità e immediata disponibilità degli oggetti. La presenza di due armi e di un precedente penale ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione chiarisce
Un individuo è stato condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, specificamente un martelletto frangivetro. La Corte di Cassazione ha annullato la misura di sicurezza applicata, ritenendola illegittima per questo tipo di reato. Ha inoltre disposto un nuovo giudizio per valutare correttamente la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), specificando i criteri per accertare l'abitualità della condotta.
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Porto oggetti atti ad offendere: senza motivo è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, nello specifico due bastoni, trovati nella sua auto. La sentenza ribadisce che l'assenza di un 'giustificato motivo' integra il reato e che la pluralità di oggetti e il contesto complessivo possono escludere l'attenuante della lieve entità del fatto.
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Porto di oggetti atti ad offendere: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere. La condanna a una multa di 1.400 euro per aver portato un coltello da cucina di 11,5 cm è confermata, poiché il ricorso mirava a un riesame dei fatti e la condotta non è stata ritenuta di particolare tenuità.
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Porto oggetti atti ad offendere: la Cassazione
Un soggetto viene condannato per il porto di oggetti atti ad offendere (due coltelli e un'ascia) rinvenuti nell'auto che stava guidando, sebbene intestata a un'altra persona. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, affermando che la responsabilità del conducente sussiste a prescindere dalla proprietà del veicolo, essendo egli l'unico ad avere la disponibilità immediata degli oggetti e non avendo fornito un giustificato motivo per il loro porto.
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Porto di oggetti atti ad offendere: prescrizione
Un soggetto, condannato in primo grado per il reato di porto di oggetti atti ad offendere per essere stato trovato con una mazza da baseball, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur ritenendo plausibili le censure sulla mancanza di motivazione, ha dichiarato il reato estinto per intervenuta prescrizione. Di conseguenza, ha annullato la sentenza di condanna e la relativa confisca dell'oggetto, poiché il venir meno dell'accertamento di colpevolezza travolge anche le misure accessorie.
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Porto di oggetti atti ad offendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, ovvero un coltello multiuso e un cacciavite. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso e sulla tardività della giustificazione per il possesso degli oggetti, presentata solo dalla difesa e non nell'immediatezza dei fatti. La condanna a sei mesi di arresto e mille euro di multa è stata quindi confermata.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il porto di coltello. Il reato sussiste per il solo fatto di portare l'arma senza giustificato motivo, a prescindere dalle circostanze di tempo e luogo, data la natura dell'oggetto. Esclusa anche la particolare tenuità del fatto per la personalità del reo.
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Porto di oggetti atti ad offendere: Cassazione
Un individuo, condannato in primo grado per il porto di oggetti atti ad offendere, specificamente un tubo di ferro, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La condanna è stata confermata, così come la decisione di non applicare l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, data la natura dello strumento e il contesto del suo possesso.
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Porto di oggetti atti ad offendere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il porto di oggetti atti ad offendere, nello specifico due coltelli e un cacciavite trovati nella sua auto senza un giustificato motivo. La Corte ha stabilito che il ricorso era una manifesta richiesta di rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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