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Piano Regolatore Generale (P.R.G.)

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È lo strumento di pianificazione urbanistica principale di un Comune, che stabilisce le regole per l'utilizzo del territorio, incluse le norme sulle distanze tra le costruzioni e dai confini.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Plusvalenza terreni lottizzati: la Cassazione frena il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento ad alcuni contribuenti, calcolando un maggior reddito ai fini IRPEF derivante dalla plusvalenza realizzata con la vendita di due terreni ereditati. I giudici tributari d'appello hanno qualificato la vicenda come plusvalenza terreni lottizzati, ma hanno poi contraddittoriamente quantificato il valore iniziale del bene assumendo la data di approvazione del Piano Regolatore Generale anziché l'inizio effettivo della lottizzazione. I contribuenti hanno quindi impugnato la decisione in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dei cittadini, evidenziando la totale incoerenza e il vizio di motivazione apparente dei giudici di merito. La disciplina sui terreni lottizzati richiede infatti di considerare il valore normale al momento di inizio delle opere urbanistiche, non quello derivante dalla mera variante urbanistica generale.
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Distanza dal confine: quando il PRG prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29739/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari condannati ad arretrare il loro garage. Il caso verteva sulla violazione della distanza dal confine stabilita dal Piano Regolatore Generale (PRG). La Corte ha stabilito che la prescrizione di una distanza minima dal confine è una norma inderogabile che prevale su altre disposizioni, come quelle di un piano di lottizzazione, e non ammette la costruzione in aderenza se non esplicitamente previsto e a determinate condizioni non provate nel caso di specie.
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Annullamento piano regolatore: effetti sull’ICI
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14806/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ICI (Imposta Comunale sugli Immobili). Il caso riguardava un contribuente che si opponeva al pagamento dell'imposta su un terreno ritenuto edificabile da un piano regolatore comunale, successivamente annullato dal giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che l'annullamento del piano regolatore non ha efficacia retroattiva ai fini fiscali. L'imposta è dovuta per gli anni in cui il terreno aveva una 'vocazione edificatoria' conferita dal piano, anche se poi invalidato, poiché tale vocazione ne aveva già aumentato il valore economico, che costituisce il presupposto del tributo.
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Servitù di passaggio: non basta un piano regolatore
La Corte di Cassazione ha stabilito che una servitù di passaggio non può essere considerata estinta solo perché un nuovo piano urbanistico non la prevede più. Per eliminare un diritto reale privato è necessario dimostrare un interesse pubblico specifico e funzionale a tale eliminazione. In assenza di ciò, e senza che sia trascorso il termine di prescrizione di vent'anni per non uso, il diritto di passaggio rimane valido. Il ricorso di una società costruttrice, che sosteneva l'estinzione della servitù a seguito dell'urbanizzazione di un'area, è stato quindi respinto.
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Edificabilità terreno ai fini ICI: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI, sostenendo la non edificabilità di alcuni terreni perché di estensione inferiore al lotto minimo previsto e privi di un piano di lottizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'edificabilità terreno ai fini fiscali deriva dalla sua classificazione nel Piano Regolatore Generale, indipendentemente dall'approvazione di strumenti attuativi. La ridotta potenzialità edificatoria, dovuta alla dimensione o alla mancanza di urbanizzazione, incide solo sulla determinazione del valore venale, ma non esclude l'assoggettabilità all'imposta.
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Valutazione area edificabile: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a un'area edificabile, sostenendo un errore del Comune nella classificazione urbanistica del terreno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la contestazione sulla ricostruzione dei fatti, come la corretta qualificazione di un'area, è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità. La decisione sottolinea inoltre i limiti dell'impugnazione in presenza di una 'doppia conforme', ovvero due sentenze di merito con la stessa conclusione. La corretta valutazione area edificabile dipende quindi dalle prove fornite nei primi gradi di giudizio.
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Principio di prevenzione e distanze tra costruzioni
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che negava l'applicazione del principio di prevenzione in un caso di costruzione sul confine. La controversia riguardava una veranda edificata in violazione della distanza minima di cinque metri prevista dal regolamento locale. La Corte ha stabilito che se il regolamento edilizio locale consente la costruzione sul confine, il principio di prevenzione è operativo e non può essere escluso solo perché altre norme dello stesso regolamento prevedono distanze minime. Sarà quindi decisivo accertare chi tra i due vicini ha costruito per primo.
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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Con la sentenza n. 34599 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha stabilito che l'edificabilità di un terreno ai fini ICI si basa sulla sua qualificazione nel Piano Regolatore Generale (PRG), non sull'uso effettivo. Anche se un'area è destinata a verde pubblico o ha vincoli cimiteriali, la sua natura edificabile ai fini fiscali non viene meno. Tali vincoli possono incidere sulla determinazione del valore venale, ma non sulla classificazione del terreno stesso. La Corte ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando che l'onere di dimostrare la mancanza di edificabilità spetta a chi la contesta.
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