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Porto Di Armi

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il fatto di portare con sé un'arma fuori dalla propria abitazione o dalle sue immediate pertinenze. Per gli strumenti atti ad offendere, è consentito solo in presenza di un valido motivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Porto abusivo di armi: la prescrizione non salva il condannato
L'Imputato è stato condannato per la detenzione e il porto abusivo di armi (una pistola clandestina). La difesa sosteneva che il reato di porto assorbe quello di detenzione e che il reato fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il porto abusivo di armi assorbe la detenzione solo se le due condotte iniziano contemporaneamente. Nel caso specifico, l'arma era già custodita nel bagagliaio dell'auto, provando una detenzione precedente. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre impedito di dichiarare la prescrizione del reato, confermando la condanna dell'Imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Porto di armi: quando il coltello è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione e porto di armi a carico di un soggetto trovato in possesso di tre coltelli multiuso durante una lite. La difesa sosteneva che il porto di armi fosse giustificato da un trasloco in corso, ma la Corte ha ritenuto tale motivazione incompatibile con il contesto aggressivo del controllo. È stato inoltre ribadito che la ricettazione è un reato istantaneo che si consuma al momento della ricezione del bene, escludendo il concorso formale con il porto dei coltelli. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza e per la presenza di gravi precedenti penali che precludono le attenuanti.
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Porto di armi: quando il coltello è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto di armi improprie (coltello a serramanico) senza giustificato motivo. L'imputato sosteneva che la residenza in campagna giustificasse il possesso dell'arma in pubblico, ma i giudici hanno ritenuto tale tesi infondata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non sono state fornite prove di una reale necessità e sono stati valutati negativamente i precedenti penali del soggetto, escludendo la particolare tenuità del fatto.
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Porto di armi: condanna per coltello sul sedile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto di armi a carico di un soggetto trovato in possesso di un coltello a serramanico. L'arma non era indosso al ricorrente, ma posizionata sul sedile dell'auto su cui egli era seduto. La Suprema Corte ha ritenuto corretta la motivazione del giudice di merito, il quale ha ricondotto la disponibilità dell'arma al soggetto proprio in virtù della sua posizione fisica immediata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché volto a ottenere una nuova valutazione dei fatti, operazione non consentita in sede di legittimità.
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Porto di armi: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di porto di armi a carico di un soggetto trovato in possesso di due coltelli senza giustificato motivo. Il ricorso, volto a ottenere l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, è stato dichiarato inammissibile. I giudici hanno rilevato che la natura degli oggetti e i precedenti penali dell'imputato escludono l'occasionalità della condotta, rendendo legittimo il diniego dei benefici di legge.
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Porto di armi: quando il coltello in auto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di armi nei confronti di un soggetto trovato in possesso di un coltello a serramanico all'interno della propria auto. Il ricorrente sosteneva che la collocazione dell'arma nel vano portaoggetti non ne dimostrasse la disponibilità immediata. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la difesa era generica e contraddittoria rispetto a quanto sostenuto in appello, dove l'imputato aveva invece giustificato la presenza del coltello per finalità di manutenzione del veicolo.
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Porto di armi in carcere: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di armi improprie a carico di un detenuto trovato in possesso di una mazza snodabile artigianale in cella. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le doglianze sul travisamento della prova sono precluse in presenza di una doppia conforme e le contestazioni sul trattamento sanzionatorio sono risultate manifestamente infondate.
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Porto di armi: la mazza è arma propria
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante il porto di armi, nello specifico una mazza. Il ricorrente contestava la qualificazione dell'oggetto come arma propria e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che la mazza, avendo come destinazione naturale l'offesa, rientra tra le armi proprie e che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti già accertati nei gradi precedenti.
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Porto di armi: quando non è di lieve entità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo sorpreso in possesso di due coltelli dopo essere evaso dagli arresti domiciliari. La difesa invocava l'ipotesi di lieve entità per il porto di armi, sostenendo che gli strumenti fossero destinati all'attività agricola. Tuttavia, i giudici hanno rigettato il ricorso evidenziando la pericolosità delle lame e l'incompatibilità tra lo stato di detenzione domiciliare e l'attività lavorativa dichiarata. La sentenza ribadisce che il contesto dell'evasione aggrava la valutazione della condotta, impedendo l'applicazione di sanzioni solo pecuniarie.
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Perdita della milza: lesione grave o gravissima?
A seguito di un'aggressione che ha causato l'asportazione della milza alla vittima, la Corte di Cassazione interviene per qualificare il reato. La Corte d'Appello aveva derubricato l'accusa da lesioni gravissime a gravi, ritenendo la perdita della milza un semplice indebolimento permanente. La Cassazione, accogliendo il ricorso del Procuratore Generale, ha annullato tale decisione. Ha stabilito che la perdita della milza costituisce una 'perdita di un organo', integrando così l'ipotesi più grave di lesione personale gravissima, a prescindere dalla capacità di altri organi di compensarne le funzioni. La Corte ha anche rigettato il ricorso degli imputati, confermando la condanna per porto abusivo di armi improprie.
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Porto di armi: quando è reato? Analisi Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio, resistenza, rifiuto di test antidroga e porto di armi. La Corte conferma che per il reato di porto di armi non è richiesto l'intento di offendere, essendo sufficiente il possesso ingiustificato fuori dalla propria abitazione o sue pertinenze.
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Porto di armi: essere senzatetto non giustifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il porto di strumenti da taglio. La Corte ha stabilito che la condizione di persona senza fissa dimora, addotta come giustificazione, non legittima di per sé il porto di armi, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Porto di coltello: quando è reato per la Cassazione?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione per il porto di coltello, stabilendo un principio fondamentale: la giustificazione per il possesso di un'arma deve essere fornita immediatamente al momento del controllo delle forze dell'ordine. Secondo i giudici, è irrilevante a chi appartenga il coltello o il veicolo in cui viene trovato. Le spiegazioni fornite a posteriori, durante il processo, non hanno alcun valore per escludere la sussistenza del reato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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