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Porto Abusivo Di Armi

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120 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Porto abusivo di armi: coltello in auto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di armi a un uomo che custodiva un coltello di 33 cm nel cassetto portaoggetti della sua auto. La Corte ha chiarito che la pronta disponibilità dell'arma, e non la sua collocazione, configura il reato. Rigettata anche l'eccezione di prescrizione, in quanto al caso si applica la sospensione dei termini prevista dalla riforma "Orlando", essendo il reato stato commesso nel 2018.
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Porto abusivo di armi: differenza con il trasporto
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per porto abusivo di armi, stabilendo un principio fondamentale: la distinzione tra 'porto' e 'trasporto' di un'arma risiede nella sua pronta disponibilità all'uso. In assenza di prove concrete fornite dall'accusa su tale disponibilità, non si può presumere il reato di porto abusivo di armi. Il semplice spostamento di un'arma da un luogo all'altro, senza che sia immediatamente utilizzabile, configura la meno grave ipotesi di trasporto.
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Porto abusivo di armi: la Cassazione e la diligenza
La Corte di Cassazione conferma la condanna per porto abusivo di armi a carico di un uomo trovato con un coltello da caccia nel cruscotto dell'auto. La difesa, basata sulla presunta ignoranza della presenza dell'arma e su testimonianze contraddittorie del padre e di un amico, è stata respinta. La Suprema Corte ha ritenuto logica la motivazione della Corte d'Appello, che ha ravvisato la responsabilità dell'imputato anche a fronte di un comportamento negligente, confermando che l'inverosimiglianza delle giustificazioni e altre prove indiziarie sono sufficienti a fondare la condanna.
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Porto abusivo di armi: coltello nel bagaglio è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto abusivo di armi. L'imputato era stato trovato in possesso di un coltello riposto nella tasca di un giubbotto, a sua volta contenuto in un bagaglio. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la collocazione dell'arma non ne escludeva la pronta utilizzabilità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Porto abusivo di armi: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per porto abusivo di armi (un coltello a serramanico). La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici, si limitavano a riproporre questioni già valutate e chiedevano una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione ha confermato il diniego delle attenuanti generiche e dell'assoluzione per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti specifici dell'imputato.
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Porto abusivo di armi: perché i precedenti contano
Un individuo condannato per porto abusivo di armi ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto per le dimensioni ridotte di un coltello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che i gravi precedenti penali e la conseguente pericolosità sociale dell'imputato prevalgono sulla dimensione dell'arma e impediscono l'applicazione sia dell'attenuante della lieve entità sia della causa di non punibilità.
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Porto abusivo di armi: coltello in borsa è reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per il reato di porto abusivo di armi, per avere con sé un coltello multiuso in borsa. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, escludendo l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e condannando la ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Porto abusivo di armi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi, trovato in possesso di un coltello a serramanico. La decisione si fonda sulla gravità della condotta, sui precedenti specifici dell'imputato e sull'impossibilità di riconoscere sia le attenuanti generiche sia la particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Porto abusivo di armi: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre soggetti condannati per porto abusivo di armi. Gli imputati erano stati trovati in possesso di un fucile a canne mozze a bordo di un'auto rubata. La Corte ha ritenuto le censure manifestamente infondate, in quanto tendenti a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità, e ha confermato la gravità dei fatti e il diniego delle attenuanti generiche.
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Porto abusivo di armi: non assorbito nella rapina
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13188/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso che contestava una condanna per porto abusivo di armi e rapina. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: il reato di porto abusivo di armi, essendo un reato di mero pericolo, non viene assorbito da quello di rapina, anche se l'arma è utilizzata per compiere quest'ultimo. I due illeciti, tutelando beni giuridici diversi, concorrono tra loro. Il ricorso è stato inoltre respinto per la sua natura reiterativa e per la tardività dei motivi nuovi presentati.
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Coltellino multiuso: quando è reato portarlo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per furto aggravato e porto abusivo di armi. L'ordinanza conferma che anche un coltellino multiuso è considerato uno strumento da taglio il cui porto è vietato senza un giustificato motivo, e che lasciare oggetti in un'auto parcheggiata costituisce l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede.
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Porto abusivo di armi: Cassazione e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi, nello specifico un coltello e due martelli. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa dei precedenti specifici dell'imputato e della conclamata capacità lesiva degli oggetti.
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Porto abusivo di armi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il porto abusivo di armi, nello specifico due manganelli. La difesa dell'imputato, basata sulla natura di 'souvenir' degli oggetti, sulla richiesta di attenuanti generiche e sulla presunta prescrizione del reato, è stata ritenuta manifestamente infondata. La Corte ha confermato la natura offensiva dei manganelli e la correttezza del calcolo della prescrizione, tenuto conto delle sospensioni, sottolineando inoltre come i precedenti penali dell'imputato giustificassero il mancato riconoscimento delle attenuanti.
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Porto abusivo di armi: essere senza fissa dimora
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo senza fissa dimora, condannato per porto abusivo di armi. La Corte ha ribadito che la mancanza di un'abitazione non costituisce un giustificato motivo per portare con sé un coltello e un taglierino, confermando la condanna.
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Porto abusivo di armi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi (un coltello a serramanico). I giudici hanno stabilito che i motivi dell'appello, basati sulla presunta lieve entità del fatto e sulla richiesta di attenuanti generiche, erano in realtà tentativi di riesaminare i fatti, compito non spettante alla Corte. La decisione finale ha confermato la condanna e ha aggiunto il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, sottolineando l'importanza dei precedenti penali nella valutazione del giudice.
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Porto di coltello: quando è reato? Analisi Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto di coltello illegale, dichiarando inammissibile il ricorso di un uomo trovato con un coltello a serramanico in tasca. Secondo la Corte, il porto di un coltello senza un giustificato motivo costituisce reato, e la sua pronta disponibilità esclude l'ipotesi di lieve entità, anche se di dimensioni ridotte.
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Porto abusivo di armi: Cassazione rigetta ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi (due coltelli). La Corte ha confermato la decisione di merito, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto e della lieve entità, valorizzando il contesto complessivo: i precedenti dell'imputato, il possesso di stupefacenti e le circostanze del ritrovamento delle armi.
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Porto abusivo di armi: Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di armi nei confronti di un uomo, nonostante l'arma non sia mai stata ritrovata. La decisione si fonda sulla testimonianza degli agenti di polizia e sulla valutazione di illogicità della versione difensiva, che sosteneva la detenzione di un bastone anziché di un fucile. La Corte ha ritenuto provata la colpevolezza e ha confermato l'applicazione della recidiva, considerata la pericolosità sociale del soggetto e i suoi precedenti penali.
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Porto abusivo di armi: attrezzi in auto, quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per porto abusivo di armi a un uomo trovato in possesso di forbici, martello e cacciavite nella sua auto. L'ordinanza ha stabilito che, in assenza di un giustificato motivo, tali oggetti sono considerati strumenti atti a offendere. La decisione di inammissibilità del ricorso si è basata sulla mancanza di spiegazioni da parte dell'imputato e sui suoi precedenti penali, che hanno impedito la concessione di attenuanti.
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Porto abusivo di armi: la Cassazione e il coltello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per porto abusivo di armi, un coltello a serramanico. L'ordinanza conferma che una generica giustificazione professionale non basta e che la valutazione negativa della personalità dell'imputato è sufficiente a escludere l'attenuante della lieve entità del fatto.
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